Fattori alimentari
I pasti troppo abbondanti, ricchi o consumati troppo in fretta, i piatti troppo grassi, zuccherati, particolarmente acidi o piccanti, il cioccolato e alcune bevande, come l’alcol, il caffè, le bevande gassate o energetiche, sono tutti fattori alimentari che aumentano l’acidità nello stomaco e rallentano lo svuotamento gastrico. La distensione dello stomaco attiva dei recettori nella parete gastrica che innescano il riflesso vagale di rilassamento dello sfintere esofageo. Quest’ultimo si apre temporaneamente, per qualche secondo, anche se non c’è la deglutizione di cibo. Questo fenomeno crea una finestra durante la quale il contenuto acido dello stomaco può risalire nell’esofago e provocare un reflusso.
Stili di vita
Il sovrappeso, soprattutto a livello addominale, la gravidanza e l’indossare abiti stretti, aumentano la pressione sullo stomaco, il che può spingere il suo contenuto verso l’alto in direzione dell’esofago. Il fumo aumenta l’acidità nello stomaco e il rilassamento dello sfintere esofageo. Chinarsi in avanti, sdraiarsi o fare attività fisica intensa subito dopo un pasto favorisce il bruciore di stomaco. Dopo un pasto, lo stomaco è più pieno e il pH è molto acido. In posizione eretta, la gravità aiuta a trattenere il contenuto nello stomaco, mentre quando sei sdraiato o piegato in avanti, questo aiuto viene meno. Inoltre, lo stress stimola la secrezione dei succhi gastrici e quindi l’acidità complessiva nello stomaco. Allo stesso tempo, aumenta la sensibilità dell’esofago e rallenta la digestione. Lo stomaco rimane quindi pieno e acido più a lungo, il che favorisce il bruciore di stomaco.
Cause fisiologiche
I casi di bruciore di stomaco aumentano con l’età, soprattutto dopo i 50 anni. Anche alcuni farmaci, in particolare gli antinfiammatori, alcuni ormoni e alcune terapie cardiovascolari, favoriscono il reflusso gastrico e l’ipotonia dello sfintere, che non stringe più abbastanza forte. L’ernia iatale si verifica quando la parte superiore dello stomaco passa sopra il diaframma. Questo indebolisce il meccanismo antireflusso. Infine, alcune malattie, come l’ulcera gastrica o duodenale o la gastrite, possono anch’esse provocare dolori simili a bruciori.