Integratore alimentare a base di bisglicinato di ferro: benefici e modalità d'uso

Integratore alimentare a base di bisglicinato di ferro: benefici e modalità d'uso


Di Marie Anne Vion

Pubblicato il: venerdì 23 gennaio 2026, Aggiornato il: mercoledì 21 ottobre 2026

Il ferro, un minerale essenziale per il corretto funzionamento del nostro organismo, svolge un ruolo fondamentale nel trasporto dell’ossigeno. Eppure, la carenza di ferro è molto comune. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è la carenza nutrizionale più diffusa al mondo. Donne, bambini, sportivi e chi segue una dieta vegetariana o vegana ne sono particolarmente colpiti. In questo contesto, il Bisglicinato di ferro si distingue come una soluzione innovativa e ben tollerata. Ma di cosa si tratta esattamente? Scopri tutti i segreti dell’integrazione di ferro per un maggiore benessere.

Sommario

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Che ruolo ha il ferro nell’organismo?

Il ferro è un oligoelemento indispensabile per la vita, anche se nel corpo è presente in quantità ridotte. Allo stato naturale, è un metallo che si trova in vari minerali, come l’ematite o la magnetite. Nell’ambiente e nel corpo circola sotto forma di ioni ferrosi (Fe²⁺) o ferrici (Fe³⁺), solubili in acqua.

Queste forme ionizzate sono coinvolte in numerosi processi biologici vitali e cicli naturali, in particolare il trasporto dell’ossigeno, la produzione di energia e la sintesi del DNA. Dato che l’organismo non è in grado né di produrlo né di immagazzinarlo a lungo termine, un apporto regolare attraverso l’alimentazione o con integratori, se necessario, è indispensabile per evitare una carenza di ferro.

In quali alimenti si trova il ferro?

Il ferro è presente in molti alimenti di origine animale e vegetale. Tra gli alimenti più ricchi di ferro ci sono:

  • Fegato, carni rosse, frattaglie

  • Pesce e frutti di mare

  • I legumi (lenticchie, ceci, fagioli rossi)

  • Le verdure a foglia verde (spinaci, prezzemolo, bietole)

  • I semi (sesamo, zucca) e alcuni semi oleosi

  • Le alghe come la spirulina

Tuttavia, la forma in cui il ferro è presente in questi alimenti ne influenza la biodisponibilità.

Ferro emico e ferro non emico: qual è la differenza?

Si distinguono due tipi di ferro negli alimenti:

Il ferro emico: legato all’emoglobina (nei globuli rossi) e alla mioglobina (nei muscoli), è fondamentale per il trasporto e l’immagazzinamento dell’ossigeno. Di origine animale, si trova nella carne e nel pesce ed è quello che l’organismo assorbe meglio (circa il 25 %).

Il ferro non emico: di origine vegetale, presente nei cereali, nelle verdure e negli integratori alimentari a base di erbe. Il suo tasso di assorbimento è inferiore a quello del ferro emico (spesso inferiore al 17%) ed è più sensibile alle interazioni con altri nutrienti.

Come migliorare l’assorbimento del ferro?

L’assorbimento del ferro, in particolare di quello non emico (di origine vegetale), può essere ottimizzato con alcune scelte alimentari. La vitamina C è un cofattore essenziale: rende il ferro più solubile e neutralizza gli inibitori come i fitati (legumi, cereali integrali), polifenoli (tè, caffè, vino rosso) o il calcio contenuto nei latticini.

Inoltre, consumare ferro ematico (carne, pesce) insieme al ferro vegetale ne migliora l’assorbimento. Al contrario, è meglio evitare di bere bevande ricche di tannini (tè, caffè) durante i pasti che contengono ferro, per limitarne l’effetto.

In sintesi: abbinare il ferro alla vitamina C, variare le fonti e evitare gli inibitori permette di massimizzarne l’assorbimento.

Quali sono i sintomi di una carenza di ferro?

I sintomi più comuni di una carenza di ferro sono:

  • Stanchezza persistente, anche dopo aver riposato

  • Carnagione pallida o spenta

  • Sensazione di affanno durante lo sforzo

  • Mal di testa frequenti o vertigini

  • Unghie fragili, perdita di capelli o pelle secca

  • Irritabilità, difficoltà di concentrazione o calo della memoria

  • Maggiore predisposizione alle infezioni

  • Sindrome delle gambe senza riposo

Quando compaiono questi sintomi, è fondamentale fare delle analisi del sangue (ferritina, emoglobina, transferrina) per confermare una carenza di ferro e valutare se serve un'integrazione adeguata.

Cos’è il bisglicinato di ferro?

