Innanzitutto, è importante distinguere gli alimenti acidi da quelli acidificanti e spiegare cos’è l’equilibrio acido-basico, che può essere alterato da un eccesso di acidità.
Gli alimenti acidi
Un alimento acido ha un pH basso, cioè inferiore a 7, a causa degli acidi che contiene. Può trattarsi di acido citrico, malico o lattico. La maggior parte degli alimenti acidi ha un sapore più o meno acidulo, ma non tutti. In questa categoria si trovano gli agrumi, alcuni frutti aciduli come i lamponi, gli alimenti fermentati come i crauti e i condimenti come i cetriolini o l’aceto. Anche il pomodoro e le bevande gassate sono considerati acidi, pur non avendo un sapore acido. Da notare che non tutti gli alimenti acidi sono necessariamente acidificanti.
Gli alimenti acidificanti
Un alimento acidificante non contiene necessariamente acidi, ma ne genera durante la digestione. Può trattarsi di acido urico, solforico o fosforico, e questi acidi in eccesso non fanno bene al corpo. Molti alimenti rientrano in questa categoria, ma quelli che generano più acidi sono le proteine di origine animale (carne e uova), i latticini (formaggio e yogurt), lo zucchero raffinato e i prodotti che lo contengono (pasticcini, biscotti, gelati e cioccolato), i cereali raffinati (pane, pasta e riso bianco), l’alcol (vini, birre, aperitivi), il caffè e il tè.
L’equilibrio acido-basico
Si tratta dell’equilibrio del pH del sangue, che, idealmente, dovrebbe essere compreso tra 7,35 e 7,45. La stabilità di questo pH è una condizione essenziale per il corretto funzionamento delle cellule e dell’organismo in generale. Quando mangiamo cibi acidificanti o alcalinizzanti, il pH del nostro sangue cambia. Il corpo è dotato di meccanismi di regolazione: alcuni organi emuntori, come i reni e i polmoni, hanno infatti la capacità di eliminare naturalmente gli acidi in eccesso. Questa capacità, però, non è illimitata e, quando la quantità di acido supera la capacità di eliminazione, l’organismo si acidifica. Questo fenomeno si chiama acidosi. Di conseguenza, il corpo attinge alle sue riserve di minerali alcalini come il calcio e il magnesio, considerati dei tamponi contro l’acidità: ciò permette di neutralizzare gli acidi, ma porta a una demineralizzazione. Questo stato può comportare diverse conseguenze, come disturbi infiammatori cronici, stanchezza o osteoporosi, di cui parleremo più avanti in questo articolo. L’acidosi è favorita da un’alimentazione acidificante, ovviamente, ma non solo. Anche altri fattori, come lo stress, la sedentarietà, il fumo e l’inquinamento, contribuiscono a causarla.
























