Dal 2019, i venditori e i produttori di cosmetici in generale non possono più utilizzare la dicitura ipoallergenico senza conformarsi ad analisi e regole rigorose. Fino ad allora, il termine "ipoallergenico" era utilizzato più come argomento di marketing che come garanzia per le persone che soffrono di allergie.
Secondo il sito web del Ministero dell'Economia, in merito alla dichiarazione di ipoallergenicità di un prodotto, si afferma: "Questa indicazione può essere utilizzata solo quando il prodotto è stato progettato per ridurre al minimo il suo potenziale allergenico e quando è possibile fornirne la prova. Nello specifico, il prodotto non deve contenere alcun allergene noto né precursori di allergeni identificati da un Comitato scientifico della sicurezza dei consumatori, da una normativa europea, dalla letteratura scientifica o da reclami dei consumatori, né alcuna sostanza non sufficientemente valutata".
Concretamente, cosa cambia per il consumatore?
Quando appare la dicitura "ipoallergenico" su un prodotto, significa che il produttore o il rivenditore ha rispettato la normativa italiana ed europea. Ciò significa che il produttore è in grado di dimostrare di non aver utilizzato alcun ingrediente noto per causare reazioni allergiche, ma che il rischio di sviluppare una reazione non è pari a 0, poiché è impossibile determinarlo.
Tuttavia, rispetto ad altri prodotti cosmetici tradizionali, la sua composizione è stata studiata e testata in modo da limitare il rischio di allergie. In caso di sensibilità ai prodotti cosmetici tradizionali e alle reazioni cutanee, questi prodotti sono consigliati.






