Un’alimentazione povera di fibre
Le fibre alimentari sono componenti vegetali poco o per nulla digeriti dall’intestino tenue. Contribuiscono al volume e alla consistenza delle feci. Un’alimentazione povera di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, semi o frutta secca può quindi rallentare il transito intestinale.
L’apporto di fibre va aumentato gradualmente. Un incremento troppo rapido può causare gonfiore, gas intestinali o disturbi digestivi, soprattutto nelle persone più sensibili.
Un’idratazione insufficiente
L’acqua contribuisce all’idratazione del contenuto intestinale. Quando l’apporto di liquidi è insufficiente, le feci possono risultare più secche e difficili da evacuare. Questa situazione può verificarsi più facilmente nei periodi caldi, durante l’attività fisica o quando lo stimolo della sete è meno percepibile.
L’idratazione deve essere adattata al contesto, all’età, al livello di attività fisica e allo stato di salute generale.
La sedentarietà
La mancanza di movimento può contribuire a rallentare il transito intestinale. L’attività fisica, anche moderata, favorisce la motilità generale dell’apparato digerente. Al contrario, periodi prolungati di immobilità, l’allettamento o una netta riduzione degli spostamenti quotidiani possono favorire la stitichezza, in particolare nelle persone anziane.
Il cambiamento di ritmo o i viaggi
Uno spostamento, orari insoliti, un’alimentazione diversa, una minore idratazione o l’abitudine a trattenersi possono alterare il transito intestinale. Alcune persone soffrono di stitichezza quando non hanno accesso a servizi igienici familiari o quando rimandano regolarmente il momento di evacuare.
Il riflesso della defecazione, ovvero lo stimolo a evacuare, può attenuarsi quando viene ignorato troppo spesso.
Alcune situazioni della vita
La gravidanza, l’invecchiamento, lo stress, i cambiamenti nella routine o un periodo di stanchezza possono alterare il transito intestinale. Nelle donne in gravidanza, la stitichezza può essere favorita dai cambiamenti ormonali, dalla riduzione dell’attività fisica o, verso la fine della gravidanza, dalla pressione esercitata dall’utero sull’apparato digerente.
Nei bambini, la stitichezza può essere legata anche alla tendenza a trattenere volontariamente le feci, talvolta in seguito a un episodio di defecazione dolorosa.
Alcuni farmaci
Diversi farmaci possono causare stitichezza. È il caso, in particolare, di alcuni antidolorifici, integratori o farmaci contenenti ferro, medicinali contro l’acidità gastrica, antidepressivi, antispastici, antipertensivi o farmaci utilizzati per alcune patologie neurologiche.
Non bisogna interrompere l’assunzione di un farmaco senza il parere del medico. In caso di dubbi, il farmacista o il medico può verificare se il rallentamento del transito intestinale sia dovuto a un trattamento farmacologico.
Alcune malattie o disturbi digestivi
La stitichezza può talvolta essere associata a una patologia digestiva, metabolica, neurologica o ormonale. Può anche rientrare in un disturbo funzionale intestinale, come la sindrome dell’intestino irritabile con stitichezza predominante.
Una stitichezza comparsa di recente, persistente o accompagnata da sintomi insoliti non deve essere sottovalutata.