La quercia, un albero dalle molteplici virtù naturali

La quercia, un albero dalle molteplici virtù naturali


Di Coralie Techer

Pubblicato il: mercoledì 25 ottobre 2023, Aggiornato il: venerdì 02 ottobre 2026

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La quercia appartiene al genere botanico Quercus. Molto diffusa nei paesaggi europei, è conosciuta per il suo legno denso, le ghiande e la corteccia spessa. Nella botanica tradizionale, la corteccia di quercia riveste un ruolo di primo piano, in particolare quella ricavata dai giovani rami di alcune specie europee.

Sommario

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Definizione: cos’è la quercia (Quercus)?

Il termine “quercia” indica alberi e arbusti del genere Quercus, appartenenti alla famiglia delle Fagacee. Questa famiglia botanica comprende anche il faggio e il castagno. Il genere Quercus raggruppa numerose specie, presenti principalmente nell’emisfero settentrionale, che si distinguono per le dimensioni, il fogliame, la corteccia, le ghiande e il loro adattamento ai diversi ambienti.

In Europa, si trovano diverse specie di quercia comuni: 

  • La quercia peduncolata, Quercus robur, è una delle specie più conosciute. È presente in molte regioni temperate e produce ghiande sostenute da un peduncolo, cioè un piccolo stelo

  • La quercia sessile, Quercus petraea, detta anche quercia di rovo, ha ghiande attaccate quasi direttamente al ramoscello

  • La quercia pubescente, Quercus pubescens, si trova soprattutto in zone più secche e calcaree.

Queste tre specie sono quelle selezionate dall’Agenzia europea per i medicinali per la monografia dedicata alla corteccia. Ciò non significa che tutte le parti di questi alberi abbiano gli stessi usi, né che tutte le querce possano essere utilizzate in modo intercambiabile.

Nei paesaggi mediterranei si trovano anche altre specie, come la quercia verde, Quercus ilex, o la quercia da sughero, Quercus suber. Quest’ultima viene sfruttata soprattutto per la sua corteccia spessa, usata nella produzione del sughero. Anche la quercia rossa americana, Quercus rubra, viene piantata in Europa, soprattutto come specie forestale o ornamentale.

Il frutto della quercia è la ghianda. La sua composizione varia a seconda della specie e del grado di maturità. Le foglie, invece, possono essere caduche o sempreverdi, lobate o più coriacee a seconda della specie. Questa diversità spiega perché l’identificazione botanica richieda talvolta un’osservazione accurata.

Quali sono le caratteristiche di questo albero?

Le proprietà tradizionalmente associate a questo albero sono legate soprattutto alla composizione della sua corteccia, che contiene tannini, composti vegetali che fanno parte della grande famiglia dei polifenoli. I tannini hanno proprietà astringenti: possono legarsi ad alcune proteine superficiali, provocando una sensazione di tensione o di leggera secchezza a contatto con i tessuti superficiali.

Questa astringenza spiega in parte gli usi tradizionali della corteccia. L’Agenzia europea per i medicinali classifica la corteccia tra le sostanze vegetali di uso tradizionale per determinati preparati. Questo quadro si basa su un utilizzo ridotto, con indicazioni precise e una durata limitata. 

Si possono quindi riassumere con cautela le proprietà della quercia: la corteccia è ricca di tannini, presenta un profilo astringente e alcuni usi tradizionali sono riconosciuti in un quadro europeo ben definito. I dati disponibili non giustificano l’estensione di questi usi a tutte le forme di quercia né a tutte le situazioni.

Quali sono i suoi benefici?

La parte della quercia più documentata nell’uso tradizionale è proprio la corteccia, naturalmente ricca di tannini, composti vegetali noti per le loro proprietà astringenti. 

Una corteccia ricca di tannini

La corteccia di quercia contiene tannini, composti fenolici presenti naturalmente in alcune piante. Queste molecole sono note soprattutto per il loro effetto astringente, cioè la loro capacità di provocare una sensazione di contrazione a livello dei tessuti superficiali. Questa ricchezza di tannini spiega gran parte degli usi tradizionali associati alla corteccia di quercia.

Un tradizionale effetto astringente

La corteccia di quercia viene tradizionalmente utilizzata per le sue proprietà astringenti. Questa caratteristica è apprezzata in alcuni usi locali, quando si vuole favorire il benessere dei tessuti superficiali. Non va però interpretata come un’azione medica a tutto campo, ma come un uso tradizionale legato alla particolare composizione della corteccia.

