La diverticolosi indica la presenza di diverticoli senza infiammazione, mentre la diverticolite ne indica l’infiammazione. Al di fuori di un episodio acuto, l’alimentazione tende a essere più ricca di fibre, da aumentare gradualmente se ben tollerate. Durante una diverticolite acuta, invece, le indicazioni cambiano: alcune fonti suggeriscono temporaneamente un’alimentazione più leggera o povera di fibre se i sintomi sono marcati, mentre la Haute Autorité de Santé precisa che può essere mantenuta un’alimentazione non restrittiva, purché sia ben tollerata.
Diverticolite: quali alimenti evitare?
La diverticolite consiste nella presenza di piccole sacche, dette diverticoli, nella parete del colon. Diventa più frequente con l’avanzare dell’età: interessa oltre il 30% degli adulti tra i 50 e i 59 anni e più del 70% delle persone con più di 80 anni. Tuttavia, non tutte le persone sviluppano una diverticolite. I dati indicano che meno del 5% di chi presenta una diverticolosi sviluppa una diverticolite, ossia un’infiammazione dei diverticoli. In altre parole, diverticolosi e diverticolite non indicano la stessa condizione.
Dal punto di vista alimentare, l’argomento richiede alcune precisazioni. Le indicazioni non sono le stesse a seconda che ci si trovi al di fuori di una fase acuta, durante un episodio acuto o in un’ottica di prevenzione. Inoltre, le raccomandazioni non sono sempre del tutto concordi da una fonte all’altra durante la fase infiammatoria. Alcune suggeriscono temporaneamente un’alimentazione povera di fibre o liquida, in base ai sintomi, mentre l’Haute Autorité de Santé indica che, in caso di diverticolite non perforata, è raccomandata un’alimentazione non restrittiva, purché ben tollerata. È quindi necessario valutare in base alla fase, alla tolleranza digestiva e al contesto clinico.
Di Gipsy Dauge

Che cos’è la diverticolite?
La diverticolite si manifesta quando uno o più diverticoli si infiammano. Il colon è la parte terminale dell’intestino, chiamata anche intestino crasso. I diverticoli sono piccole ernie della mucosa, cioè dello strato interno del colon, che si formano nei punti più fragili della sua parete.
Nella maggior parte dei casi, la diverticolosi non provoca sintomi. La diverticolite, invece, corrisponde a un episodio infiammatorio che può causare dolori addominali, soprattutto nella parte inferiore sinistra dell’addome, talvolta accompagnati da febbre, disturbi del transito intestinale o nausea.
Questa distinzione è fondamentale dal punto di vista alimentare. Al di fuori di una fase acuta, l’obiettivo principale è prevenire la stitichezza e mantenere regolare il transito intestinale. Durante un episodio acuto, invece, si cerca soprattutto di limitare il disagio digestivo e di adattare l’alimentazione a ciò che viene effettivamente tollerato. È proprio questa differenza a spiegare la frequente confusione riguardo alle fibre.
In caso di diverticolite, cosa è preferibile mangiare a seconda della fase?
I dati disponibili mostrano che non esiste un unico regime alimentare adatto a tutte le situazioni. Durante un episodio acuto, alcune équipe propongono per alcuni giorni un’alimentazione liquida trasparente o povera di fibre, seguita da una reintroduzione graduale degli alimenti. La Haute Autorité de Santé, invece, precisa che in caso di diverticolite non perforata è raccomandata un’alimentazione non restrittiva, purché ben tollerata. In pratica, il criterio di riferimento non è quindi un divieto valido per tutti, ma l’adattamento dell’alimentazione alla fase della malattia e alla reale tolleranza digestiva.
Prima della fase infiammatoria o al di fuori di un episodio acuto
Al di fuori di un episodio acuto, l’approccio è generalmente opposto rispetto a quello adottato durante una crisi. L’obiettivo è orientarsi verso un’alimentazione varia e progressivamente più ricca di fibre, senza esclusioni sistematiche.
Privilegiare gli alimenti ricchi di fibre: frutta, verdura, legumi e cereali integrali contribuiscono ad aumentare l’apporto di fibre, favorendo un transito intestinale più regolare e feci più morbide.
Assicurare un’idratazione sufficiente: l’acqua accompagna l’aumento dell’apporto di fibre e aiuta a mantenere una buona tolleranza digestiva.
