Il termine “quercia” indica alberi e arbusti del genere Quercus, appartenenti alla famiglia delle Fagacee. Questa famiglia botanica comprende anche il faggio e il castagno. Il genere Quercus raggruppa numerose specie, presenti principalmente nell’emisfero settentrionale, che si distinguono per le dimensioni, il fogliame, la corteccia, le ghiande e il loro adattamento ai diversi ambienti.
In Europa, si trovano diverse specie di quercia comuni:
La quercia peduncolata, Quercus robur, è una delle specie più conosciute. È presente in molte regioni temperate e produce ghiande sostenute da un peduncolo, cioè un piccolo stelo
La quercia sessile, Quercus petraea, detta anche quercia di rovo, ha ghiande attaccate quasi direttamente al ramoscello
La quercia pubescente, Quercus pubescens, si trova soprattutto in zone più secche e calcaree.
Queste tre specie sono quelle selezionate dall’Agenzia europea per i medicinali per la monografia dedicata alla corteccia. Ciò non significa che tutte le parti di questi alberi abbiano gli stessi usi, né che tutte le querce possano essere utilizzate in modo intercambiabile.
Nei paesaggi mediterranei si trovano anche altre specie, come la quercia verde, Quercus ilex, o la quercia da sughero, Quercus suber. Quest’ultima viene sfruttata soprattutto per la sua corteccia spessa, usata nella produzione del sughero. Anche la quercia rossa americana, Quercus rubra, viene piantata in Europa, soprattutto come specie forestale o ornamentale.
Il frutto della quercia è la ghianda. La sua composizione varia a seconda della specie e del grado di maturità. Le foglie, invece, possono essere caduche o sempreverdi, lobate o più coriacee a seconda della specie. Questa diversità spiega perché l’identificazione botanica richieda talvolta un’osservazione accurata.






