I nostri rimedi naturali per alleviare la gastroenterite

I nostri rimedi naturali per alleviare la gastroenterite


Di Gipsy Dauge

Pubblicato il: lunedì 15 gennaio 2024, Aggiornato il: mercoledì 30 settembre 2026

Ogni anno, milioni di persone in tutto il mondo sono colpite dalla gastroenterite, un'infiammazione dello stomaco e dell'intestino che si manifesta con episodi variabili di diarrea, dolore gastrico e addominale e vomito. Questa condizione può essere causata da batteri o parassiti. Scopri gli approcci naturali per alleviare i suoi sintomi.

Sommario

Prodotti associati

Che cos'è la gastroenterite?

La “gastro” è il termine comunemente usato per indicare la gastroenterite, un’infiammazione acuta della mucosa dello stomaco e dell’intestino. Essa altera temporaneamente il normale funzionamento dell'apparato digerente e si manifesta più spesso con nausea, vomito, crampi addominali, diarrea e talvolta febbre.

Nella maggior parte dei casi, la causa è infettiva. I virus, in particolare i norovirus e i rotavirus, sono i più frequenti responsabili, specialmente durante le epidemie invernali. Possono essere coinvolti anche batteri (come alcuni ceppi di Escherichia coli o di Salmonella) o, più raramente, parassiti. A volte anche le tossine alimentari, provenienti da cibi contaminati, scatenano sintomi simili.

La gastroenterite è molto contagiosa. Si trasmette attraverso il contatto diretto con una persona infetta, l’ingestione di acqua o cibi contaminati, oppure tramite superfici sporche. Una rigorosa igiene delle mani e degli alimenti gioca quindi un ruolo essenziale nella prevenzione. Si parla di gastroenterite acuta quando i sintomi compaiono all’improvviso, con almeno tre feci molli o liquide in 24 ore, segno di un aumento del contenuto d’acqua nelle feci. Questa diarrea è spesso accompagnata da un forte malessere digestivo e da stanchezza dovuta alla perdita di liquidi.

Da notare: nella maggior parte dei casi, il decorso è spontaneamente favorevole nel giro di pochi giorni, a condizione di garantire una buona idratazione. Più raramente, i sintomi possono protrarsi o rivelare un'altra causa sottostante, come una reazione a un farmaco, un'intolleranza alimentare o l'insorgenza di una patologia digestiva specifica.

Qual è la differenza tra diarrea e gastroenterite?

Qual è la differenza tra diarrea e gastroenterite?

La diarrea si riferisce a movimenti intestinali frequenti e acquosi, spesso causati da vari fattori come infezioni, reazioni a farmaci o disturbi alimentari. La gastroenterite, invece, è una condizione più ampia caratterizzata dall'infiammazione del rivestimento dello stomaco e dell'intestino, accompagnata da sintomi quali diarrea, vomito, mal di stomaco e febbre. La gastroenterite può essere causata da infezioni virali, batteriche o parassitarie e la diarrea è spesso uno dei suoi sintomi. Tuttavia, non sempre la diarrea è necessariamente attribuibile alla gastroenterite, poiché questo sintomo può derivare da una serie di cause indipendenti dall'infiammazione gastrointestinale.

Quali sono i fattori scatenanti della gastroenterite?

Gastroenterite: quali sono i fattori scatenanti?

La gastroenterite può insorgere a seguito di diverse esposizioni infettive o, più raramente, di particolari squilibri digestivi. Capirne l’origine permette di adottare meglio le misure preventive adeguate e di sostenere l’organismo con precisione e discernimento:

Le infezioni virali

I virus sono la causa più frequente di gastroenterite, soprattutto in inverno. I norovirus e i rotavirus sono i più comuni. Molto resistenti nell’ambiente, si trasmettono facilmente per contatto diretto (mani, oggetti, superfici), ma anche attraverso l’ingestione di cibi o acqua contaminati.

Dopo un breve periodo di incubazione, i sintomi compaiono spesso all’improvviso: nausea, vomito, diarrea acquosa, a volte febbre moderata e dolori muscolari. Anche se l’intensità può essere notevole, il decorso è generalmente favorevole nel giro di pochi giorni nelle persone in buona salute.

Le infezioni batteriche

Anche alcuni batteri possono essere responsabili, in particolare attraverso alimenti non cotti a sufficienza, conservati male o contaminati durante la manipolazione. Tra gli agenti più frequenti figurano alcuni ceppi di Escherichia coli, Salmonella o Campylobacter.

