Roberta Ragozzino: La caduta stagionale di capelli è un fenomeno comune che si verifica in primavera e autunno. In questi periodi dell’anno un numero maggiore di capelli può entrare nella fase Telogen portando così ad una caduta più evidente. Infatti, osservando al tricogramma l’andamento dei Telogen nel corso dell’anno si vede che nel mese di Luglio e nel mese di Gennaio circa il 30% di capelli si trova in fase Telogen a differenza del normale 15% e considerato che la caduta avviene dopo circa tre mesi è comprensibile come sia massima ad Ottobre (autunno) ed Aprile (primavera).
Per fortuna la caduta stagionale è diffusa: elemento fondamentale per distinguere questo fenomeno da altre forme di alopecia che possono causare chiazze glabre.
La caduta stagionale di capelli è spesso collegata anche a cambiamenti ambientali e fisiologici. Durante i cambi di stagione, il corpo può reagire agli sbalzi di temperatura e alle variazioni della luce solare.
In autunno, ad esempio, dopo l’estate, i capelli che sono stati esposti a maggiori livelli di luce solare durante i mesi estivi possono entrare in una fase di riposo.
Allo stesso modo, in primavera, i capelli possono risentire dei cambiamenti climatici e della maggiore esposizione alla luce solare, portando a un aumento della caduta. Inoltre, anche i cambiamenti ormonali associati alle stagioni possono influenzare il ciclo di crescita dei capelli, contribuendo a questo fenomeno.
Nota bene: si tratta però di un fenomeno fisiologico, temporaneo che tende a risolversi da solo in circa 6-8 settimane.
Per limitare il problema possiamo adottare piccoli accorgimenti come effettuare trattamenti mirati che includono l’utilizzo di sieri e/o integratori e prestare maggiore attenzione alla cura del cuoio capelluto e delle lunghezze.