Esistono circa 900 specie di salvia in tutto il mondo. Tutte le salvie appartengono al genere Salvia, che fa parte di una grande famiglia, quella delle Lamiaceae, come la menta, la lavanda, il timo e tante altre. In questo articolo ci concentreremo su una salvia in particolare: la salvia sclarea (Salvia sclarea). Il suo nome deriva dal latino Salvare, che significa curare, salvare; Sclarea deriva dal latino sclarus, che significa duro, sclerotico.
La salvia sclarea è una pianta erbacea biennale originaria dell'Europa meridionale e dell'Asia occidentale. In natura raggiunge un'altezza compresa tra 40 cm e 1 m, mentre in coltivazione può superare 1,50 metri. Il primo anno si forma solo la rosetta basale. Il secondo anno compaiono il fusto e l'infiorescenza. Il fusto è quadrangolare e legnoso (da cui il nome latino), molto ramificato e peloso. Le foglie sono grandi, opposte, di forma ovale, nervate e goffrate. La corolla dei suoi fiori è bilabiata: il labbro superiore è di colore blu-viola a malva-lilla, mentre quello inferiore, orizzontale, è di un rosa-malva molto chiaro, a volte quasi bianco. I fiori, viscosi e profumati, compaiono in giugno.
La salvia sclarea cresce preferibilmente su terreni asciutti e soleggiati; è sensibile al freddo ed è per questo motivo che si trova più facilmente nel sud della Francia. La sua impollinazione è assicurata principalmente dall'ape carpentiere, che ne è ghiotta; le api comuni, molto presenti in Provenza nel mese di giugno, preferiscono di gran lunga la lavanda e il lavandino.
Tradizionalmente si utilizzano le foglie e le sommità fiorite per le loro numerose proprietà terapeutiche.