In questi casi, i sintomi digestivi possono essere accompagnati da febbre più alta e dolori addominali più intensi. La diarrea a volte può contenere muco o, più raramente, tracce di sangue. Si raccomanda quindi particolare attenzione, soprattutto nei bambini piccoli, negli anziani o nelle persone immunodepresse.

I parassiti intestinali

Più rari nei paesi industrializzati, i parassiti (come Giardia intestinalis o Entamoeba histolytica) possono essere responsabili di episodi di diarrea, in particolare dopo un viaggio in una zona dove le condizioni igienico-sanitarie sono diverse.

Si parla spesso di “turista” quando l’infezione si verifica durante un soggiorno all’estero. L’organismo, non abituato a certi microrganismi locali, può reagire in modo più forte. I disturbi digestivi possono quindi protrarsi più a lungo e richiedere un parere medico per confermare l’origine parassitaria.

Intossicazioni alimentari e tossine

In alcuni casi, i sintomi non sono legati a un'infezione in corso, ma all'ingestione di tossine già presenti nel cibo (prodotte da alcuni batteri). I sintomi compaiono quindi rapidamente, a volte solo poche ore dopo il pasto.

Il vomito è spesso predominante e il decorso è generalmente breve, sebbene faticoso per l'organismo.

Da sapere: più raramente, disturbi digestivi simili possono essere causati da una reazione a un farmaco, un'intolleranza alimentare o l'insorgenza di una specifica patologia digestiva. Se i sintomi persistono, peggiorano o si ripetono, è importante consultare un medico per identificare con precisione la causa.

Quanto dura una gastroenterite?

Quanto dura una gastroenterite?

Una gastroenterite comune non trattata di solito si risolve in 2 o 3 giorni, a condizione che la persona rimanga isolata da qualsiasi potenziale fonte di contagio. Questo vale nei paesi sviluppati come il nostro, ma la situazione è diversa in alcune regioni dove, ad esempio, i bambini sono costantemente esposti ad acqua contaminata. 

Il parere del medico

“La gastroenterite virale, causata principalmente da norovirus e rotavirus, colpisce fino a 685 milioni di persone ogni anno nel mondo, secondo l’OMS. Alterando la mucosa intestinale e sbilanciando il microbiota. Alcuni studi hanno dimostrato che alcuni ceppi probiotici come il Saccharomyces boulardii riducono significativamente la durata della diarrea da 24 a 30 ore in media (McFarland, Clin Infect Dis, 2010). L’associazione con lo zinco, in particolare nei bambini, permette inoltre una riduzione del 20-30% della gravità degli episodi (Walker CL, J Pediatr, 2009). L’approccio nutrizionale e funzionale raccomanda quindi un sostegno mirato alla barriera intestinale e una reidratazione immediata.”

Dr. Yoni Assouly – Medico, con approccio funzionale e nutrizionale

Gastroenterite: perché mangiare probiotici e prebiotici?

La gastroenterite ha un impatto significativo sull'equilibrio della flora intestinale. Una volta che l'individuo si è ripreso da questa condizione, è opportuno fornire un ulteriore supporto alla salute intestinale includendo nella dieta probiotici e prebiotici. I probiotici, costituiti da microrganismi benefici, aiutano a ripristinare la diversità batterica nell'intestino, rafforzando così il sistema digestivo. I prebiotici, invece, forniscono il nutrimento necessario a questi batteri benefici, favorendone la crescita e l'attività. La combinazione di questi due approcci può aiutare a ripristinare un sano equilibrio della flora intestinale dopo un episodio di gastroenterite, favorendo così il benessere digestivo.

Quali soluzioni naturali contro la gastroenterite?

Non esiste un rimedio miracoloso per alleviare la gastroenterite. Tuttavia, oltre a un'idratazione rigorosa, al riposo e a un'alimentazione adeguata, alcuni integratori alimentari possono aiutare il tuo organismo durante un episodio di gastroenterite o nella fase di recupero. L'obiettivo è sostenere l'equilibrio intestinale, lenire il disagio digestivo e aiutare il microbiota a ritrovare la sua stabilità in modo delicato. Di seguito ti proponiamo diverse soluzioni utili in caso di disturbi come diarrea, gonfiore o nausea:

Probiotici Benessere intestinale

image

Questo complesso associa diversi ceppi probiotici dosati a 16 miliardi di UFC per capsula, protetti da un involucro gastroresistente per raggiungere l’intestino in condizioni ottimali. I probiotici contribuiscono all’equilibrio del microbiota intestinale, spesso indebolito durante un episodio di diarrea acuta. Possono aiutare a ridurre la durata dei disturbi digestivi e favorire un ripristino più armonioso del transito intestinale.

