Capire le cause di un incarnato spento aiuta a individuare le soluzioni migliori per ravvivare la luminosità. L'«ingrigimento» è di solito il risultato visibile di piccoli squilibri cellulari o molecolari, che nella maggior parte dei casi si possono attenuare con i gesti giusti.
Un rallentamento del ricambio delle cellule dell'epidermide (cheratinociti): il processo di cheratinizzazione è scombussolato. Normalmente, le cellule giovani salgono gradualmente dallo strato basale fino allo strato corneo, dove finiscono per staccarsi prima di essere a loro volta sostituite. Quando le nuove cellule tardano a formarsi, quelle morte si agglutinano negli strati superiori. Formano così una sottile pellicola di cheratina che riduce la capacità della pelle di riflettere la luce. L'incarnato appare quindi più spento.
Tendenza all'infiammazione cutanea: uno studio di Akira Matsubara et al., condotto nel 2024 (1), rivela che le pelli spente presentano un livello più elevato di interleuchina-36γ. Si tratta di un indicatore di infiammazione cutanea, presente anche nella psoriasi. Gli autori hanno anche notato che la barriera cutanea è più debole, con meno proteine che mantengono unite le cellule, come la filaggrina. Questi due elementi suggeriscono un legame tra i meccanismi infiammatori e la perdita di luminosità.
Rallentamento della microcircolazione sanguigna: la vascolarizzazione del derma è fondamentale per il colorito della pelle. Quando il flusso sanguigno di questa rete cala, i tessuti cutanei ricevono meno nutrienti e ossigeno. In superficie, questo rallentamento della circolazione si traduce in un aspetto pallido. Insieme a un aumento del microrilievo cutaneo (rugosità) che crea piccole zone d'ombra, questa componente circolatoria e cromatica contribuisce a ridurre la luminosità percepita (2).
Invecchiamento fisiologico della pelle: il processo di invecchiamento cutaneo, da solo, porta a molti dei fattori sopra menzionati. Con il passare degli anni, il film idrolipidico si assottiglia, il ritmo di rigenerazione cellulare rallenta, il derma si atrofizza, l'epidermide sviluppa rugosità e la vascolarizzazione cutanea diminuisce. Più sottile, più irregolare, più pallida, la pelle diventa sempre più spenta (o devitalizzata). Oltre a questi cambiamenti profondi, la ricerca indica che la pelle diventa più gialla e/o più rossa con l'età, perdendo parte della sua naturale capacità non solo di riflettere, ma anche di diffondere la luce (3).
Sovraesposizione a fattori di stress: la pelle può anche diventare opaca in risposta al suo esposoma (cioè l'insieme delle esposizioni ambientali). Sappiamo, ad esempio, che lo stress ossidativo favorisce la degradazione del collagene, ossida i lipidi della barriera cutanea e altera la proliferazione dei cheratinociti. Tutti questi fattori contribuiscono a rendere la pelle meno compatta, meno omogenea e, alla fine, a ridurre la luminosità dell'incarnato (4). Anche l'inquinamento, ad esempio attraverso l'esposizione regolare alle polveri sottili, avrebbe un ruolo importante nell'indurre stress ossidativo e nel progressivo oscuramento dell'incarnato (5).



















