Curiosità sullo Shatavari
Lo shatavari (Asparagus racemosus), a volte chiamato «asparago indiano», è una pianta rampicante perenne della famiglia delle Asparagaceae. Originaria principalmente dell’Asia meridionale, cresce di solito nelle foreste rade, nelle zone rocciose o anche in montagna. La pianta ha lunghi steli flessibili che possono raggiungere diversi metri di lunghezza, ricoperti da sottili “rami” di colore verde tenue simili ad aghi di pino (i cosiddetti “cladodi”), che le conferiscono un aspetto leggero e piumoso. In estate produce piccoli fiori bianchi profumati, raggruppati in grappoli, per poi sviluppare bacche rotonde che passano dal verde al viola-nero a maturità. Sotto terra si nascondono radici tuberose carnose, a volte lunghe fino a un metro: è la parte della pianta più utilizzata.
Da millenni occupa un posto di rilievo nella medicina ayurvedica, dove è considerato una delle piante più importanti per il benessere femminile. Il suo nome sanscrito significa letteralmente «colei che possiede cento mariti», una metafora che evoca la vitalità, la fertilità e la forza che un tempo gli venivano attribuite. Nell’Ayurveda, è classificato tra i rasayana, le piante apprezzate per favorire l’equilibrio generale dell’organismo. Questa reputazione è così forte che lo shatavari viene spesso chiamato la «regina delle erbe», al pari dell’Ashwagandha, a volte soprannominato il «re delle erbe».
Il testo qui sopra è una sintesi, redatta dai nostri esperti sulla base dei dati scientifici attualmente disponibili. Viene fornita a titolo informativo.