La dose consigliata è di una capsula al giorno con un bicchiere d'acqua, preferibilmente durante un pasto, in un ciclo di 28 giorni.

Questo integratore è riservato agli adulti. È sconsigliato alle donne in gravidanza o in allattamento senza il parere del medico e deve essere usato con cautela nelle persone immunodepresse.

Carbone attivo vegetale

Il carbone vegetale attivo è noto per il suo forte potere adsorbente. Agisce fissando alcuni gas e sostanze indesiderate presenti nel tubo digerente, il che può contribuire a ridurre il gonfiore e il fastidio addominale a volte associati alla gastroenterite. Non agisce sulla causa infettiva, ma può migliorare il benessere digestivo durante la fase sintomatica.

La dose consigliata è generalmente di 4-8 capsule al giorno distribuite nell'arco della giornata, con un bicchiere d'acqua. Deve essere assunto a distanza di almeno due ore da qualsiasi farmaco o altro integratore alimentare, poiché può ridurne l'assorbimento. 

Il carbone attivo vegetale è sconsigliato in caso di occlusione intestinale o stitichezza. Le donne in gravidanza o in allattamento e le persone che assumono farmaci devono chiedere il parere di un professionista sanitario prima di assumere qualsiasi integratore.

Da notare: l'assunzione di carbone attivo vegetale può causare una colorazione nera delle feci, senza alcuna gravità.

Scopri il carbone vegetale attivo

Elettroliti in polvere

Questo integratore alimentare contribuisce a preservare un'idratazione ottimale e a mantenere l'equilibrio elettrolitico, particolarmente utile in caso di perdite idriche legate a diarrea o vomito. Accompagna l'organismo durante la fase acuta o di recupero, senza agire direttamente sulla causa della gastroenterite, ma aiutando a compensare le perdite di acqua e minerali. Per saperne di più su questo argomento, leggi il nostro articolo: 3 consigli per evitare la disidratazione in caso di gastroenterite.

Per sfruttare al meglio i benefici di questo integratore, ti consigliamo di sciogliere 1 misurino in 500 ml - 1 litro d'acqua. Agita bene e bevi a piccoli sorsi durante la giornata.

Questo prodotto è riservato agli adulti, sconsigliato alle donne in gravidanza o in allattamento, agli anziani e alle persone che soffrono di disturbi renali o nefropatia senza consiglio medico. Assicurati di non superare la dose indicata e di tenerlo fuori dalla portata dei bambini.

Da notare : la bustina essiccante contenuta nella confezione non deve essere consumata.

Scopri gli elettroliti in polvere

Estratto di Chaga BIO

Il Chaga potrebbe essere benefico per il benessere digestivo e intestinale. Questo estratto concentrato permette di beneficiare di un alto contenuto di principi attivi del fungo, offrendo una formula di qualità e adatta ad accompagnare l'organismo nella fase di recupero dopo un episodio di squilibrio digestivo. Si inserisce in un approccio di sostegno globale al benessere intestinale e generale. La dose consigliata è generalmente di 1-2 capsule al giorno con un bicchiere d'acqua, preferibilmente durante un pasto, rispettando le indicazioni riportate sulla confezione.

Questo integratore è riservato agli adulti e non sostituisce una dieta varia ed equilibrata né uno stile di vita sano. Non sostituisce un trattamento medico. Assicurati di non superare la dose giornaliera raccomandata e di tenerlo fuori dalla portata dei bambini. Questo prodotto è sconsigliato alle donne in gravidanza e in allattamento e il suo utilizzo è da evitare in caso di allergia ai funghi o alla betulla, calcoli renali, gotta o assunzione di anticoagulanti. Infine, a causa della sua potenziale azione sulla glicemia e sul sistema immunitario, si raccomanda di consultare un medico in caso di diabete, malattie autoimmuni o assunzione di farmaci.

Scopri l'estratto di Chaga BIO

Oltre al riposo e a un’idratazione adeguata, alcune soluzioni naturali possono aiutare l’organismo durante un episodio di gastroenterite. L’obiettivo è sostenere il benessere digestivo, lenire gli spasmi e contribuire a un migliore equilibrio intestinale, rispettando al contempo la maggiore sensibilità della mucosa digestiva in questo periodo.

