Batteri
Alcuni batteri possono contaminare gli alimenti e causare disturbi digestivi. Tra i batteri più comunemente coinvolti ci sono la Salmonella, il Campylobacter, alcuni ceppi di Escherichia coli, la Listeria monocytogenes o la Yersinia.
La contaminazione può essere favorita da una cottura insufficiente, da una conservazione inadeguata o da una contaminazione incrociata tra alimenti crudi e quelli pronti da consumare. Per contaminazione incrociata si intende il passaggio di microrganismi da un alimento all’altro, ad esempio tramite un tagliere, un coltello o le mani non lavate bene.
Virus
Alcuni virus possono essere trasmessi attraverso il cibo o l’acqua. Il norovirus è una delle cause più comuni di infezioni di origine alimentare. Può provocare nausea, vomito, diarrea acquosa e dolori addominali.
La trasmissione può avvenire tramite cibo contaminato, una superficie sporca o una persona malata che prepara da mangiare. Ecco perché l’igiene delle mani e l’astensione dalla preparazione dei pasti in caso di sintomi digestivi sono misure preventive fondamentali.
Parassiti
Anche i parassiti possono essere trasmessi tramite alimenti o acqua contaminati. Il rischio varia a seconda delle regioni, delle abitudini alimentari, dei viaggi e delle pratiche igieniche.
Alcune infezioni parassitarie possono causare disturbi digestivi più prolungati rispetto alle forme più comuni. In caso di diarrea persistente, al ritorno da un viaggio o in presenza di sintomi insoliti, è necessario consultare un medico.
Tossine prodotte da alcuni microrganismi
Alcuni batteri producono tossine in grado di provocare sintomi digestivi. In questi casi, i disturbi possono manifestarsi rapidamente dopo il pasto, a volte nel giro di poche ore.
Le tossine possono essere dovute a una conservazione troppo lunga a temperatura ambiente, a un raffreddamento insufficiente o a un riscaldamento non corretto. Rispettare la catena del freddo e consumare subito i piatti preparati sono quindi misure utili per ridurre il rischio.
Cattive pratiche di conservazione o preparazione
Un'intossicazione alimentare può essere favorita da semplici abitudini quotidiane: mani non lavate prima di cucinare, utensili usati per alimenti crudi e poi riutilizzati per quelli cotti, frigorifero troppo caldo, avanzi conservati troppo a lungo o cibi cotti male.
I microrganismi non sempre alterano l’odore, l’aspetto o il sapore degli alimenti. Un piatto può quindi sembrare normale pur presentando un rischio se è stato conservato o preparato in modo errato.
Quali sono gli alimenti a rischio?
Gli alimenti più comunemente coinvolti dipendono dal microrganismo in questione, dalla cottura, dalla conservazione e dall’igiene nella preparazione. Gli alimenti crudi o non cotti a sufficienza di origine animale vanno tenuti particolarmente sotto controllo: pollame, carne, uova, preparazioni a base di uova crude, pesce, frutti di mare, latte crudo o formaggi a latte crudo.
Anche i piatti preparati in anticipo, gli avanzi raffreddati male o conservati male, i salumi, i prodotti da gastronomia, le insalate miste, le verdure crude contaminate o gli alimenti manipolati dopo la cottura possono essere a rischio.
Il rischio non deriva quindi solo dall’alimento in sé, ma anche dal suo percorso: temperatura di conservazione, tempo di attesa, cottura, manipolazione e separazione tra crudo e cotto.