Cisti sul cuoio capelluto: cause e sintomi

Cisti sul cuoio capelluto: cause e sintomi


Di Eloise Dubois-Gaché

Pubblicato il: venerdì 07 febbraio 2025, Aggiornato il: venerdì 02 ottobre 2026

Se hai notato una piccola protuberanza sul cuoio capelluto, forse ti stai chiedendo di cosa si tratti. Probabilmente è una cisti, un disturbo generalmente benigno. Le cisti del cuoio capelluto possono derivare da un accumulo di sebo, da un’infiammazione o da un’infezione dei follicoli piliferi. Che siano poco evidenti o fastidiose, è importante tenerne conto. Come riconoscerle? Quali sono le cause? E soprattutto, quali soluzioni naturali permettono di alleviarle? Scopri qui tutte le informazioni essenziali per ritrovare un cuoio capelluto sano.

Sommario

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Cos’è una microcisti?

Una microcisti del cuoio capelluto è una piccola protuberanza chiusa che si forma sotto la pelle a causa di un accumulo di sebo, cellule morte o cheratina. Anche se può essere fastidiosa, questo tipo di manifestazione è quasi sempre indolore e poco evidente. Tuttavia, se si infetta o si infiamma, può diventare dolorosa e fastidiosa. A differenza dei classici brufoli, una microcisti non contiene pus liquido, ma una sostanza più densa, intrappolata sotto la pelle. Spesso sono legate a un malfunzionamento delle ghiandole sebacee, responsabili della produzione di sebo. Quando il sebo si accumula e i pori si ostruiscono, può formarsi una piccola cisti. Questa ostruzione può essere aggravata da fattori esterni, come l’uso di shampoo non adatti o un eccesso di inquinamento.

Una microcisti può rimanere stabile per mesi senza causare particolari fastidi. Ma se la zona diventa dolorosa, arrossata o gonfia, potrebbe indicare un’infezione o un’infiammazione che richiede un trattamento medico adeguato. Meglio quindi non trascurarla e adottare le giuste precauzioni.

Come riconoscere una microcisti sul cuoio capelluto?

Una microcisti spesso è impercettibile all’inizio, ma alcuni segnali possono aiutarti a individuarla. Ecco i principali indizi per riconoscerla:

  • Presenza di una piccola protuberanza palpabile sotto le dita quando passi la mano tra i capelli

  • All’inizio è indolore, ma può diventare sensibile in caso di infiammazione

  • Leggermente mobile sotto la pelle quando si esercita una pressione

  • Possibilità di arrossamento e gonfiore in caso di infezione

  • Consistenza liscia o leggermente granulosa, a seconda del tipo di cisti

Cosa provoca le microcisti sul cuoio capelluto?

Le microcisti del cuoio capelluto non compaiono per caso. Spesso sono il risultato di uno squilibrio a livello dei follicoli piliferi (piccole cavità nella pelle dove nascono e crescono i capelli) o delle ghiandole sebacee, ma possono entrare in gioco anche altri fattori. Un’infezione, un’infiammazione cronica o anche un semplice urto possono essere sufficienti a scatenarne la comparsa. Ci sono diversi fattori che possono nascondersi dietro queste piccole protuberanze sotto la pelle. Per capirci meglio, diamo un’occhiata alle principali cause possibili: 

Cisti sebacea (o epidermica): accumulo di sebo sotto la pelle

La cisti sebacea è la più comune sul cuoio capelluto. Si forma quando le ghiandole sebacee, che producono il sebo per proteggere la pelle, vedono il loro canale di drenaggio ostruito da cellule morte, un eccesso di sebo o un’infiammazione. Di conseguenza, il sebo si accumula sotto la pelle, formando una piccola massa sottocutanea benigna. Diversi fattori possono causare questa ostruzione, tra cui una pelle grassa che favorisce una produzione eccessiva di sebo, uno squilibrio ormonale che influenza l’attività delle ghiandole sebacee, una predisposizione genetica che rende alcune persone più inclini a sviluppare queste cisti, microtraumi ripetuti, come grattarsi troppo o lo sfregamento causato dall’uso frequente di berretti o caschi.