Il bisglicinato di ferro è una forma di ferro altamente assimilabile, ottenuta tramite la chelazione di uno ione ferroso con due molecole di glicina, un amminoacido. Questa struttura stabile permette al ferro di evitare interazioni negative con altri nutrienti nel tratto digestivo, facilitandone così l’assorbimento senza irritare la mucosa intestinale.

Rispetto ad altri sali di ferro tradizionali (come il solfato o il gluconato), il bisglicinato di ferro è meglio tollerato, soprattutto a livello digestivo. Inoltre, questa forma ha una biodisponibilità superiore, il che significa che una quantità maggiore di ferro viene effettivamente assorbita e utilizzata dall’organismo.

Il bisglicinato di ferro è quindi un’opzione ideale per le persone sensibili o con fabbisogni elevati, offrendo efficacia, comfort e sicurezza nell’ambito di un’integrazione ben monitorata.

Qual è la differenza tra ferro chelato e ferro non chelato?

Il ferro chelato, come il bisglicinato di ferro, è legato agli aminoacidi, il che favorisce un migliore assorbimento e una maggiore tollerabilità digestiva. Il ferro non chelato, invece, si presenta sotto forma di sali e potrebbe essere assimilato meno facilmente, causando più spesso disturbi digestivi. Il ferro chelato offre quindi un’alternativa più delicata ed efficace per chi vuole ottimizzare l’apporto giornaliero di ferro.

Perché usare il bisglicinato di ferro?

Il bisglicinato di ferro è una forma di ferro particolarmente ben assorbita e generalmente meglio tollerata a livello digestivo rispetto ad altre forme classiche. Può essere utile in caso di fabbisogno maggiore, stanchezza persistente o per sostenere alcune funzioni chiave dell’organismo. Grazie alla sua elevata biodisponibilità, questo tipo di ferro permette un apporto mirato ed efficace, in particolare nei seguenti casi:

Attenuare i sintomi della stanchezza

Un apporto sufficiente di ferro aiuta a ridurre la stanchezza, sia che si tratti di un fenomeno occasionale o legato a una carenza latente, e contribuisce così a ritrovare tono e vitalità nella vita di tutti i giorni.

Favorire una buona ossigenazione cellulare

Il ferro è un componente essenziale dell’emoglobina e della mioglobina, coinvolte nel trasporto e nell’immagazzinamento dell’ossigeno. Il bisglicinato di ferro garantisce un apporto efficace per sostenere queste funzioni e assicurare un’ossigenazione ottimale dei tessuti.

Contribuire alla sintesi dell’emoglobina

Il ferro è indispensabile per la normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina, favorendo un buon trasporto dell’ossigeno nel sangue.

Contribuisce alla produzione di energia

Intervenendo nel trasporto dell’ossigeno e nella produzione di energia cellulare, il ferro contribuisce a un normale metabolismo energetico, essenziale per l’equilibrio generale dell’organismo.

Sostiene le funzioni cognitive e nervose

Il ferro interviene nella sintesi dei neurotrasmettitori (dopamina, serotonina), coinvolti nell’equilibrio emotivo, nella concentrazione e nella memoria. Un buon apporto di ferro è quindi benefico per le funzioni cerebrali.

Rafforzare le difese naturali

Sostenendo la differenziazione e la proliferazione delle cellule immunitarie, il ferro contribuisce a mantenere un sistema immunitario efficiente. Il suo assorbimento facilitato sotto forma di bisglicinato permette un supporto mirato quando serve.

Quali sono i benefici del bisglicinato di ferro?

Il bisglicinato di ferro è noto per la sua elevata biodisponibilità e la buona tollerabilità a livello digestivo. I suoi principali benefici sono:

  • Supporta la normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina, contribuendo così al trasporto ottimale dell’ossigeno nell’organismo.

  • Contribuisce al normale metabolismo energetico, sostenendo la produzione di energia cellulare.

  • Aiuta a ridurre la stanchezza, soprattutto in caso di carenza di ferro o di fabbisogno maggiore.

  • Contribuisce al corretto funzionamento del sistema immunitario, favorendo i meccanismi naturali di difesa.

  • Sostiene la normale funzione cognitiva, tra cui la memoria, la concentrazione e l’attenzione.

  • Svolge un ruolo nel processo di divisione cellulare, meccanismo essenziale per la crescita, il rinnovamento cellulare e la riparazione dei tessuti.

  • Elevata tollerabilità digestiva, il che lo rende particolarmente adatto a chi è sensibile ai disturbi digestivi legati ad altre forme di ferro.

  • Elevata stabilità nel tratto digestivo, con un rilascio controllato del ferro, che riduce le interazioni indesiderate con altri nutrienti.