Usi locali sulla pelle

La corteccia di quercia è citata nei testi europei per alcune preparazioni locali, in particolare per il trattamento di lievi disturbi cutanei. Questi usi rimangono tradizionali e ben definiti. Non consentono di attribuire alla quercia un effetto generale sulla pelle, né di presentarla come una soluzione per una patologia cutanea.

Preparati destinati alle mucose superficiali

Alcune preparazioni a base di corteccia di quercia sono descritte nelle monografie europee per un uso locale sulle mucose superficiali. Di solito si preparano sotto forma di decotto e devono essere utilizzate seguendo rigorosamente le indicazioni. La concentrazione, la durata d’uso e le precauzioni da seguire dipendono dal tipo di preparazione e dal contesto d’uso.

Bagni localizzati per uso tradizionale

La corteccia di quercia è documentata anche in alcuni usi tradizionali sotto forma di bagni localizzati. Questi preparati riguardano situazioni specifiche e non devono essere generalizzati. Richiedono alcune precauzioni, in particolare per quanto riguarda la durata dell’uso, l’età della persona interessata e determinate condizioni di salute.

Un uso digestivo da presentare con cautela

La corteccia di quercia fa parte delle sostanze vegetali tradizionalmente descritte in Europa in alcune preparazioni orali di breve durata. Questo uso va presentato con molta cautela, poiché non riguarda l’intera quercia e non deve essere esteso alle sue foglie. In caso di disturbi digestivi persistenti, insoliti o associati ad altri sintomi, è comunque necessario consultare un medico.

Quali parti si possono usare?

La quercia può fornire diverse materie vegetali, ma non tutte si usano allo stesso modo. La corteccia è la parte meglio documentata nelle fonti europee. Anche le ghiande e il legno hanno i loro usi, ma il livello di documentazione, lo scopo e le precauzioni da seguire differiscono nettamente.

Corteccia: la parte meglio documentata

La corteccia è la parte della quercia più spesso citata negli usi tradizionali. La monografia dell’Agenzia europea per i medicinali riguarda proprio la corteccia di Quercus robur, Quercus petraea e Quercus pubescens. Riguarda la corteccia tagliata ed essiccata ricavata dai ramoscelli giovani, nonché alcune forme di preparazione: pianta sminuzzata, polvere, estratto secco o decotto, a seconda dei prodotti.

Il suo interesse deriva soprattutto dalla ricchezza di tannini. Questi composti vegetali sono responsabili del suo carattere astringente, cioè della capacità di provocare una sensazione di contrazione a contatto con i tessuti superficiali. È proprio questo profilo che spiega alcuni usi tradizionali della corteccia nell’applicazione locale, nei bagni localizzati o in preparati controllati.

In pratica, la corteccia può essere presente in diversi tipi di prodotti: estratti vegetali, preparati destinati all’uso locale, formule cosmetiche o prodotti che rientrano nella categoria dei medicinali tradizionali a base di erbe. Queste categorie non sono intercambiabili. Un estratto contenuto in un prodotto cosmetico non deve essere usato come preparato orale, e un decotto tradizionale non sostituisce un parere medico quando i sintomi persistono.

Ghiande: una risorsa alimentare tradizionale, da non consumare crude

Le ghiande sono i frutti della quercia. Vengono consumate in alcune tradizioni alimentari, soprattutto dopo essere state lavorate. Questa fase di lavorazione è fondamentale, perché le ghiande crude sono spesso molto ricche di tannini, il che conferisce loro un forte sapore amaro e una marcata astringenza. La loro composizione varia a seconda della specie di quercia, del grado di maturità e dei metodi di preparazione.

Negli antichi usi alimentari, le ghiande potevano essere essiccate, macinate, lavate o cotte per ridurne il contenuto di tannini prima di essere trasformate in farina o aggiunte a determinate preparazioni. Questo tipo di utilizzo richiede un know-how specifico. 

Legno: uso artigianale, non cosmetico

Il legno di quercia è tutta un’altra storia. È ricercato per la sua densità, durezza e durata. Queste qualità spiegano il suo impiego in falegnameria, carpenteria, arredamento, pavimenti in parquet o anche nella produzione di botti. In quest’ultimo campo, il legno di quercia è apprezzato per le sue proprietà fisiche e per i composti aromatici che può rilasciare a contatto con certi liquidi.