Il ruolo dello stress

Lo stress è un fattore spesso sottovalutato, ma che può aggravare la situazione, o addirittura esserne uno dei fattori scatenanti. Infatti, lo stress stimola l’attività delle ghiandole sebacee, causando una sovrapproduzione di sebo. Quando questo eccesso si accumula e ostruisce i pori, può favorire la comparsa di cisti sebacee.

Come riconoscerlo?

  • Un nodulo sodo e liscio sotto la pelle

  • Può essere mobile al tatto

  • Non fa male, a meno che non sia infiammata

  • In alcuni casi può provocare prurito

La follicolite: un’infezione dei follicoli piliferi

La follicolite è una condizione comune del cuoio capelluto, causata dall’infezione dei follicoli piliferi. Queste infezioni sono spesso causate da batteri, come lo stafilococco aureo, o da funghi che proliferano sulla pelle. La follicolite può provocare la formazione di microcisti sottocutanee che possono espandersi se l’infezione non viene curata.

Come riconoscerla?

  • Piccole protuberanze rosse o bianche intorno ai follicoli piliferi

  • Sensazione di bruciore o prurito

  • In alcuni casi, presenza di pus

La dermatite seborroica: eccesso di sebo e desquamazione

La dermatite seborroica è una malattia cronica della pelle che si manifesta con un eccesso di sebo, chiazze rosse e squame giallastre (piccole cellule morte che si staccano) sul cuoio capelluto. Accumulandosi, questi residui ostruiscono i follicoli piliferi e favoriscono la comparsa di microcisti. Le cause di questa condizione rimangono difficili da determinare con certezza. Secondo alcuni, deriverebbe da uno squilibrio nella produzione di sebo, mentre secondo altri il fungo Malassezia, naturalmente presente sulla pelle, avrebbe un ruolo determinante nell’innescare una reazione infiammatoria. A questi fattori si aggiungono lo stress, la stanchezza e gli sbalzi ormonali, che contribuiscono a rendere il cuoio capelluto più sensibile.

Come riconoscerla?

  • Presenza di forfora grassa

  • Cuoio capelluto irritato e a volte dolorante

  • Sensazione di prurito persistente

Colpo alla testa: una reazione post-traumatica

In modo più diretto e senza approfondire troppo, un trauma cranico può bastare a provocare una cisti sottocutanea. Una ferita, un urto o una pressione prolungata, come indossare spesso un casco, possono causare l’ostruzione delle ghiandole sebacee, impedendo così il normale deflusso del sebo. Con il tempo, questo accumulo sotto la pelle può portare, com’è ovvio, alla formazione di una cisti. In alcuni casi, se la pelle cerca di rigenerarsi, può verificarsi una proliferazione anomala delle cellule cutanee, che forma una piccola massa sotto la superficie del cuoio capelluto. Questo tipo di cisti post-traumatica è generalmente indolore, ma può diventare sensibile al tatto se si instaura un’infiammazione.

“Ma ho davvero dei brufoli d’acne sul cuoio capelluto?”

Non proprio! L’acne può effettivamente comparire sul cuoio capelluto, anche se è meno comune che sul viso. Si manifesta con piccoli brufoli rossi o bianchi, solitamente causati da un eccesso di sebo e dall’ostruzione dei pori. Qual è la differenza rispetto alle microcisti o alle cisti sebacee? L’acne del cuoio capelluto non provoca prurito e non è accompagnata da desquamazione. Se sono presenti prurito o desquamazione, è più probabile che si tratti di un’irritazione, di una dermatite seborroica o di un’altra patologia del cuoio capelluto.

