La vitamina C, o acido ascorbico, ha una struttura chimica relativamente semplice, caratterizzata da un anello lattone e da diversi gruppi ossidrilici (-OH). Questa configurazione le conferisce una forte capacità di partecipare a reazioni di ossidoriduzione, alla base della sua attività antiossidante in cosmetica. Allo stesso tempo, la presenza di questi gruppi rende la molecola particolarmente reattiva e sensibile all’ossidazione. È proprio per questo che la stabilità della formula e le condizioni di conservazione sono aspetti centrali nei prodotti cosmetici a base di vitamina C.
Formulazione alla vitamina C: quali criteri influenzano la luminosità della pelle?
Sai qual è uno degli attivi più utilizzati in cosmetica per migliorare la luminosità della pelle? La vitamina C. È infatti al centro della ricerca cosmetica per il suo ruolo nel rendere l’incarnato più uniforme e nel contrastare lo stress ossidativo. Tuttavia, non tutte le formulazioni a base di vitamina C sono uguali. Forma chimica, concentrazione, pH e ingredienti di supporto influenzano in modo significativo l’efficacia del prodotto. In questo articolo, Chiara De Marchi approfondisce il tema della vitamina C in cosmetica, soffermandosi sui criteri formulativi che influenzano la luminosità della pelle.

Aroma-Zone: Chiara, quali sono i diversi tipi di vitamina C utilizzati in cosmetica?
Chiara De Marchi: in cosmetica, con il termine vitamina C non si indica una sola molecola, ma un insieme di forme chimiche diverse, ciascuna con caratteristiche specifiche. La forma di riferimento è l’acido ascorbico, ovvero la vitamina C pura. È biologicamente attiva, ma anche la più instabile, perché sensibile a luce, ossigeno e variazioni di temperatura. Proprio per questo richiede formulazioni ben controllate e packaging adeguati. Dal punto di vista produttivo, la vitamina C utilizzata in cosmetica viene ottenuta attraverso processi di sintesi controllata, che permettono di riprodurre l’acido ascorbico in forma pura e stabile a partire da materie prime di origine vegetale. Dal punto di vista chimico, l’acido ascorbico è una molecola idrosolubile con una struttura relativamente semplice, caratterizzata da un anello lattone e da diversi gruppi ossidrilici (-OH). È proprio questa struttura a rendere la vitamina C molto reattiva: la presenza dei gruppi ossidrilici le permette di partecipare facilmente a reazioni di ossidoriduzione, ma allo stesso tempo la rende più suscettibile all’ossidazione. Quando l’acido ascorbico si ossida, perde parte delle sue caratteristiche, ed è per questo che la stabilità della formula è un aspetto centrale in cosmetica.
Accanto all’acido ascorbico, in cosmetica vengono utilizzati diversi derivati della vitamina C, sviluppati per migliorarne la stabilità e facilitarne l’inserimento nelle formulazioni. Tra i più comuni troviamo:
Ascorbyl glucoside derivato idrosolubile caratterizzato da una maggiore stabilità rispetto all’acido ascorbico, utilizzato in formulazioni acquose e destinato a rilasciare vitamina C a livello cutaneo in modo graduale
Sodium ascorbyl phosphate forma idrosolubile nota per la buona stabilità in formulazioni acquose e per la compatibilità con un ampio range di pH
Ascorbyl palmitate derivato liposolubile della vitamina C, impiegato principalmente nelle emulsioni e nelle formulazioni a base lipidica per la sua affinità con le fasi oleose.
La scelta tra vitamina C pura e derivati dipende da diversi fattori, come il tipo di prodotto, il pH della formula e l’obiettivo cosmetico. Ogni forma ha un profilo diverso in termini di stabilità, modalità di utilizzo e resa sulla pelle, ed è proprio questo che rende la formulazione un aspetto centrale quando si parla di efficacia e luminosità del viso.
Aroma-Zone: quali criteri nella formulazione influenzano davvero la luminosità della pelle?
Chiara De Marchi: quando si parla di luminosità della pelle, la presenza della vitamina C non è sufficiente di per sé. Il risultato dipende soprattutto da come l’attivo è formulato e inserito nel prodotto cosmetico.
Forma della vitamina C e stabilità: uno dei criteri più importanti è la forma chimica di vitamina C scelta nella formula. L’acido ascorbico puro è considerato la forma più attiva dal punto di vista antiossidante, ma è chimicamente instabile se esposto ad aria, luce o calore, e questo può comprometterne la resa nel tempo. Per questo molte formulazioni cosmetiche utilizzano derivati stabilizzati, che mantengono proprietà antiossidanti più a lungo e si integrano meglio con il resto degli ingredienti.
pH della formulazione: è un altro elemento che incide sulla performance della vitamina C. Per l’acido ascorbico puro, pH troppo alto (vicino alla neutralità) può favorire la degradazione e ridurre la capacità antiossidante, mentre pH troppo basso può irritare la pelle. I derivati stabilizzati, invece, sono tipicamente formulati per essere efficaci in un range di pH più compatibile con la pelle, favorendo tollerabilità e stabilità.
Veicolo cosmetico e veicolazione dell’attivo: la forma del prodotto (siero, gel, crema) e la natura del veicolo cosmetico influenzano il modo in cui la vitamina C è distribuita sulla pelle e percepita dall’utente. I sieri acquosi permettono un rilascio rapido e diretto dell’attivo, mentre emulsioni o texture più ricche possono modulare la sensazione d’uso e l’assorbimento.
Ingredienti di supporto e sinergie formulative: l’associazione della vitamina C con ingredienti di supporto può migliorare la risposta cosmetica complessiva. Ad esempio, l’uso di altri antiossidanti in combinazione può promuovere sinergie antiossidanti, mentre ingredienti umettanti possono migliorare la sensazione di idratazione e quindi l’aspetto di luminosità della pelle.
Aroma-Zone: come scegliere una formulazione adatta a ogni tipo di pelle?
Chiara De Marchi: la scelta di una formulazione a base di vitamina C dovrebbe partire sempre dal tipo di pelle e dalle sue esigenze specifiche. Non esiste una formula “universale”: texture, forma di vitamina C e ingredienti associati vanno selezionati in modo mirato per ottenere un risultato equilibrato e ben tollerato.
Pelli sensibili
Per le pelli sensibili è preferibile orientarsi verso formulazioni contenenti derivati stabilizzati della vitamina C, che risultano generalmente più compatibili rispetto all’acido ascorbico puro. Texture leggere, ben bilanciate e arricchite con ingredienti lenitivi o umettanti contribuiscono a migliorare l’aspetto della pelle senza comprometterne il comfort. In questi casi, la costanza d’uso è più importante della concentrazione elevata. In una routine quotidiana, un esempio adatto è l’utilizzo della vitamina C al mattino, inserita in un siero dalla texture leggera, pensato per essere ben tollerato anche dalle pelli più delicate.

