Tonsille gonfie: cause e sintomi

Tonsille gonfie: cause e sintomi


Di Stéphanie Le Guillou

Pubblicato il: martedì 16 settembre 2025, Aggiornato il: mercoledì 28 ottobre 2026

Lettura: +4 min

Il gonfiore alle tonsille spesso provoca preoccupazione, soprattutto se si ha difficoltà a deglutire. Il più delle volte si tratta di una semplice infiammazione causata da un’infezione virale. A volte il dolore diventa intenso, la voce cambia e si fa fatica ad aprire la bocca. Quali sono le cause? Cosa puoi fare? Quando devi andare dal medico?

Sommario

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Cosa sono le tonsille? E perché si gonfiano?

Le tonsille palatine sono due organi linfatici situati in fondo alla gola. Le tonsille gonfie sono spesso sintomo di tonsillite, cioè un’infiammazione che nella maggior parte dei casi è di origine virale, e solo più raramente batterica (in particolare da streptococco A). Nella pratica clinica comune in Italia, il termine angina bianca indica proprio questa infiammazione delle tonsille; tonsillite e angina sono quindi spesso usate come sinonimi. In senso più stretto, alcuni medici distinguono tra faringite (infiammazione della faringe) e amigdalite (termine medico che indica un'infiammazione localizzata nelle tonsille).

Quali sono le cause?

Infezione virale

Rinovirus, adenovirus, influenza o altri virus respiratori causano spesso un gonfiore bilaterale delle tonsille, a volte asimmetrico. Il fastidio è moderato, la febbre da moderata ad assente e il decorso è favorevole in pochi giorni con un trattamento sintomatico.

Mal di gola batterico da streptococco A

È una condizione più dolorosa, con febbre, patina biancastra e linfonodi ingrossati e dolorosi. La diagnosi di angina streptococcica si basa su un test rapido per l’angina (TROD) effettuato dal medico o dal farmacista; in assenza di prove della presenza dello streptococco A, gli antibiotici non sono raccomandati negli adulti.

Quando solo una tonsilla è gonfia

Ci sono diverse cause possibili. L’infezione può rimanere localizzata in una sola tonsilla. Può anche evolvere in una cellulite/ascesso peritonsillare (flemmone) con dolore molto intenso, trisma (impossibilità di aprire la bocca), voce "impastata" e deviazione dell’ugola: si tratta di un’emergenza otorinolaringoiatrica. Altre cause, più rare, includono il calcolo tonsillare (tonsillolite), l’ipertrofia residua unilaterale o, in casi eccezionali, un tumore. Si consiglia di consultare un medico se l’asimmetria persiste al di fuori di un episodio acuto o se è accompagnata da segni di allarme.

Quali sono i sintomi associati?

Ecco i principali sintomi associati alle tonsille gonfie:

  • Mal di gola e dolore durante la deglutizione. Il dolore può irradiarsi verso l’orecchio dallo stesso lato in caso di tonsilla gonfia su un solo lato (irradiazione riflessa).

  • Febbre e malessere generale. Frequenti nelle forme batteriche; moderate o assenti nelle forme virali.

  • Placca biancastra o puntini biancastri sulle tonsille. Segno non specifico: possibile sia nelle forme virali che in quelle batteriche; il test TROD permette di distinguere lo streptococco A.

  • Linfonodi cervicali dolorabili. Spesso associati all’infiammazione delle tonsille.

  • Voce soffocata, difficoltà ad aprire la bocca, ipersalivazione, deviazione dell’ugola. Questi segni fanno pensare a un flemmone peritonsillare e richiedono una valutazione urgente.

  • Alito maleodorante, sensazione di corpo estraneo. Questo può far pensare a un caseo o a un calcolo tonsillare. Un consulto medico permette di confermare la diagnosi ed escludere altre cause.

Come sgonfiare una tonsilla?

La strategia si basa sull’alleviare i sintomi e, se necessario, su un'azione mirata quando la causa è batterica. Per dolore e febbre, in caso di infezione, di solito si può usare il paracetamolo, se ben tollerato. I FANS (ibuprofene, ketoprofene) comportano il rischio di aggravare alcune infezioni otorinolaringoiatriche; non sono consigliati come prima scelta se si sospetta un’infezione.

