Alcuni acidi grassi sono più fragili di altri. In determinate condizioni si degradano e l'olio vegetale perde le sue proprietà. Tra le principali cause di degradazione si possono citare:
ossidazione
degradazione per effetto del calore: idrogenazione (oltre i 180 °C),
lipolisi: degradazione degli acidi grassi in presenza di enzimi (lipasi)
Ci interessiamo qui al fenomeno dell'ossidazione, che è il fenomeno più frequente nell'uso cosmetico degli oli vegetali.
Il potenziale ossidativo di un olio vegetale e di un burro dipende dalla natura e dalla concentrazione degli acidi grassi che lo compongono.
In generale, più un acido grasso possiede doppi legami, maggiore è la sua velocità di ossidazione. L'ossidazione degli acidi grassi provoca la loro trasformazione in molecole che possono rivelarsi tossiche per l'organismo.
In pratica, questo fenomeno di ossidazione è facilmente individuabile perché è responsabile di un cambiamento nell'aspetto dell'olio vegetale (odore di rancido, cambiamento di colore).
Alcuni fattori accelerano questa ossidazione, ma non sono elementi necessari e sufficienti per innescare il fenomeno dell'ossidazione: l'ossigeno, la luce (UV), il contatto con metalli pro-ossidanti (ferro o rame: attenzione al confezionamento!), la presenza di pigmenti come la clorofilla, la presenza di enzimi (lipasi), e, soprattutto, il calore, che agisce da catalizzatore accelerando le reazioni chimiche.
Altri fattori rallentano questo fenomeno, in particolare la presenza naturale di antiossidanti, in particolare la vitamina E, o il loro apporto esterno.