Quali tisane sono consigliate in caso di gastroenterite?

Le tisane rappresentano un supporto semplice, accessibile e particolarmente interessante in caso di gastroenterite. Contribuiscono all'idratazione, essenziale in caso di diarrea o vomito, fornendo al contempo principi attivi vegetali noti per le loro proprietà lenitive, antispasmodiche o antimicrobiche. Scopri i nostri consigli qui sotto: 

La Camomilla romana (Chamaemelum nobile) è tradizionalmente usata per lenire i disturbi digestivi e gli spasmi. Delicata e ben tollerata, aiuta a calmare lo stomaco irritato e a rilassare la zona addominale.

La Menta piperita (Mentha × piperita) è nota per la sua azione antispasmodica, in particolare grazie al mentolo che contiene. Aiuta a ridurre i crampi intestinali e ad alleviare la nausea, favorendo al contempo una sensazione di leggerezza digestiva.

Lo Zenzero (Zingiber officinale), da usare preferibilmente fresco, è ben documentato per il suo effetto antinausea. Può aiutare a limitare il vomito e favorire una digestione più armoniosa quando il transito intestinale è disturbato.

Il Timo (Thymus vulgaris) possiede proprietà antimicrobiche naturali. Può essere utile come supporto quando l’episodio è di origine infettiva, in aggiunta alle misure igieniche adeguate.

Preparazione: metti in infusione un cucchiaino di pianta secca (o qualche fettina sottile di zenzero fresco) in 200 ml di acqua calda per circa 10 minuti, coperto per preservare i composti aromatici. Filtra, poi bevi tiepido, a piccoli sorsi, più volte al giorno.

Come usare il miele di Manuka durante la gastroenterite?

Il Miele di Manuka è noto per la sua azione antibatterica legata in particolare al suo contenuto di metilgliossale (MGO). Ha anche proprietà lenitive per le mucose digestive.

In caso di gastroenterite, può essere consumato in piccole quantità, uno o due cucchiaini al giorno, preferibilmente lontano dai pasti, per sfruttare appieno le sue proprietà. Può anche essere aggiunto a una tisana tiepida (non bollente) per preservarne i principi attivi.

Da notare: rimane comunque ricco di zuccheri. Il suo consumo deve quindi rimanere moderato, in particolare per le persone con sensibilità glicemica.

Come sfruttare i benefici dell'argilla verde?

L'argilla verde è apprezzata per il suo forte potere assorbente. È tradizionalmente utilizzata per le sue proprietà assorbenti, che potrebbero aiutare a eliminare delicatamente alcune tossine, gas e microrganismi presenti nel tubo digerente, contribuendo così a ridurre il disagio e a regolare la diarrea.

Si usa generalmente sotto forma di acqua d’argilla o “acqua argillosa”. Per prepararla, sciogli un cucchiaino di argilla verde superfine in un bicchiere d’acqua, mescola con un cucchiaio di legno (evita il metallo), poi lascia riposare per qualche ora o anche tutta la notte. Bevi solo l'acqua limpida in superficie, senza il sedimento, una o due volte al giorno per un breve periodo. Si consiglia di assumerla a distanza dai farmaci e dagli integratori alimentari, poiché il suo potere adsorbente può ridurne l'assorbimento. È sconsigliata in caso di stitichezza grave o di precedenti di occlusione intestinale.

Da notare: non esistono rimedi miracolosi in caso di gastroenterite. È importante adottare buone abitudini di vita, mantenersi ben idratati e armarsi di pazienza. Se i sintomi persistono, non esitare a contattare il tuo medico curante.

Quale alimentazione privilegiare in caso di gastroenterite?

Quando la gastroenterite provoca diarrea, nausea o vomito, una buona alimentazione può fare la differenza per il tuo benessere e il tuo recupero. L'obiettivo è limitare l'irritazione digestiva, compensare le perdite e reintrodurre gradualmente alimenti facili da digerire. Un approccio delicato, frazionato e su misura permette di sostenere l'organismo senza sovraccaricare il sistema digestivo, in base alle tue esigenze. Scopri i nostri consigli qui sotto: 

Cosa mangiare in caso di diarrea negli adulti?

Nelle prime ore, un breve riposo digestivo o un’alimentazione molto leggera a base di liquidi chiari può essere utile per lasciare che l’intestino si calmi. Successivamente, la reintroduzione dei cibi deve avvenire gradualmente, privilegiando alimenti poveri di fibre insolubili e facili da digerire per il tuo apparato digerente indebolito. 

