La curcuma, scientificamente nota con il nome di Curcuma longa, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae, la stessa famiglia dello zenzero. Originaria del Sud-Est asiatico, e più specificamente dell'India, la curcuma è coltivata da millenni per i suoi molteplici usi culinari e medicinali.
Origini e cultura
La curcuma cresce principalmente nelle regioni tropicali e subtropicali. I maggiori produttori mondiali sono India, Cina, Indonesia e Filippine. La parte più utilizzata è il rizoma della pianta, ovvero il fusto sotterraneo. Il rizoma viene raccolto, bollito, essiccato e poi macinato per ottenere una caratteristica polvere di colore giallo-arancio.
La curcuma svolge un ruolo importante nella cultura e nella cucina indiana. È un ingrediente fondamentale in molti piatti tradizionali e il suo colore dorato la rende un colorante naturale molto apprezzato. Inoltre, occupa un posto essenziale nelle pratiche ayurvediche, dove viene utilizzata per le sue proprietà terapeutiche.
La curcumina, il principio attivo principale della curcuma
Il rizoma della curcuma contiene un insieme di sostanze chiamate curcuminoidi. Tra queste, la principale responsabile delle proprietà della curcuma è la curcumina, che è anche la sostanza più abbondante nel rizoma.
È importante sapere che la curcumina è purtroppo poco biodisponibile, ovvero viene assimilata solo in minima parte dall’organismo. Per questo motivo, per ottenere benefici significativi per la salute dall’assunzione di curcuma sarebbe necessario consumarne grandi quantità, cosa che non è necessariamente raccomandabile.
È comunque possibile migliorare la biodisponibilità della curcumina mediante procedimenti utilizzati dall’industria, come l’aggiunta di estratto di pepe nero, che ne favorisce l’assorbimento intestinale.