Il Siero concentrato vitamina C 10% e Astaxantina
Il Siero concentrato vitamina C 10% e Astaxantina può essere applicato su pelle pulita e asciutta prima della crema viso, con l’obiettivo di migliorare progressivamente la luminosità dell’incarnato mantenendo una buona sensazione di comfort.
Pelli secche
Le pelli secche beneficiano di formulazioni che combinano vitamina C e ingredienti in grado di migliorare la sensazione di idratazione. In questo caso sono adatte texture più confortevoli, come emulsioni o sieri arricchiti con agenti umettanti, che aiutano a rendere l’incarnato più luminoso e uniforme. La vitamina C contribuisce all’aspetto radioso della pelle, mentre la base della formula lavora sulla morbidezza e sul benessere cutaneo. In questo contesto, la vitamina C può essere utilizzata al mattino o alla sera, scegliendo una formulazione che si integri facilmente con il trattamento abituale.

Le Perle di Siero Vitamina C
Le Perle di Siero Vitamina C rappresentano un esempio di utilizzo modulabile: la perla viene inumidita e applicata sul viso prima della crema, permettendo di inserire l’attivo in modo graduale e personalizzato. L’obiettivo è supportare la luminosità della pelle migliorandone al tempo stesso la sensazione di comfort.
Pelli miste
Per le pelli miste è consigliabile scegliere formulazioni leggere e a rapido assorbimento, che non lascino residui eccessivi. Sieri o gel con vitamina C permettono di migliorare la luminosità dell’incarnato mantenendo una sensazione di equilibrio tra le diverse zone del viso. Anche in questo caso, la qualità della formulazione è determinante per ottenere un risultato uniforme. All’interno della routine mattutina, la vitamina C può essere applicata su tutto il viso modulando la quantità in base alle esigenze delle diverse aree.