Gli alimenti ricchi di amido costituiscono una base interessante: riso bianco, patate lesse, pasta in bianco o tapioca forniscono energia pur rimanendo delicati per l’apparato digerente. Le banane ben mature, le carote cotte e le composte di mele senza zuccheri aggiunti aiutano a fornire nutrienti essenziali e possono contribuire a rallentare il transito intestinale. Anche i fette biscottate o il pane tostato sono una fonte di carboidrati semplici, senza affaticare troppo l’intestino. Il nostro consiglio? Consuma questi alimenti in piccole porzioni, distribuite nell’arco della giornata, ed evita di mangiare troppo in una volta sola, perché questo metterebbe a dura prova il tuo apparato digerente.

Si raccomanda inoltre di evitare temporaneamente i latticini, i cibi grassi, fritti, piccanti o molto zuccherati, così come la frutta e la verdura crude, che possono accentuare la diarrea. Per saperne di più, leggi il nostro articolo: Gli alimenti anti-gastro per proteggere il tuo apparato digerente.

Come adattare la propria alimentazione dopo la fase acuta?

Cominci a sentirti meglio? È il momento di riprendere gradualmente una dieta normale. Una volta che i sintomi più intensi si sono stabilizzati, è importante reintrodurre progressivamente un'alimentazione più varia per riabituare delicatamente il tuo sistema digestivo.

Le proteine magre come il pollo, il pesce o le uova ben cotte possono essere aggiunte in piccole quantità. Anche le verdure cotte e ben tollerate possono tornare gradualmente nel piatto. Questa transizione graduale permette di ripristinare l'equilibrio nutrizionale e di favorire il recupero del microbiota intestinale dopo l'episodio infettivo. Non esitare ad andare avanti con calma e a prestare attenzione alle reazioni del tuo corpo per adattare i tuoi pasti al tuo ritmo di recupero.

Come prevenire la gastroenterite?

La prevenzione si basa essenzialmente su gesti semplici, da mettere in pratica con regolarità. Un'igiene rigorosa e alcune abitudini di buon senso permettono di limitare significativamente i rischi di contagio e trasmissione, in particolare durante i periodi di epidemia.

  1. Lavati le mani accuratamente e regolarmente: è il gesto più efficace per limitare la diffusione dei virus e dei batteri responsabili della gastroenterite. Non basta semplicemente passarle sotto l'acqua. Usa il sapone, strofina tutte le superfici delle mani (palmi, dorso, spazi tra le dita, unghie) per almeno 20 secondi, poi risciacqua abbondantemente e asciugale con un asciugamano pulito. Se non c'è acqua, un gel idroalcolico può essere un'alternativa utile.

  2. Segui una rigorosa igiene alimentare: lava accuratamente frutta e verdura, rispetta la catena del freddo, evita cibi crudi o poco cotti nei periodi a rischio e assicurati che i piani di lavoro e gli utensili da cucina siano puliti. Queste precauzioni riducono il rischio di contaminazione di origine alimentare.

  3. Evita di condividere oggetti personali: bicchieri, posate, asciugamani o spazzolini da denti possono essere vettori indiretti di trasmissione. Se qualcuno vicino a te è malato, è meglio usare oggetti personali e pulire regolarmente le superfici toccate spesso (maniglie, interruttori, servizi igienici).

  4. Rispetta un periodo di isolamento in caso di sintomi: quando una persona presenta vomito o diarrea, limitare i contatti ravvicinati per almeno 48 ore dopo la scomparsa dei sintomi contribuisce a frenare la diffusione del virus.

  5. Concedi riposo all’organismo: in caso di episodio, il riposo sostiene le naturali capacità di recupero del corpo. Forzare i ritmi può prolungare la stanchezza e ritardare il ritorno all’equilibrio digestivo.

  6. Riprendi l'alimentazione gradualmente: dopo una fase acuta, privilegia pasti leggeri, in piccole quantità, prima di reintrodurre gradualmente un'alimentazione varia. Questa transizione graduale aiuta l'apparato digerente a ritrovare il suo funzionamento ottimale.

  7. Assicurati un'adeguata idratazione in caso di perdite significative: in caso di diarrea o vomito intenso, la perdita di acqua e minerali può essere rapida. Le soluzioni reidratanti orali, disponibili in farmacia, consentono di compensare queste perdite e prevenire la disidratazione, in particolare nei bambini piccoli e nelle persone fragili.

