L'acqua di riso è il liquido raccolto dopo l'ammollo o la cottura dei chicchi. Da secoli viene utilizzata in Asia come trattamento naturale per i capelli. Le donne Yao del villaggio di Huangluo, in Cina, sono famose per i loro capelli eccezionalmente lunghi, lucenti e resistenti, che curano grazie a regolari risciacqui con acqua di riso. In Giappone, le dame di corte dell’epoca Heian praticavano già l’Yu-Su-Ru, un rituale ancestrale per i capelli che consisteva nel bagnarli con acqua di riso fermentata per renderli più forti e lucenti. Trasmesse di generazione in generazione, queste pratiche si basano soprattutto sull’esperienza e sull’osservazione.
Se l’acqua di riso continua a suscitare interesse ai giorni nostri, è soprattutto grazie al suo ricco contenuto nutrizionale. Contiene circa il 75-80% di amido, che dona volume e consistenza ai capelli, ma anche proteine e aminoacidi in grado di rinforzare la fibra e favorirne la riparazione. Vi si trovano anche vitamine del gruppo B (B1, B3, B6) e vitamina E, oltre a minerali come lo zinco, il magnesio, il fosforo o il ferro, che nutrono il cuoio capelluto. L’inositolo, uno zucchero naturale, è oggetto di studio per il suo ruolo protettivo sulla fibra capillare, mentre antiossidanti come l’acido fitico contribuiscono a proteggere i capelli e il cuoio capelluto dalle aggressioni esterne.
Recentemente, l'acqua di riso è diventata un ingrediente di tendenza nelle routine naturali per la cura dei capelli. I suoi potenziali benefici per la chioma iniziano a essere oggetto di interesse da parte della ricerca scientifica, anche se le prove disponibili sono ancora limitate e i risultati possono variare in base al tipo di capelli.