I diversi tipi di macchie
Il termine “macchia pigmentaria” indica in generale qualsiasi anomalia di pigmentazione della pelle. Non si riferisce quindi solo alle macchie scure: a seconda del colore che si nota, si possono distinguere diversi tipi di macchie.
Le macchie scure, o iperpigmentazioni, corrispondono a una pigmentazione più scura in alcune zone della pelle. Possono essere legate, in particolare, a una maggiore produzione di melanina o all’accumulo di alcuni pigmenti di ossidazione6(1)
Le macchie rosse, o macchie infiammatorie, possono comparire soprattutto dopo un’infiammazione della pelle, come nel caso di alcuni segni lasciati dall’acne o dalla couperose
Le macchie bianche, o ipopigmentazioni, corrispondono a una diminuzione della pigmentazione della pelle.
Le macchie possono anche essere distinte in base al loro stadio di evoluzione:
Le macchie visibili sono già presenti sulla superficie della pelle e si possono vedere a occhio nudo. La loro intensità e dimensione possono cambiare col tempo
Le macchie invisibili sono ancora impercettibili a occhio nudo, ma iniziano già a formarsi sotto la superficie della pelle. Questi accumuli di melanina costituiscono un «serbatoio» di future macchie pigmentarie
Le macchie profonde si trovano negli strati più profondi dell’epidermide, o addirittura alla giunzione dermo-epidermica. Spesso più datate, possono essere più diffuse, estese o persistenti.
Per un trattamento anti-macchie, l’obiettivo è agire sulle macchie scure, sia che siano già visibili sia che siano in fase di formazione, intervenendo al contempo sui meccanismi che possono favorirne la comparsa.
I meccanismi alla base della comparsa delle macchie
Per quanto riguarda le macchie scure, si possono distinguere due meccanismi principali: le macchie legate alla melanina e quelle legate alla lipofuscina.
La melanina è un pigmento prodotto naturalmente dalla pelle per proteggerla. Viene prodotta dai melanociti e poi trasferita alle cellule dell’epidermide. La sua produzione è regolata soprattutto da un enzima chiamato tirosinasi. Quando questo enzima è più attivo, la produzione di melanina aumenta e può portare a un accumulo di pigmento che causa le macchie scure. (1)
Questa sovrapproduzione di melanina può essere favorita da diversi fattori, in particolare i raggi UV, l’infiammazione, l’invecchiamento cutaneo o le variazioni ormonali. È proprio questo meccanismo che sta alla base delle macchie solari, dei segni post-infiammatori o del melasma. (2)
La lipofuscina, invece, è un pigmento giallo-marrone derivante dall’accumulo di residui cellulari danneggiati e ossidati. Con l’avanzare dell’età e sotto l’effetto dello stress ambientale, il riciclaggio di questi scarti cellulari rallenta: essi possono quindi accumularsi progressivamente nelle cellule e formare depositi di lipofuscina.
Ora, la lipofuscina ha di per sé un carattere pro-ossidante. Il suo accumulo può favorire la produzione di radicali liberi, che a loro volta contribuiscono a stimolare la melanogenesi. Lipofuscina e melanina possono così accumularsi e formare aggregati pigmentari, contribuendo al progressivo insorgere dell’invecchiamento pigmentario.
Un approccio anti-macchie può quindi cercare di agire su questi due meccanismi complementari, limitando sia la sovrapproduzione di melanina sia l’accumulo dei pigmenti legati all’ossidazione.
Quali fattori favoriscono la comparsa delle macchie?
Diversi fattori possono favorire la comparsa o accentuare l’aspetto delle macchie, agendo in particolare sulla produzione di pigmenti, sull’infiammazione o sull’invecchiamento cutaneo.
L’esposizione al sole è un fattore determinante nella comparsa delle macchie. I raggi UV stimolano in particolare la produzione di melanina da parte dei (1) e possono quindi favorire la comparsa o l’intensificazione delle macchie scure, come i lentiggini solari.
Anche le variazioni ormonali possono influenzare la pigmentazione della pelle. Sono coinvolte in particolare nel melasma, che si manifesta con macchie scure spesso localizzate sul viso.
L’infiammazione è un altro fattore da tenere in considerazione. Un’infiammazione cutanea, ad esempio in seguito a un’imperfezione, può causare una pigmentazione persistente e lasciare un segno post-infiammatorio.
Infine, lo stress ossidativo e l’ invecchiamento cellulare possono favorire l’accumulo di lipofuscina, un pigmento da ossidazione. Questo fenomeno contribuisce alla comparsa di alcune macchie scure e spiega in particolare perché le irregolarità pigmentarie diventano più frequenti con l’età.
Quindi, le macchie possono essere favorite da fattori esterni, come i raggi UV, ma anche interni, come le variazioni ormonali, l’infiammazione, lo stress ossidativo e l’invecchiamento cellulare. Un approccio interessante contro le macchie consiste quindi nell’agire su più di questi meccanismi contemporaneamente.
Come distinguere le macchie pigmentarie, i segni post-infiammatori e le cicatrici?
Dopo un’imperfezione, un segno può rimanere visibile per diverse settimane, o anche più a lungo. Ma a seconda del suo aspetto, può trattarsi di un’irregolarità pigmentaria, di un segno post-infiammatorio o di una vera e propria cicatrice.
Un segno post-infiammatorio compare in seguito a un’infiammazione della pelle, ad esempio dopo un’imperfezione. Si manifesta con un cambiamento di colore della pelle, con una zona più scura o più arrossata rispetto ai tessuti circostanti. La consistenza e il rilievo della pelle rimangono però invariati.
Una cicatrice, al contrario, corrisponde a un cambiamento nella struttura della pelle. Può presentarsi come una depressione, un rilievo o un’alterazione della consistenza cutanea. Non risponde quindi agli stessi meccanismi di una semplice variazione della pigmentazione.
Questa distinzione è importante per capire cosa può fare davvero un trattamento anti-macchie: agisce sulle irregolarità della pigmentazione e può quindi essere utile su una macchia post-infiammatoria pigmentata. In compenso, non può correggere una cicatrice che modifica la struttura della pelle.