Quali sono le soluzioni naturali per alleviare i sintomi?

Quali sono le soluzioni naturali per alleviare i sintomi?

Qualunque sia la causa, se queste piccole protuberanze compaiono sul tuo cuoio capelluto, ci sono soluzioni naturali che possono aiutarti. Che si tratti di un eccesso di sebo, di un’infiammazione, di un’infezione o semplicemente di uno squilibrio cutaneo, alcuni principi attivi possono davvero fare la differenza.

Principio attivo cosmetico Algo'Zinc : Questo principio attivo combina lo zinco e un estratto di alghe per una doppia azione regolatrice e antibatterica. Aiuta a limitare la proliferazione dello Staphylococcus aureus (stafilococco aureo) e della Malassezia furfur, due microrganismi coinvolti negli squilibri del cuoio capelluto. Controlla inoltre la produzione di sebo, riducendo così il rischio di ostruzione dei follicoli piliferi.

Olio vegetale di Nigella: noto per le sue proprietà purificanti e antinfiammatorie, l’olio di nigella aiuta a riequilibrare il cuoio capelluto lenendo al contempo le irritazioni. Grazie al suo alto contenuto di timochinone, possiede proprietà antisettiche naturali che limitano la proliferazione batterica e favoriscono una pelle più sana.

Attivo cosmetico Acido salicilico vegetale: questo principio attivo è perfetto per esfoliare delicatamente il cuoio capelluto e liberare i follicoli piliferi. Agisce eliminando le cellule morte e l’eccesso di sebo, prevenendo così la formazione di microcisti. Le sue proprietà antinfiammatorie aiutano anche a lenire gli arrossamenti e a prevenire l’accumulo di impurità.

Argillv verde Illite Superfine: l’argilla verde è la più popolare e la più assorbente delle argille; aiuta a regolare la produzione di sebo, esercitando al contempo un’azione purificante che deterge il cuoio capelluto. Usata come maschera, favorisce un cuoio capelluto più equilibrato e limita la comparsa di microcisti.

Rimedi della nonna

Risciacquo con aceto di sidro: Diluisci 1 o 2 cucchiai di aceto di sidro biologico in un bicchiere grande d’acqua e usa questa miscela come ultimo risciacquo dopo lo shampoo. L’aceto di sidro aiuta a riequilibrare il pH del cuoio capelluto, a purificare i pori, a eliminare i residui dei prodotti per capelli e a limitare la proliferazione di batteri e funghi che causano squilibri nel cuoio capelluto. Inoltre, rende i capelli più lucenti e leggeri.

Consigli pratici per ridurre la comparsa delle microcisti

Un cuoio capelluto sano si basa su una routine di cura adeguata, proprio come una pelle ben curata. Senza bisogno di cambiamenti radicali, adottare alcune semplici abitudini quotidiane può fare davvero la differenza:  

  • Lavati i capelli dopo l’attività sportiva: Il sudore che ristagna favorisce l’eccesso di sebo e l’ostruzione dei pori, quindi è meglio sciacquarlo via subito.

  • Massaggiare il cuoio capelluto regolarmente: Un piccolo massaggio con la punta delle dita (o con una spazzola massaggiante) stimola la circolazione sanguigna e aiuta a mantenere il cuoio capelluto più sano

  • Preferisci shampoo senza solfati: Troppo aggressivi, possono alterare la produzione di sebo e indebolire il cuoio capelluto.

  • Evita cuffie e cappellini troppo stretti: Trattengono il calore e l’umidità, creando un ambiente favorevole all’accumulo di sebo e agli squilibri del cuoio capelluto.

  • Gestisci lo stress: Più facile a dirsi che a farsi, siamo d’accordo… Ma lo stress stimola la produzione di sebo e può aggravare gli squilibri del cuoio capelluto. Fai un respiro profondo, concediti delle pause e, se serve, allontanati dalle fonti di stress.