 

In sintesi, ogni parte della quercia ha il suo ambito di utilizzo. La corteccia è quella più documentata per alcuni usi tradizionali ben definiti. Le ghiande, una volta lavorate, sono utilizzate per antichi usi alimentari. Il legno, invece, viene impiegato soprattutto nell’artigianato e per gli usi tecnici.

Come usare questa pianta nella vita di tutti i giorni?

L’uso della quercia dipende soprattutto dalla forma scelta e dalla parte della pianta utilizzata. La corteccia o gli estratti vegetali integrati nei prodotti finiti non si usano allo stesso modo. Prima di qualsiasi utilizzo, bisogna quindi considerare tre elementi: la parte della quercia utilizzata, la forma del prodotto e la zona interessata.

Nei trattamenti cosmetici per la pelle

In una formula cosmetica, la quercia può essere presente sotto forma di estratto vegetale. Viene quindi integrata in un prodotto finito: lozione, trattamento da risciacquare, gel, maschera, shampoo, dentifricio o collutorio cosmetico, a seconda della formula in questione. In questo contesto, non si tratta di usare direttamente la corteccia grezza, ma un ingrediente dosato e integrato in una composizione pensata per una zona specifica.

Il suo interesse è generalmente legato alla presenza di tannini, che hanno un profilo astringente. Una sostanza astringente dà una sensazione di tensione a contatto con i tessuti superficiali. In pratica, la quercia si può quindi trovare in prodotti destinati alla pelle mista, alla pelle grassa, al cuoio capelluto che si ingrassa rapidamente o in formule che puntano a dare una sensazione di freschezza e pulizia. Questo uso rimane puramente cosmetico: riguarda l’aspetto, il comfort o l’igiene, senza pretendere di avere un’azione medica.

L'importante è seguire sempre le istruzioni d’uso del prodotto finito. 

In bagni localizzati o per uso esterno tradizionale

La corteccia di quercia è descritta anche negli usi tradizionali locali, in particolare sotto forma di decotto o di preparato destinato a un bagno localizzato. Un decotto consiste nel far bollire una pianta in acqua per estrarne alcuni composti. Questo tipo di uso riguarda soprattutto la corteccia, e non le foglie o le ghiande.

In pratica, si tratta di preparati da applicare in modo mirato su un’area limitata, secondo le indicazioni del prodotto utilizzato. Le condizioni devono essere rigorose: durata breve, zona ben definita, assenza di ferite estese, nessun uso prolungato senza il parere di un professionista. I bagni caldi a base di preparati vegetali non sono indicati in alcune situazioni, in particolare in caso di febbre, infezioni, insufficienza cardiaca o ipertensione.

Questo trattamento non va improvvisato con corteccia raccolta, tritata o dosata in modo approssimativo. Il contenuto di tannini varia a seconda della specie, dell’età dei rami, della parte prelevata e del metodo di preparazione.

Per uso orale o oromucosale

Alcune preparazioni a base di corteccia di quercia sono descritte nelle monografie europee per un uso locale a livello della bocca o delle mucose superficiali. Il termine “oromucosale” indica un’applicazione a contatto con la mucosa orale, ad esempio sotto forma di risciacquo o gargarismo a seconda del prodotto in questione.

Anche in questo caso, l’uso deve essere ben controllato. Un preparato destinato alla bocca non va ingerito se le istruzioni per l’uso non lo prevedono. Non va nemmeno usato in caso di irritazione persistente, dolore intenso, sanguinamento o lesione che non guarisce. In queste situazioni, è necessario il parere di un professionista sanitario.

Quali sono le buone abitudini da adottare?

Per usare correttamente la quercia, leggi attentamente le indicazioni del prodotto e adotta un approccio moderato, soprattutto quando si tratta di corteccia o di estratti ricchi di tannini. Per l’esfoliazione, la prudenza è ancora più necessaria: esfoliare significa rimuovere una parte delle cellule morte presenti sulla superficie della pelle, il che può migliorare l’aspetto della grana, ma anche indebolire la barriera cutanea se il gesto è troppo frequente o troppo abrasivo.