Ricette

Le informazioni presentate in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono un parere medico personalizzato. In caso di dubbi, sintomi persistenti o insoliti, è importante consultare un medico. I probiotici sono generalmente ben tollerati e possono contribuire a riequilibrare il microbiota intestinale dopo un episodio di gastroenterite, a sostenere la digestione e a rafforzare le difese naturali. Tuttavia, il loro utilizzo richiede alcune precauzioni. Si raccomanda di consultare un medico nei bambini piccoli, negli anziani, nelle donne in gravidanza, nonché nelle persone immunodepresse o affette da patologie croniche. Allo stesso modo, se gli episodi di gastroenterite si ripetono, si intensificano o sono accompagnati da segni insoliti (febbre alta, perdita di peso, sangue nelle feci), è fondamentale parlarne con il tuo medico per individuarne la causa e adattare la terapia.

Il consiglio dell'esperto

Le misure da adottare per un bambino sono essenzialmente le stesse che per gli adulti: assicurati che il tuo bambino rimanga ben idratato per compensare le perdite di acqua e sali minerali causate dalla diarrea, e controlla la sua alimentazione assicurandoti che mangi cibi leggeri. Tuttavia, se la situazione persiste o in circostanze particolari, è fortemente raccomandato consultare un medico. Queste situazioni includono una diarrea che dura più di 6 ore in un neonato di età inferiore a 1 anno, accompagnata da perdita di peso, febbre superiore a 38 gradi, feci contenenti muco e sangue, diarrea cronica (di durata di almeno 2 settimane), casi che si verificano in contesti collettivi o dopo un viaggio, un'alternanza con la stitichezza o a seguito dell'assunzione di antibiotici.

Chi è la nostra redattrice: Gipsy Dauge

Gipsy Dauge

Gipsy si è laureata all’ESJ di Parigi. Dopo 10 anni di esperienza nella stampa generalista e femminile, ha deciso di dedicarsi alla scrittura di articoli su salute e benessere. Con una certificazione di yin yoga in tasca, ora coniuga abilmente la penna con il suo tappetino da yoga. Il suo obiettivo va ben oltre le semplici parole. Il suo impegno è profondo: aiutare i lettori a integrare nella vita di tutti i giorni piccoli consigli che li aiutino a prendersi cura di sé stessi e dell’ambiente che li circonda. Ogni parola è un invito ad adottare uno stile di vita equilibrato e appagante.  

Bibliografia

  1. Bruneton, J. (2016). Farmacognosia, fitochimica, piante medicinali (5a ed.). Lavoisier.

  2. Assicurazione sanitaria. (2025). Sintomi, cause ed evoluzione della gastroenterite negli adulti. Ameli.fr.

    https://www.ameli.fr/assure/sante/themes/gastro-enterite-adulte/reconnaitre-gastro-enterite

  3. Moosavi, M. (2017). Bentonite Clay as a Natural Remedy: A Brief Review.

    https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5632318/

  4. Williams, L. B., & Haydel, S. E. (2010). Valutazione dell'uso medicinale dei minerali argillosi come potenziale agente disintossicante.

    https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC2904249/

  5. Johnston, M. et al. (2018). Attività antibatterica del miele di Manuka e dei suoi componenti.

    https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6613335/

  6. Senderovich, H., et al. (2018). Is there a role for charcoal in palliative diarrhea? PubMed.

    https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29231746/

  7. Jain, N. K., et al. (1986). Efficacia del carbone attivo nella riduzione dei gas intestinali. PubMed.

    https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/3521259/

  8. Allen, S. J., Martinez, E. G., Gregorio, G. V., & Dans, L. F. (2010). Probiotici per il trattamento della diarrea infettiva acuta. Cochrane Database of Systematic Reviews.

    https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD003048.pub4/full

  9. Walker, C. L. F., Black, R. E. (2010). Zinc and the risk for infectious disease. Annual Review of Nutrition.

    https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15189121/

  10. McFarland, L. V. (2010). Systematic review and meta-analysis of Saccharomyces boulardii in adult patients. Clinical Infectious Diseases.

    https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20458757/

  11. World Gastroenterology Organisation. (2012). Linee guida globali della World Gastroenterology Organisation: Diarrea acuta negli adulti e nei bambini.

    https://www.worldgastroenterology.org/guidelines/acute-diarrhea/acute-diarrhea-english

Domande frequenti

Domande frequenti