Quale routine seguire?

1. Lavati i capelli con uno shampoo delicato: Usa la Base Shampoo Neutro BIO, ideale per rispettare l’equilibrio del cuoio capelluto pur detergendolo efficacemente. Questa base può essere personalizzata aggiungendo principi attivi come l’Algo’Zinc di cui abbiamo parlato poco fa in questo articolo.

2. Esfolia una volta alla settimana con uno scrub fatto in casa: Per liberare i pori ed eliminare l’eccesso di sebo, usa la Base Scrub Corpo allo Zucchero BIO come base. Puoi personalizzarla aggiungendo principi attivi adatti al tuo cuoio capelluto.

3. Ottimizza l’esfoliazione con una spazzola massaggiante : Oltre allo scrub, l’uso della Spazzola Massaggiante per il Cuoio Capelluto può migliorare la circolazione sanguigna e aiutarti a rimuovere le impurità senza aggredire la pelle. Inoltre, stimola la microcircolazione, favorendo così un cuoio capelluto più sano.

4. Risciacquo con acqua e aceto: Dopo lo shampoo, puoi diluire un po’ di Aceto Naturale di Melograno BIO in acqua (1 cucchiaio per un bicchiere d’acqua). Questo risciacquo aiuta a riequilibrare il pH del cuoio capelluto, a chiudere le squame dei capelli e a limitare l’accumulo di residui. Non preoccuparti, l’odore dell’aceto non rimane sui capelli!

Precauzioni d’uso

Precauzioni specifiche per l’acido salicilico vegetale:

Inizia con un dosaggio basso e aumentalo gradualmente se la pelle lo tollera bene. Testa sempre il prodotto nell’incavo del gomito 48 ore prima della prima applicazione.

Non usare in caso di allergia all’aspirina o ai composti salicilici.

Interrompi immediatamente l’uso in caso di irritazione (arrossamenti, formicolio persistente).

Altre precauzioni da prendere:

Non forare mai una cisti, perché potresti causare un’infezione e aggravare l’infiammazione.

Non applicare oli essenziali puri sul cuoio capelluto, ma sempre diluiti in un olio vegetale o in uno shampoo.

Diluisci sempre l’aceto di melograno prima di usarlo.

Prova ogni nuovo trattamento su una piccola zona prima di applicarlo su tutto il cuoio capelluto.

Il consiglio dell’esperto

Se le microcisti persistono, peggiorano o sono accompagnate da prurito, arrossamenti o desquamazione, è meglio consultare un medico. Alcune patologie come l’eczema, la psoriasi o la follicolite possono causare brufoli o irritazioni simili alle microcisti, ma richiedono un approccio diverso. Identificare la causa ti permette di adottare le cure giuste senza rischiare di peggiorare la situazione.

Chi è la nostra redattrice naturopata, Eloïse Dubois-Gaché

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Eloïse è certificata come «naturopata» dall’Istituto Superiore di Naturopatia (ISUPNAT) e pratica la naturopatia da oltre 5 anni. Grazie alla sua solida esperienza maturata in diverse erboristerie, Éloïse offre, se necessario, consigli completi e precisi su fitoterapia, aromaterapia, gemmoterapia e micronutrizione quando mette a punto un programma di stile di vita personalizzato per ciascuno.

Bibliografia

  1. Al-Khateeb, T. H., Al-Masri, N. M., & Al-Zoubi, F. (2008). Cutaneous Cysts of the Head and Neck. Journal Of Oral And Maxillofacial Surgery, 67(1), 52‑57.

    https://doi.org/10.1016/j.joms.2007.05.023.

  2. Rehmus, W. E. (2023, 8 giugno). Follicolite. Edizione professionale del Manuale MSD.

    https://www.msdmanuals.com/fr/professional/troubles-dermatologiques/infections-cutan%C3%A9es-bact%C3%A9riennes/folliculite.

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