Definizione e manifestazioni cutanee
La nostra pelle non è sterile, bensì è abitata da milioni di microrganismi che, nell’insieme, formano il microbiota cutaneo. Si calcola che nell’adulto siano presenti circa un milionecutaneo ha funzioni importantissime e, quando è in uno stato di equilibrio, si può considerare come un ecosistema di microrganismi per cm2 di cute. Il microbiota vivente che protegge la pelle e contribuisce alla sua salute e bellezza. I microrganismi presenti nel microbiota sono funghi, batteri, virus e acari, vediamo in breve le differenze.
Funghi: sono degli eucarioti, cioè formati da cellule complesse con nucleo. Si distinguono in lieviti, unicellulari, e muffe, pluricellulari. Si nutrono di cheratina, lipidi o residui organici. Es.: Malassezia, Candida, Tinea.
Batteri: sono procarioti, ovvero cellule senza nucleo definito. Molti sono commensali o benefici (es. Staphylococcus epidermidis), altri potenzialmente patogeni (es. Staphylococcus aureus).
Virus: non sono costituiti da cellule ma solo da materiale genetico (DNA o RNA) e involucro proteico. Sopravvivono e si replicano solo dentro cellule ospiti.
Acari: sono organismi pluricellulari (artropodi microscopici). Non sono microbi in senso stretto, ma parassiti cutanei (es. Demodex folliculorum nei follicoli piliferi).
Con il termine “funghi della pelle” si indicano le infezioni cutanee causate da microrganismi fungini e possono comparire nello strato più superficiale della pelle e talvolta anche su unghie e cuoio capelluto. I sintomi più comuni comprendono arrossamenti localizzati, prurito, desquamazione e comparsa di macchie dalla forma irregolare.
Tipologie principali
Alcune delle forme più comuni di funghi della pelle derivano da microrganismi che fanno parte del microbiota cutaneo in condizioni normali, ma diventano problematici solo quando trovano un ambiente favorevole a proliferare come Candida o Malassezia. Altre, come la Tinea, è causata da dermatofiti non presenti nel microbiota cutaneo e considerati patogeni provenienti dall’ambiente esterno.
Candida spp: presente in piccole quantità sulla pelle e nelle mucose, è normalmente innocua ma può crescere e dare origine a infezioni chiamate candidosi. Colpisce soprattutto zone umide e pieghe cutanee come sotto al seno, inguine, ascelle, spazi tra le dita. Sintomi tipici: arrossamento, prurito intenso, screpolature e talvolta secrezioni biancastre.
Malassezia spp: lievito lipidodipendente che vive naturalmente sulla pelle, soprattutto nelle zone ricche di ghiandole sebacee (cuoio capelluto, torace, schiena). In equilibrio non causa problemi, ma se prolifera può provocare pityriasi versicolor che si manifesta con chiazze irregolari più chiare o più scure rispetto alla pelle circostante, spesso sul tronco e sulle spalle. Non sempre dà prurito, ma altera l’uniformità del colorito cutaneo.
Tinea (o dermatofitosi): infezione causata da dermatofiti che, a differenza dei due precedenti, non fanno parte del microbiota cutaneo ma sono presenti nell’ambiente. Può colpire pelle (tinea corporis), cuoio capelluto (tinea capitis) e unghie (onicomicosi). Sulla pelle si manifesta con macchie rotonde a bordo netto, spesso pruriginose e desquamanti. Nel cuoio capelluto si presenta con desquamazione (forfora) e prurito. Le unghie, in caso di onicomicosi, cambiano colore, diventando gialle, biancastre o marroni, si ispessiscono, si sfaldano facilmente e possono deformarsi o sollevarsi dal letto ungueale; talvolta provocano prurito, bruciore o un odore sgradevole, e in genere si sviluppano lentamente, rendendo difficile accorgersi subito dell’infezione.








