Predisposizione genetica e squilibri ormonali
La comparsa dei brufoli di diversi tipi è influenzata da una predisposizione genetica: chi ha genitori che hanno sofferto di acne ha una maggiore probabilità di svilupparla, l’ereditarietà gioca un ruolo importante nel rendere la pelle più reattiva agli stimoli ormonali e a produrre più sebo. A questa base ereditaria si sommano gli squilibri ormonali, che rappresentano uno dei principali fattori scatenanti. Durante la pubertà, il ciclo mestruale, la gravidanza o nei periodi di forte stress, gli ormoni androgeni stimolano le ghiandole sebacee, aumentando la secrezione di sebo. Questo eccesso, se non bilanciato da una corretta detersione e da una pelle in equilibrio, può favorire l’occlusione dei pori e l’insorgenza dei primi comedoni, che a loro volta possono evolvere in brufoli infiammati. Anche patologie come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) o l’uso di alcuni farmaci possono accentuare questi squilibri. L’acne compare molto frequentemente durante l’adolescenza, acne adolescenziale, ma può manifestarsi anche da adulti, si parla in questo caso di acne tardiva. Compare per diverse cause nelle quali la componente stress gioca un ruolo spesso determinante. Esiste anche una forma di acne neonatale, una condizione transitoria che colpisce i neonati nelle prime settimane o nei primi mesi di vita. Si manifesta con piccoli brufoli, soprattutto su guance, fronte e naso. È legata agli ormoni materni che, dopo la nascita, continuano a stimolare le ghiandole sebacee del bambino. Non dipende da infezioni né da cattiva igiene. Si presenta con papule o pustoline rosse, talvolta con una punta bianca, è del tutto benigna e tende a regredire spontaneamente in poche settimane o mesi, senza lasciare cicatrici.
Accumulo di sebo e impurità
Il sebo è fondamentale per proteggere e idratare la pelle, ma quando è prodotto in eccesso può diventare un problema. Se si mescola a cellule morte non eliminate e a residui di cosmetici o smog, può accumularsi nei follicoli, creando veri e propri “tappi”. Questo ristagno ostacola la normale traspirazione della pelle e favorisce la nascita dei comedoni (punti bianchi e neri), che possono evolvere in brufoli. Se la pelle con eccesso di sebo non è trattata correttamente, come detersione e cosmetici adatti alla situazione, la comparsa dei brufoli risulta accentuata. Una skincare errata può peggiorare la situazione cutanea.
Proliferazione batterica
La pelle ospita naturalmente diversi microrganismi, tra cui il batterio Cutibacterium acnes (ex Propionibacterium acnes), anaerobio che vive prevalentemente nei follicoli piliferi. In condizioni normali è innocuo, ma nei pori ostruiti trova un ambiente ideale per moltiplicarsi. La sua proliferazione scatena una risposta infiammatoria da parte del sistema immunitario: il risultato è la comparsa di papule e pustole, accompagnate da arrossamento, dolore e gonfiore.
Causa meccanica
Esiste anche la cosiddetta acne da attrito, che si manifesta in aree soggette a sfregamento costante. Mascherine, caschi, indumenti sportivi o altri dispositivi che irritano la pelle possono favorire la comparsa di papule e pustole localizzate.
Follicolite o peli incarniti
Un’altra causa frequente è la follicolite, che può assomigliare ai brufoli di diversi tipi. Quando il pelo tagliato ricresce, può piegarsi e rientrare nella pelle, causando infiammazione e piccoli brufoli dolorosi. I peli che non riescono a fuoriuscire restano invece intrappolati, formando papule o pustole simili all’acne.
Causa chimica
L’acne chimica è legata al contatto con sostanze irritanti o comedogene, tipiche di alcuni ambienti lavorativi (oli minerali, idrocarburi) oppure con farmaci topici e sistemici. Queste sostanze possono occludere i pori e indurre reazioni acneiformi che persistono finché la pelle resta esposta all’agente scatenante.