  1. Scegli un prodotto adatto all’esfoliazione: assicurandoti che si tratti effettivamente di un prodotto cosmetico pensato per questo scopo, e non di un preparato vegetale grezzo

  2. Opta per un approccio delicato: con movimenti leggeri e circolari, senza strofinare troppo, perché un’esfoliazione troppo energica può causare arrossamenti, sensazione di tensione o di calore

  3. Adatta la frequenza al tipo di pelle: distanziando maggiormente le esfoliazioni in caso di pelle secca, sensibile, reattiva o soggetta ad arrossamenti, ed evitando l’uso quotidiano se il prodotto non è espressamente studiato per questo

  4. Evita le zone delicate: in particolare il contorno occhi, le mucose, le zone irritate, i brufoli infiammati, le scottature solari, piccole ferite o lesioni cutanee

  5. Non combinare trattamenti aggressivi: evita di usare nello stesso giorno esfoliazione meccanica, acidi esfolianti, retinoidi cosmetici, trattamenti molto astringenti o detergenti aggressivi, soprattutto se avverti già la pelle che "tira"

  6. Risciacqua accuratamente se il prodotto lo richiede: poi applica un semplice trattamento idratante per limitare il fastidio cutaneo dopo l’esfoliazione

  7. Interrompi l’uso in caso di reazioni insolite: in particolare in presenza di bruciore, prurito persistente, arrossamento marcato, sanguinamento, lesioni estese, dolore o se sei in corso di trattamento dermatologico.

Precauzioni

La corteccia di quercia non è raccomandata per bambini e adolescenti sotto i 18 anni, né durante la gravidanza o l’allattamento, in mancanza di dati sufficienti. Chi è allergico alla quercia o manifesta una reazione cutanea deve interrompere l’uso e chiedere il parere di un professionista. I bagni caldi a base di preparati vegetali vanno evitati in caso di febbre, infezioni, insufficienza cardiaca o ipertensione.

Il consiglio dell’esperto

Vale la pena presentare la quercia con precisione: si tratta di un albero dai molteplici usi, ma i dati più attendibili riguardano soprattutto la sua corteccia. Questa corteccia contiene tannini, all’origine del suo profilo astringente e proprio l'astringenza spiega alcuni degli usi tradizionali.  

Per un uso cosmetico, l’attenzione va rivolta al prodotto finito. Una formula che contiene quercia non si riduce a questo singolo ingrediente: eccipienti, concentrazione, pH, zona di applicazione e frequenza d’uso determinano la tollerabilità. Su una pelle secca o sensibile, un uso troppo frequente di principi attivi astringenti può essere mal tollerato.

Focus sulla nostra redattrice: Coralie Técher

Coralie è una giornalista e redattrice specializzata in tematiche femminili da oltre sette anni. Da sempre appassionata di bellezza e benessere, approfondisce il mondo dei rimedi naturali e della cura di sé. Attenta e costantemente aggiornata, si dedica alla divulgazione di contenuti accurati e delle novità più rilevanti del settore.

Bibliografia

  1. Agenzia europea per i medicinali. Monografia erboristica comunitaria definitiva su Quercus robur L., Quercus petraea (Matt.) Liebl., Quercus pubescens Willd., corteccia. EMA/HMPC/3203/2009. 2011.

    https://www.ema.europa.eu/en/documents/herbal-monograph/final-community-herbal-monograph-quercus-robur-l-quercus-petraea-matt-liebl-quercus-pubescens-willd-cortex_en.pdf

  2. Agenzia europea per i medicinali. Rapporto di valutazione su Quercus robur L., Quercus petraea (Matt.) Liebl., Quercus pubescens Willd., corteccia. EMA/HMPC/3206/2009. 2011.

    https://www.ema.europa.eu/en/documents/herbal-report/final-assessment-report-quercus-robur-l-quercus-petraea-matt-liebl-quercus-pubescens-willd-cortex_en.pdf

  3. Agenzia europea per i medicinali. Quercus cortex, prodotto medicinale a base di erbe.

    https://www.ema.europa.eu/en/medicines/herbal/quercus-cortex

  4. Agenzia europea per i medicinali. Addendum alla relazione di valutazione su Quercus robur L., Quercus petraea (Matt.) Liebl., Quercus pubescens Willd., corteccia. EMA/HMPC/645526/2018. 2020.

    https://www.ema.europa.eu/en/documents/herbal-report/addendum-assessment-report-quercus-robur-l-quercus-petraea-matt-liebl-quercus-pubescens-willd-cortex_en.pdf

  5. Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea. Regolamento (CE) n. 1223/2009 del 30 novembre 2009 sui prodotti cosmetici.

    https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2009/1223/oj

  6. Commissione europea. Indicazioni nutrizionali e sulla salute.

    https://food.ec.europa.eu/food-safety/labelling-and-nutrition/nutrition-and-health-claims_en

  7. Royal Botanic Gardens, Kew. Quercus robur L. Plants of the World Online.

    https://powo.science.kew.org/taxon/304293-2

Domande frequenti

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