Il Siero concentrato Vitamina C 10% e Astaxantina
Il Siero concentrato Vitamina C 10% e Astaxantina rappresenta una soluzione adatta anche alle pelli miste grazie alla sua texture leggera: si applica su pelle pulita e asciutta prima della crema viso e contribuisce a rendere l’incarnato più uniforme e luminoso senza appesantire la pelle.
Aroma-Zone: i tuoi consigli per ottimizzare l’uso di un prodotto a base di vitamina C?
Chiara De Marchi: per ottimizzare l’uso di un prodotto a base di vitamina C è fondamentale considerare non solo la formulazione scelta, ma anche il contesto in cui viene utilizzata all’interno della routine cosmetica. La vitamina C, infatti, è un attivo sensibile e la sua efficacia dipende da una combinazione di fattori che includono modalità di applicazione, frequenza d’uso e interazione con gli altri passaggi della skincare.
Un primo aspetto importante è la regolarità di utilizzo. In ambito cosmetico, l’uso costante di una formulazione ben tollerata è preferibile rispetto a un’applicazione discontinua di prodotti molto concentrati. La pelle beneficia di un’esposizione graduale e ripetuta all’attivo, che contribuisce a migliorare progressivamente l’aspetto dell’incarnato.
Anche il momento dell’applicazione riveste un ruolo importante. La vitamina C viene generalmente inserita nella routine dopo la detersione e prima della crema viso, quando la pelle è pulita e pronta a ricevere i trattamenti, in questo modo si favorisce una distribuzione uniforme del prodotto e una migliore integrazione con gli step successivi.
Un ulteriore elemento, spesso sottovalutato, è la qualità della detersione. Una pelle correttamente detersa consente ai prodotti a base di vitamina C di essere applicati in modo più omogeneo, migliorando la percezione di luminosità e uniformità. Per questo motivo, anche i prodotti detergenti che contribuiscono a rendere la pelle più levigata possono rappresentare un valido supporto nella routine. Un esempio è l’utilizzo di una detersione enzimatica, come la Polvere detergente enzimatica Papaya e Vitamina C, che aiuta ad affinare delicatamente la grana della pelle e a prepararla ai trattamenti successivi.
La conservazione del prodotto è un altro fattore determinante. La vitamina C, infatti, è sensibile a luce, aria e calore, pertanto è fondamentale richiudere accuratamente il flacone dopo l’uso e conservarlo in un luogo adeguato. Questo accorgimento aiuta a mantenere la stabilità della formula nel tempo e a preservarne le caratteristiche cosmetiche
Infine, per ottimizzare l’esperienza d’uso, è consigliabile inserire la vitamina C in una routine equilibrata, evitando la sovrapposizione non necessaria di molti attivi nello stesso momento. Una skincare essenziale, ben strutturata e coerente con il proprio tipo di pelle permette alla vitamina C di esprimere al meglio il suo ruolo nel rendere l’incarnato più luminoso e uniforme.

Polvere detergente enzimatica Papaya e Vitamina C
Detergente ed esfoliante, questa polvere 2 in 1 con enzimi naturali potenzia il rituale della doppia detersione. Come funziona? Libera i pori e affina la grana della pelle grazie a un'esfoliazione enzimatica senza granuli che rispetta anche le pelli più delicate. Concentrato di vitamina C antiossidante, aumenta la luminosità e uniforma il tono della pelle.
Aroma-Zone: quali sinergie con altri ingredienti potenziano l’efficacia della vitamina C?
Chiara De Marchi: quando parliamo di vitamina C in cosmetica, è importante uscire dall’idea dell’attivo “che fa tutto da solo”. La vitamina C funziona al meglio quando è inserita in una formula ben progettata e quando lavora in sinergia con altri ingredienti, che ne supportano la stabilità, la tollerabilità e la resa complessiva sulla pelle.
Una delle sinergie più consolidate è quella con l’acido ialuronico. L’acido ialuronico non agisce direttamente sulla luminosità, ma contribuisce a mantenere una buona idratazione superficiale e una pelle visivamente più regolare. Una pelle meglio idratata è anche più predisposta a integrare la vitamina C nella routine quotidiana, migliorando la percezione di uniformità dell’incarnato.

In questo senso, l’utilizzo di un siero a base di acido ialuronico, come il Siero concentrato Acido ialuronico 3,5%, rappresenta un esempio di sinergia efficace: applicato prima o in associazione alla vitamina C, aiuta a creare un contesto cutaneo favorevole e a migliorare la sensazione di comfort durante l’uso dell’attivo.
Un’altra sinergia rilevante è quella con altri antiossidanti, che possono affiancare la vitamina C all’interno della formulazione. In cosmetica, questa associazione ha un ruolo importante nel mantenere l’equilibrio ossidativo della formula e nel supportarne la stabilità nel tempo. Tra questi, l’Astaxantina è un esempio particolarmente interessante. Si tratta di un carotenoide di origine naturale, noto per la sua attività antiossidante, che lavora in modo complementare alla vitamina C. L’Astaxantina contribuisce a contrastare i processi ossidativi che possono interessare sia la pelle sia la formulazione stessa, creando un sistema antiossidante più completo.

