Una pelle a tendenza atopica
L’eczema del cuoio capelluto può rientrare nel quadro di una dermatite atopica. In questo caso, la pelle è spesso più secca, più permeabile e più reattiva agli agenti irritanti quotidiani. Possono essere interessate anche altre zone: le pieghe dei gomiti e delle ginocchia, le palpebre, il collo, le mani o il viso [1,3,4]. Nei bambini, la dermatite atopica può colpire zone diverse a seconda dell’età. Anche il cuoio capelluto può essere coinvolto, sebbene, in presenza di desquamazione, croste o prurito persistente, sia necessario considerare anche altre possibili diagnosi [3].
Una barriera cutanea indebolita
La barriera cutanea limita la perdita d’acqua e protegge dalle aggressioni esterne. Quando è indebolita, il cuoio capelluto trattiene meno efficacemente l’acqua e diventa più sensibile ai prodotti detergenti, allo sfregamento, al freddo, al calore o al grattamento. Questa fragilità può favorire la secchezza, la sensazione di pelle che tira e il prurito. Spiega inoltre l’importanza di una detersione delicata e di una cura regolare della pelle in caso di dermatite atopica [1,2].
Prodotti per capelli irritanti o allergizzanti
Shampoo profumati, tinture, decoloranti, prodotti per lo styling, lacche, gel, oli essenziali, conservanti o profumi possono irritare il cuoio capelluto in alcune persone. Possono anche scatenare una dermatite allergica da contatto se una sostanza viene riconosciuta come allergene dal sistema immunitario [5,6]. La reazione può comparire rapidamente dopo l’applicazione di un prodotto irritante oppure più tardi, nel caso di un’allergia da contatto. Quando il prurito o le chiazze ricompaiono dopo l’uso dello stesso prodotto, un consulto dermatologico può aiutare a chiarire il meccanismo alla base.
Lavaggi troppo frequenti o prodotti troppo aggressivi
Lavaggi molto frequenti, acqua troppo calda o shampoo dall’azione detergente troppo intensa possono accentuare il fastidio del cuoio capelluto. Possono rimuovere parte del film idrolipidico, cioè il sottile strato protettivo, composto da acqua e lipidi, presente sulla superficie della pelle. Questo fattore non è sempre la causa iniziale dell’eczema, ma può contribuire a mantenere la secchezza, il prurito o la sensazione di bruciore nelle persone con un cuoio capelluto sensibile.
Sfregamento, grattamento e sollecitazioni meccaniche
Il grattamento danneggia la superficie del cuoio capelluto. Può provocare piccole lesioni, croste, irritazione persistente e, talvolta, sovrainfezione. Anche spazzolare i capelli in modo troppo energico, portarli in acconciature molto strette, utilizzare accessori che sfregano sulla pelle o esporre il cuoio capelluto al calore eccessivo del phon può aumentare il fastidio. Si crea spesso un circolo vizioso: il cuoio capelluto prude, ci si gratta e il grattarsi accentua l’irritazione e il prurito.
Stress, sonno e fattori ambientali
Lo stress, da solo, non basta a spiegare l’eczema. Può però accompagnare alcune riacutizzazioni o aumentare la percezione del prurito. Anche la mancanza di sonno può contribuire a mantenere il grattamento e la sensibilità cutanea [1]. L’aria fredda e secca, il caldo, la sudorazione, l’uso prolungato di berretti o caschi, i lavaggi dopo l’attività sportiva o le variazioni nella routine dei capelli possono influire, a seconda della persona.