La perdita di capelli osservata durante i cambi di stagione non ha nulla di eccezionale: deriva da meccanismi naturali che alcuni fattori possono accentuare. Identificarli permette di anticipare meglio e accompagnare questa fase di rinnovamento capillare.
Il ciclo naturale del capello
Ogni follicolo pilifero attraversa tre fasi: crescita (anagen), riposo (catagen) e caduta (telogen). In primavera e in autunno, una percentuale più elevata di capelli entra nella fase telogen. Questo squilibrio temporaneo del ciclo provoca una caduta più intensa. Si spiega con diversi fattori stagionali: variazioni di luce, cambiamenti di temperatura o di umidità, esposizioni estive che indeboliscono la fibra capillare, ma anche stress e stanchezza legati alla ripresa dei ritmi quotidiani. Questi fattori si combinano e concentrano la caduta dei capelli nell’arco di alcune settimane, senza necessariamente indicare un’anomalia.
Gli sbalzi ormonali
Nelle donne, le variazioni ormonali legate al ciclo mestruale, alla gravidanza, al post-parto o alla menopausa possono accentuare la caduta stagionale e renderla più evidente. Negli uomini, una predisposizione genetica può sommarsi a questo fenomeno, facendo apparire la perdita più marcata.
Stress, stanchezza e stile di vita
Durante i cambi di stagione, lo stress, la mancanza di sonno e la stanchezza accumulata indeboliscono l’organismo. Questi squilibri influenzano il ciclo capillare e possono accelerare il passaggio dei follicoli alla fase telogen, rendendo la caduta temporaneamente più abbondante.
Alimentazione e carenze nutrizionali
Un'alimentazione carente di proteine, ferro, zinco o vitamine del gruppo B indebolisce la fibra capillare. Spesso è alla fine dell'inverno che queste carenze si fanno sentire, rendendo i capelli più vulnerabili e quindi più soggetti alla caduta.
Le aggressioni esterne
I raggi UV, l’inquinamento, le variazioni climatiche, il sale e il cloro possono indebolire la cheratina. Dopo l’estate, ad esempio, i capelli stressati dalle aggressioni esterne tendono a cadere più facilmente, con un aumento della caduta spesso più evidente tra settembre e ottobre.