È proprio su questa logica che si basa l’abbinamento tra vitamina C e astaxantina in formulazioni come il Siero concentrato di Vitamina C 10% e Astaxantina : i due antiossidanti non svolgono la stessa funzione, ma lavorano insieme per sostenere la stabilità della formula e migliorare la resa complessiva del prodotto sulla pelle. L’obiettivo non è sommare attivi, ma costruire una sinergia funzionale.
Anche la presenza di ingredienti che contribuiscono a rinforzare la barriera cutanea gioca un ruolo chiave. Una barriera in equilibrio rende la pelle più tollerante e meno soggetta a reazioni, permettendo un utilizzo più costante dei prodotti a base di vitamina C. Questo aspetto è spesso sottovalutato, ma è centrale quando si parla di efficacia reale nel tempo.
Infine, vale sempre la pena ricordare che, in cosmetica, più non significa meglio. Le sinergie funzionano quando gli ingredienti sono pochi, compatibili tra loro e inseriti con una logica precisa. Costruire una routine essenziale, basata su formulazioni coerenti e ben studiate, è il modo migliore per permettere alla vitamina C di esprimere il suo ruolo nel rendere l’incarnato visivamente più luminoso e uniforme.
Precauzioni
L’uso di prodotti a base di vitamina C richiede alcune attenzioni, legate soprattutto alla sensibilità dell’attivo e alle caratteristiche individuali della pelle. È consigliabile introdurre la vitamina C in modo graduale, soprattutto se si utilizzano formulazioni più concentrate o se la pelle non è abituata a questo tipo di attivo. Prima dell’uso regolare, è buona pratica effettuare un test di tolleranza su una piccola area di pelle. In caso di sensazioni di fastidio persistenti, è opportuno sospendere l’applicazione e rivedere la routine. La vitamina C va inoltre utilizzata su pelle integra e correttamente detersa. È importante prestare attenzione anche alla conservazione del prodotto, poiché luce, aria e calore possono alterarne la stabilità. Infine, quando si utilizzano più attivi nella stessa routine, è consigliabile evitare sovrapposizioni non necessarie e privilegiare un approccio equilibrato e progressivo.
Consiglio dell'esperto
La vitamina C funziona meglio quando la routine è semplice e coerente. Scegli una formulazione adatta alla tua pelle e usala con costanza, senza sovraccaricare la skincare di troppi attivi. Nel tempo, è la regolarità che fa davvero la differenza.
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Qual è la formula di struttura della vitamina C?

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Come si ricava la vitamina C?

Come si ricava la vitamina C?
Come si ricava la vitamina C?
In ambito cosmetico, la vitamina C non viene estratta direttamente da agrumi o frutti freschi, ma ottenuta tramite processi di sintesi controllata. Questi processi permettono di riprodurre l’acido ascorbico in forma pura e standardizzata, a partire da materie prime di origine vegetale come il glucosio. La sintesi garantisce una qualità costante, un’elevata purezza e una migliore integrazione nelle formulazioni cosmetiche. Questo approccio è oggi il più utilizzato per assicurare sicurezza, riproducibilità ed efficacia dei prodotti finiti.

La vitamina C può essere utilizzata tutti i giorni?

La vitamina C può essere utilizzata tutti i giorni?
La vitamina C può essere utilizzata tutti i giorni?
Sì, la vitamina C può essere utilizzata quotidianamente, a patto che la formulazione sia adatta al proprio tipo di pelle. In ambito cosmetico, la regolarità di utilizzo è spesso più efficace rispetto ad applicazioni sporadiche di prodotti molto concentrati. È sempre consigliabile introdurla gradualmente nella routine.

Vitamina C e retinolo possono essere usati insieme?

Vitamina C e retinolo possono essere usati insieme?
Vitamina C e retinolo possono essere usati insieme?
Sì, possono far parte della stessa routine, ma è preferibile non applicarli nello stesso momento. Una strategia comune è utilizzare la vitamina C al mattino e il retinolo alla sera, permettendo alla pelle di adattarsi gradualmente a entrambi gli attivi. Questo approccio aiuta a mantenere una buona tollerabilità.
Zoom sulla nostra redattrice specializzata Chiara De Marchi

Chiara De Marchi è una divulgatrice scientifica, content creator e fotografa esperta nella comunicazione medico-scientifica. Laureata in Scienze Biologiche, sta attualmente completando un percorso magistrale in Biotecnologie per la Medicina Traslazionale. Attraverso il suo lavoro, si impegna a promuovere l’educazione scientifica e a incentivare l’inclusione nelle discipline STEM, rendendo la scienza accessibile a tutti.
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