Sebbene il salmone rimanga una buona fonte di omega-3, non è l'unico alimento che ne contiene. Variare le specie è un ottimo modo per bilanciare il consumo di pesce durante tutto l'anno.
Anche altri pesci grassi, come le sardine o lo sgombro, apportano naturalmente EPA e DHA. Spesso sono più piccoli e quindi meno soggetti all'accumulo di sostanze inquinanti, il che li rende interessanti alternative.
Esistono anche alternative vegetali, anche se non forniscono le stesse forme di omega-3. Gli oli di noci, di colza o di lino contengono ALA, un omega-3 diverso ma utile per diversificare l'apporto. Alcuni semi, come quelli di chia o di lino, completano bene il tutto.
Infine, alcuni oli di alghe forniscono direttamente DHA di origine vegetale. Non sostituiscono completamente il pesce grasso, ma possono essere un'opzione occasionale per variare. L'idea, in fondo, è soprattutto quella di moltiplicare le fonti per mantenere un buon equilibrio, senza dipendere da un unico alimento.
Focus sugli Omega-3
Per chi non mangia pesce o ne mangia poco, le capsule di Omega-3 Vegan possono essere una pratica alternativa. Forniscono DHA ed EPA derivati da microalghe (Schizochytrium sp.) che hanno effetti benefici sul funzionamento del cervello, sulla vista e sulla funzione cardiaca.
Precauzioni: non somministrare a bambini di età inferiore ai 12 anni. Le donne in gravidanza o in allattamento, così come i bambini, devono consultare un medico prima dell'uso.