Da notare: il bisglicinato di ferro Ferrochel®, come quello di Aroma-Zone, è una forma chelata ampiamente studiata. I dati clinici mostrano un assorbimento superiore a quello del solfato di ferro, un miglioramento significativo delle riserve di ferritina dopo diverse settimane di integrazione, oltre a una migliore tollerabilità digestiva, un criterio fondamentale per un’assunzione regolare e duratura.

Focus sul nostro integratore alimentare Bisglicinato di ferro

Bisglicinato di ferro - 90 capsule - Integratore alimentare

L’integratore alimentare Bisglicinato di ferro combina due ingredienti brevettati ad alto valore nutrizionale: il ferro Ferrochel®, una forma chelata nota per la sua elevata biodisponibilità e tollerabilità digestiva, e la Vitamina C PureWay-C®, che migliora l’assorbimento del ferro proteggendo al contempo le cellule dallo stress ossidativo. Con una sola capsula al giorno, questa formula completa copre il 100% del fabbisogno giornaliero raccomandato di ferro e vitamina C. Aiuta a ridurre la stanchezza, favorisce la formazione dei globuli rossi, il trasporto dell’ossigeno, il metabolismo energetico, le funzioni cognitive e il sistema immunitario. È particolarmente indicato per chi è soggetto a carenza di ferro (donne, sportivi, vegetariani, ecc.) o in periodi di vulnerabilità fisica.

Questo integratore è riservato agli adulti e non deve essere utilizzato in caso di patologie che causano un eccesso di ferro (emocromatosi, policitemia…). Non sostituisce una dieta equilibrata né il controllo medico. Si raccomanda di non superare la dose di una capsula al giorno e di chiedere un parere medico prima di iniziare qualsiasi integrazione, in particolare per le donne in gravidanza o in allattamento. Pensato per un ciclo di 3 mesi, questo integratore è adatto a vegetariani e vegani. Come ogni prodotto a base di ferro, va tenuto fuori dalla portata dei bambini e usato solo se una carenza è stata diagnosticata da un professionista sanitario.

Scopri il bisglicinato di ferro - 90 capsule - Integratore alimentare

Chi può assumere il bisglicinato ferroso?

Il bisglicinato di ferro è una forma di ferro ben tollerata, ideale per soddisfare un fabbisogno maggiore o compensare un apporto insufficiente. È particolarmente indicato per chi soffre di carenza di ferro e vuole ridurre la stanchezza, rafforzare il sistema immunitario o ottimizzare l’apporto nutrizionale. Può essere adatto a:

  • Ai vegetariani e ai vegani, la cui dieta esclude le fonti animali di ferro eme, che viene assorbito meglio dall’organismo.

  • Alle donne con mestruazioni abbondanti, soggette a perdite di ferro più frequenti.

  • Agli sportivi, a causa delle maggiori perdite di ferro legate all’attività fisica intensa.

  • Alle donne in gravidanza o in allattamento, su consiglio del medico, per soddisfare un maggiore fabbisogno fisiologico.

  • A chi si sente stanco, in periodi di stress o convalescenza, quando il fabbisogno di micronutrienti è maggiore.

In ogni caso, è indispensabile una valutazione medica preliminare (ferritina, emoglobina...) prima di iniziare l’integrazione, per evitare qualsiasi rischio di sovradosaggio.

Quando assumere un integratore di ferro sotto forma di bisglicinato?

L’assunzione di un integratore a base di bisglicinato di ferro va considerata soprattutto in risposta a una situazione specifica, e non in modo sistematico:

  • Quando una carenza di ferro o una anemia da carenza di ferro è confermata dagli esami del sangue.

  • In caso di calo della ferritina, anche in assenza di anemia, che può influire sull’energia e sul recupero.

  • Quando compaiono sintomi funzionali persistenti: stanchezza inspiegabile, affanno durante lo sforzo, pallore, unghie fragili o perdita di capelli.

  • Durante periodi in cui il fabbisogno aumenta temporaneamente, come durante un allenamento intenso o una fase di recupero.

  • Nelle donne incinte, che allattano o con mestruazioni abbondanti, il cui fabbisogno di ferro è maggiore a causa delle perdite mestruali o della crescita del feto.

In ogni caso, l’integrazione deve avvenire nell’ambito di un percorso guidato, con un monitoraggio adeguato, per ripristinare l’equilibrio senza alterare il metabolismo del ferro.

Perché abbiamo aggiunto la vitamina C al ferro nel nostro integratore alimentare?

L’associazione tra ferro e vitamina C si basa su una sinergia nutrizionale essenziale, ampiamente documentata. La vitamina C migliora l’assorbimento del ferro non emico (quello di origine vegetale o utilizzato negli integratori).

Incorporando questi due nutrienti in un’unica formula, questo integratore punta a massimizzare l’efficacia del ferro, preservando al contempo la tollerabilità digestiva, spesso delicata nei trattamenti a base di ferro.

