La ferritina non è ferro in senso stretto, ma una proteina che immagazzina il ferro. Permette di regolare la disponibilità di questo minerale immagazzinandolo nei tessuti (fegato, midollo osseo, milza) e rilasciandolo in base alle esigenze del corpo. Il dosaggio della ferritina nel sangue permette quindi di valutare le riserve di ferro. Per avere un quadro completo, questa analisi viene spesso abbinata a quella della transferrina, che riflette il ferro in circolazione. Il ferro, dal canto suo, è un minerale essenziale che l’organismo non produce. Si trova negli alimenti in due forme: eminico (carne rossa, frutti di mare) e non eminico (legumi, frutta secca). A differenza del ferro, la ferritina non è quindi un nutriente, ma una proteina prodotta dall’organismo, fondamentale per la corretta gestione di questo minerale.
Qual è il ruolo di questa proteina?
La ferritina funge da serbatoio di ferro. Immagazzina il minerale in organi strategici e lo rilascia quando serve, in particolare per la produzione dell’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno. Svolge quindi un ruolo indiretto ma essenziale nelle funzioni fisiologiche del ferro: ossigenazione, riduzione della stanchezza, sostegno al sistema immunitario.
Quali sono le differenze rispetto al ferro sierico e alla transferrina?
Il ferro sierico corrisponde al ferro che circola nel sangue
La transferrina è la proteina che trasporta il ferro, prodotta dal fegato
La ferritina immagazzina il ferro nei tessuti
Questi tre indicatori, combinati tra loro, permettono di farsi un’idea chiara del metabolismo del ferro specifico di ciascuno.