Idratazione, riposo, assunzione di bevande tiepide o fredde a seconda delle preferenze personali, un’alimentazione leggera e poco acida contribuiscono al benessere generale della zona.

In caso di dolore intenso o di mal di gola confermato, un medico può proporre un test rapido (TROD) per decidere se prescrivere un antibiotico solo se viene confermato lo streptococco A.

Quali soluzioni naturali usare per alleviare i sintomi?

Gli integratori alimentari non sono destinati a prevenire, curare o guarire una malattia. Vanno intesi come complemento a misure igienico-alimentari, rispettando le dosi indicate sull’etichetta e le controindicazioni. Tuttavia, possono dare sollievo:

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Quali sono i rimedi tradizionali per alleviare i sintomi?

Alcuni rimedi tradizionali aiutano ad alleviare il fastidio:

  • Gargarismi con acqua salata tiepida, 2 o 3 volte al giorno. Danno un sollievo temporaneo. Non ingoiare.

  • Bevande calde e delicate: acqua calda con limone e miele, tisane al timo o alla salvia a piacere. Il miele non va dato ai bambini sotto l’anno di età.

  • Riposo vocale e ambiente umido: limita le sostanze irritanti (tabacco), umidifica l’aria, fai docce tiepide.

  • Alimentazione "confort": zuppe tiepide, yogurt, ghiaccioli se il freddo allevia il dolore.

Quale routine seguire?

Ecco un suggerimento su come comportarti durante l'episodio doloroso: 

  1. Mattina: valuta il fastidio. Se hai le tonsille gonfie con febbre moderata e senza segni di allarme, prendi del paracetamolo alle dosi abituali e bevi tanto.

  2. Fine mattinata: bevande calde o fredde a seconda di cosa ti fa stare meglio; eventualmente fai gargarismi con acqua salata. Spuntino leggero.

  3. Pomeriggio: se il dolore è forte e persistente, chiedi consiglio al farmacista; potrebbe proporti un test rapido (TROD) per orientare la gestione della situazione.

  4. Sera: riposo vocale, idratazione continua; continua la terapia antidolorifica se necessario.

  5. In qualsiasi momento: in caso di voce soffocata, trisma, deviazione dell’ugola, peggioramento rapido o tonsilla gonfia su un solo lato con dolore intenso, consulta urgentemente un medico.

Precauzioni d’uso

Se hai le tonsille gonfie accompagnate da febbre alta e persistente, difficoltà ad aprire la bocca, voce “impastata” o deviazione dell’ugola, devi consultare subito un medico. In caso di infezione, usa preferibilmente il paracetamolo per il dolore e la febbre; evita di prendere FANS senza prima chiedere consiglio al medico o al farmacista.

Il consiglio dell’esperto

Quando hai una tonsilla gonfia, la cosa più utile è capire bene di cosa si tratta: un probabile contesto virale con dolori moderati, un quadro più evidente che richiede un test rapido (TROD) per decidere se prendere un antibiotico, oppure segnali di allarme che indicano la necessità di una valutazione urgente. Alcune semplici misure (idratazione, riposo vocale, bevande adatte, un antidolorifico appropriato) alleviano efficacemente il fastidio. Gli integratori alimentari possono aiutare a dare sollievo alla gola, purché si rispettino le norme e le controindicazioni. Si consiglia di tenere sotto controllo la situazione per 48-72 ore e, in caso di dubbio, di consultare un medico.

Chi è la nostra farmacista e dottoressa in biologia molecolare Stéphanie Le Guillou

Stéphanie è farmacista dal 2010 e ha conseguito un dottorato in biologia molecolare nel 2012. Da quasi 15 anni si dedica con passione alla scrittura di contenuti medico-scientifici. Il suo obiettivo: rendere le informazioni accessibili e comprensibili, senza mai rinunciare al rigore scientifico.

Bibliografia

  1. Ameli.

    Mangia: definizione, sintomi, diagnosi. Febbraio 2025.

  2. Ministero della Salute.

    Test rapidi di orientamento diagnostico (TROD) – Mal di gola. Gennaio 2025.

Domande frequenti

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