La vitamina C, inoltre, protegge dallo stress ossidativo grazie alle sue proprietà antiossidanti e favorisce la sintesi del collagene, fondamentale per la salute generale.

Questa combinazione rende questo integratore una soluzione completa, pensata per ottimizzare l’apporto di ferro rafforzando al contempo le funzioni vitali, con un approccio efficace e rispettoso dell’equilibrio del corpo.

Quale routine seguire?

Inserire un integratore di ferro nella tua routine quotidiana può fare davvero la differenza per la tua energia e il tuo benessere. Per massimizzarne l’assorbimento e i benefici, ecco un esempio di routine:

Bisglicinato di ferro - 90 capsule - Integratore alimentare

1. Al mattino: Prendi 1 capsula di Bisglicinato di ferro con un bel bicchiere d’acqua, durante la colazione. Evita caffè o tè per 1 o 2 ore.

2. Durante il giorno : Aggiungi semi di chia biologici a un frullato o a uno yogurt. Il loro contenuto di fibre favorisce un buon transito intestinale, il che può aiutare a prevenire la stitichezza a volte legata all’integrazione di ferro. Abbinalo a frutta o verdura ricca di vitamina C per potenziare l’assorbimento del ferro.

3. Il pomeriggio: Scegli una tisana al rooibos speziata BIO, senza teina, perfetta per sostenere l’organismo senza ostacolare l’assorbimento del ferro.

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4. La sera: Scegli una cena leggera a base di verdure e legumi, seguita da una tisana biologica per il sonno per favorire il riposo e il recupero.

In generale, cerca di seguire una dieta ricca di ferro (frattaglie, pesce, sesamo, legumi secchi, verdure a foglia verde...) e, idealmente, povera di fitati, che possono ostacolare l’assorbimento del ferro. Per ridurne il contenuto, prova a mettere in ammollo, far germogliare o fermentare legumi, cereali integrali e semi prima di mangiarli.

Controindicazioni e precauzioni

Prima di iniziare qualsiasi integrazione di ferro, è fondamentale fare un esame del sangue per valutare il reale fabbisogno dell’organismo. Un eccesso di ferro può essere dannoso quanto una carenza, soprattutto in caso di patologie che ne favoriscono l’accumulo, come l’emocromatosi, la policitemia o alcune malattie del fegato. Ecco perché il parere di un professionista sanitario è fondamentale prima di qualsiasi cura.

Se stai seguendo una cura con il carbone attivo vegetale, evita di assumerlo durante lo stesso pasto del ferro, perché potrebbe assorbire alcuni principi attivi. Allo stesso modo, gli integratori a base di zinco vanno presi a distanza, poiché lo zinco e il ferro possono interagire a livello di assorbimento intestinale.

Il ferro può anche causare lievi disturbi digestivi in alcune persone, come nausea o senso di pesantezza. Tuttavia, la forma bisglicinato è nota per la sua buona tollerabilità digestiva.

È fondamentale rispettare le dosi giornaliere consigliate e non prolungare il trattamento senza il controllo di un medico, per garantire un’integrazione efficace e sicura.

Il consiglio dell'esperto

Un’integrazione di ferro può essere davvero utile in caso di stanchezza, calo delle difese immunitarie o fabbisogno maggiore. Ma prima di iniziare, è fondamentale capire da dove deriva un’eventuale carenza. Un’alimentazione equilibrata rimane la base per un buon apporto di ferro: privilegia gli alimenti ricchi di ferro facilmente assorbibile (come i legumi abbinati correttamente, le verdure a foglia verde o i prodotti di origine animale, se li consumi), accompagnati da fonti di vitamina C per ottimizzarne l’assimilazione.

La scelta di un integratore ben formulato può quindi rientrare in un approccio globale, delicato e mirato, sempre in collaborazione con un professionista della salute. Se si rende necessaria una cura, assicurati di limitare il consumo di tè o caffè, che possono rallentare l’assorbimento del ferro. Preferisci l’acqua o tisane delicate per accompagnare la tua integrazione.

Infine, si consiglia alle donne incinte e che allattano di consultare un professionista sanitario prima di iniziare qualsiasi integrazione.

Focus sulla nostra esperta in nutrizione e alimentazione Marie-Anne Vion

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Dopo aver affrontato disturbi digestivi come la sindrome dell’intestino irritabile (SII) e il SIBO, Marie-Anne si è avvicinata alla nutrizione e alle soluzioni naturali. Appassionata di benessere, sta attualmente completando una formazione in dietetica e nutrizione. Condivide la sua esperienza attraverso articoli ricchi di consigli e analisi accessibili. Affascinata dall’approccio naturale del marchio, contribuisce a promuovere un’alimentazione equilibrata e una maggiore autonomia in tema di salute.

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