Un’aggressione termica silenziosa
L’autunno segna il ritorno del riscaldamento negli ambienti interni. Lasciare asciugare i capelli all’aria in una stanza riscaldata equivale però a esporli a una fonte di calore costante, ma non controllata. A differenza dell’asciugacapelli, di cui è possibile regolare la temperatura e la distanza, l’aria secca dell’ambiente inaridisce la fibra capillare in profondità, accentuando l’elettricità statica e l'effetto crespo.
Radici unte e punte secche
Questo metodo di asciugatura provoca uno squilibrio del cuoio capelluto: le radici, che spesso restano umide troppo a lungo, tendono a diventare più grasse, mentre le lunghezze e le punte si disidratano. Il risultato? Capelli spenti, appesantiti alla radice e secchi sulle lunghezze. Una combinazione poco valorizzante, che porta a lavarli più spesso e, di conseguenza, a peggiorare il problema.
Favorisce la rottura e l’effetto “capelli piatti”
Quando i capelli rimangono bagnati troppo a lungo, diventano più vulnerabili. La loro cuticola si gonfia, la struttura si altera, rendendoli più fragili, soprattutto durante la messa in piega. Inoltre, senza un effetto avvolgente, i capelli perdono volume e si appiattiscono fin dalle radici.





















