Il ferro è un oligoelemento indispensabile per la vita, anche se nel corpo è presente in quantità ridotte. Allo stato naturale, è un metallo che si trova in vari minerali, come l’ematite o la magnetite. Nell’ambiente e nel corpo circola sotto forma di ioni ferrosi (Fe²⁺) o ferrici (Fe³⁺), solubili in acqua.
Queste forme ionizzate sono coinvolte in numerosi processi biologici vitali e cicli naturali, in particolare il trasporto dell’ossigeno, la produzione di energia e la sintesi del DNA. Dato che l’organismo non è in grado né di produrlo né di immagazzinarlo a lungo termine, un apporto regolare attraverso l’alimentazione o con integratori, se necessario, è indispensabile per evitare una carenza di ferro.
In quali alimenti si trova il ferro?
Il ferro è presente in molti alimenti di origine animale e vegetale. Tra gli alimenti più ricchi di ferro ci sono:
Fegato, carni rosse, frattaglie
Pesce e frutti di mare
I legumi (lenticchie, ceci, fagioli rossi)
Le verdure a foglia verde (spinaci, prezzemolo, bietole)
I semi (sesamo, zucca) e alcuni semi oleosi
Le alghe come la spirulina
Tuttavia, la forma in cui il ferro è presente in questi alimenti ne influenza la biodisponibilità.
Ferro emico e ferro non emico: qual è la differenza?
Si distinguono due tipi di ferro negli alimenti:
Il ferro emico: legato all’emoglobina (nei globuli rossi) e alla mioglobina (nei muscoli), è fondamentale per il trasporto e l’immagazzinamento dell’ossigeno. Di origine animale, si trova nella carne e nel pesce ed è quello che l’organismo assorbe meglio (circa il 25 %).
Il ferro non emico: di origine vegetale, presente nei cereali, nelle verdure e negli integratori alimentari a base di erbe. Il suo tasso di assorbimento è inferiore a quello del ferro emico (spesso inferiore al 17%) ed è più sensibile alle interazioni con altri nutrienti.
Come migliorare l’assorbimento del ferro?
L’assorbimento del ferro, in particolare di quello non emico (di origine vegetale), può essere ottimizzato con alcune scelte alimentari. La vitamina C è un cofattore essenziale: rende il ferro più solubile e neutralizza gli inibitori come i fitati (legumi, cereali integrali), polifenoli (tè, caffè, vino rosso) o il calcio contenuto nei latticini.
Inoltre, consumare ferro ematico (carne, pesce) insieme al ferro vegetale ne migliora l’assorbimento. Al contrario, è meglio evitare di bere bevande ricche di tannini (tè, caffè) durante i pasti che contengono ferro, per limitarne l’effetto.
In sintesi: abbinare il ferro alla vitamina C, variare le fonti e evitare gli inibitori permette di massimizzarne l’assorbimento.











