Vitamina K , una vitamina liposolubile
Le vitamine rientrano nella categoria dei micronutrienti, insieme ai minerali, agli aminoacidi e agli acidi grassi, in contrapposizione ai macronutrienti come le proteine, i lipidi e i carboidrati. Esistono due categorie di vitamine:
Vitamine liposolubili, che possono essere immagazzinate dall'organismo. Si tratta delle vitamine A, D, E e K.
Vitamine idrosolubili (solubili in acqua), che non possono essere immagazzinate, come le vitamine B e C.
Il nome vitamina K deriva dal tedesco "Koagulation", in quanto questa vitamina svolge un ruolo essenziale nella coagulazione del sangue attivando le proteine che aiutano a formare i coaguli, contribuendo così a prevenire le emorragie.
Le diverse forme di vitamina K
Vitamina K1 (fillochinone): di origine vegetale, si trova principalmente nelle verdure verdi, in alcuni frutti e negli oli vegetali. La vitamina K1 è la forma più comune presente negli alimenti.
Vitamina K2 (menachinone): principalmente di origine animale, si trova in alcune carni, frattaglie e formaggi, oltre che in alcuni alimenti fermentati, in particolare quelli a base di soia.
Esiste anche la vitamina K3 (menadiona), disponibile solo in forma sintetica.
Vitamina K e alimentazione: apporti consigliati
Come per tutti i nutrienti, gli apporti consigliati di vitamina K variano in base a fattori quali il sesso e l'età. Ecco le raccomandazioni dell'ANSES:
Neonati fino a 6 mesi: 5 microgrammi.
Neonati di 6 mesi e oltre: 10 microgrammi.
Da 1 a 3 anni: 29 microgrammi.
Da 4 a 6 anni: 42 microgrammi.
Da 7 a 17 anni: 45 microgrammi.
Adulti, comprese le donne in gravidanza e in allattamento: 79 microgrammi.
Queste assunzioni raccomandate sono pensate per mantenere una buona coagulazione del sangue e sono generalmente facili da ottenere con una dieta equilibrata.










