I capelli ruvidi e opachi sono spesso il risultato di un’alterazione della cuticola e della perdita del film lipidico protettivo, che causano una maggiore ruvidità e un’irregolarità nella riflessione della luce. Sulla superficie della cuticola – cioè lo strato esterno formato da cellule appiattite a forma di scaglie – si trova un sottile strato lipidico idrofobo, l’F-layer, ricco di acido metileicosanoico (18-MEA) e altri lipidi. Se le squame si disallineano, la superficie diventa irregolare e porosa, disperdendo la luce in tutte le direzioni e aumentando la sensazione ruvida al tatto (1).
Le manipolazioni meccaniche
La spazzolatura aggressiva, il districamento a secco, le acconciature tirate, o anche lo sfregamento contro l’asciugamano, il cuscino o i vestiti tendono a strappare o a disorganizzare le squame delle cuticole, creando micro-irregolarità, bordi sollevati e zone con piccole depressioni.
Il calore eccessivo
L’uso regolare di piastre, arricciacapelli o asciugacapelli molto caldi disidrata rapidamente la fibra, il che può denaturare le cheratine, favorire l’erosione delle cuticole e renderle più fragili.
I trattamenti chimici
Le tinte, le decolorazioni, le permanenti e le lisciature chimiche modificano i legami disolfuro e alterano la coesione delle squame, favorendo così la porosità e la ruvidità (2).
Lo stress ossidativo e il fotoinvecchiamento
Le fonti di stress ossidativo (raggi UV, inquinamento, fumo) tendono a ridurre il film lipidico superficiale (F-layer), esponendo così le cuticole all’idrofilia, al rigonfiamento e allo sfregamento delle fibre, alla perdita di lucentezza dei capelli e a una consistenza più ruvida. I raggi UV degradano le proteine della cheratina, i lipidi e i pigmenti (melanina) in superficie, rendendo la cuticola più rigida e fragile, con squame distaccate, e causando una perdita di colore e lucentezza (1, 2). Gli agenti inquinanti, i metalli e il fumo, dal canto loro, generano specie reattive dell’ossigeno che ossidano i lipidi e le proteine dei capelli e del cuoio capelluto. D’altra parte, fattori ambientali come l’acqua dura, clorata o un clima secco possono aumentare la disidratazione superficiale e l’accumulo di particelle, accentuando l’aspetto spento e la sensazione di ruvidità. Infine, un’infiammazione locale o uno squilibrio del microbiota possono ossidare i lipidi e alterare il processo di cheratinizzazione in corso nel cuoio capelluto, rendendo la cuticola già indebolita all’uscita dal follicolo. (1, 2, 3, 4).





