Limitare gli eccessi di carne rossa: diversi dati suggeriscono che un consumo elevato di carne rossa potrebbe essere associato a un maggiore rischio di diverticolite.
Non escludere sistematicamente determinati alimenti: non è necessario eliminare in modo generalizzato specifiche categorie di alimenti.
Aumentare gradualmente le fibre: un incremento troppo rapido può accentuare gonfiore, gas intestinali o fastidio addominale.
Non eliminare a priori semi, frutta secca o popcorn: nelle persone che hanno già avuto un episodio di diverticolite, la loro esclusione non è raccomandata.
Durante la fase infiammatoria
Durante la fase infiammatoria, l’alimentazione deve essere gestita con maggiore flessibilità e prudenza. Non esiste un unico schema valido per tutti, poiché le raccomandazioni variano in base alle fonti, all’intensità dei sintomi e alla tolleranza digestiva.
Non applicare la stessa restrizione in tutti i casi: la Haute Autorité de Santé indica che, in caso di diverticolite non perforata, può essere presa in considerazione un’alimentazione non restrittiva, purché sia ben tollerata.
Adattare l’alimentazione all’intensità dei sintomi: quando il dolore, la nausea o il disagio digestivo sono marcati, alcune fonti suggeriscono di iniziare temporaneamente con liquidi trasparenti o con un’alimentazione povera di fibre.
Ridurre temporaneamente gli alimenti molto ricchi di fibre se sono poco tollerati: all’inizio di un episodio acuto, le verdure crude, i legumi, i cereali integrali e la frutta e la verdura con buccia spessa possono talvolta risultare più difficili da tollerare.
Privilegiare un approccio graduale: quando viene adottata un’alimentazione più leggera, questa dovrebbe essere mantenuta per un breve periodo e poi ampliata progressivamente, man mano che i sintomi diminuiscono.
Evitare restrizioni prolungate: seguire troppo a lungo un’alimentazione molto limitata può ridurre inutilmente l’apporto di nutrienti.
Tenere conto della reale tolleranza digestiva: se un’alimentazione più varia è ben tollerata, non è necessario imporre fin dall’inizio esclusioni sistematiche.
Valutare caso per caso: durante un episodio acuto, la domanda non è soltanto quali alimenti evitare, ma soprattutto quali siano effettivamente tollerati in quel preciso momento da quella specifica persona.
Alcol e diverticolite
Le fonti non sono del tutto concordi sul ruolo preciso dell’alcol nella fisiopatologia della diverticolite. I dati disponibili sul legame diretto tra alcol e diverticolite restano incompleti e non pienamente convergenti.
In pratica, durante un episodio acuto, l’alcol non apporta alcun beneficio dal punto di vista digestivo e può essere mal tollerato. Può inoltre ostacolare una corretta idratazione, aumentare il disagio digestivo o interferire con alcuni trattamenti. Un approccio prudente consiste quindi nell’evitarlo durante la fase infiammatoria e nel consumarlo con moderazione in seguito.
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Idratarsi con le tisane
Al di fuori di una fase infiammatoria, mantenere una buona idratazione è una delle abitudini utili nella vita quotidiana, soprattutto quando si cerca di favorire un transito intestinale regolare nell’ambito di un’alimentazione adeguata. Le raccomandazioni sottolineano l’importanza di un apporto sufficiente di liquidi, in aggiunta a un’alimentazione equilibrata, senza privilegiare una bevanda specifica. Una tisana può quindi essere semplicemente utilizzata come supporto all’idratazione, purché sia ben tollerata. In pratica, bere una bevanda che si apprezza davvero aiuta spesso a distribuire meglio l’apporto di liquidi durante la giornata, risultando talvolta più semplice che pensare esclusivamente all’acqua naturale.

Tisana Limone Detox BIO
Modalità d’uso: agita il sacchetto della tisana prima di prelevare il prodotto. Scalda l’acqua fino a farla sobbollire, senza portarla a ebollizione. Versa l’acqua calda sulla miscela di piante e lascia in infusione per 5-10 minuti, in base ai tuoi gusti. Per una tazza, consigliamo di utilizzare 1 cucchiaino di Tisana Limone Detox BIO.
Conservazione e precauzioni: conservare al riparo dal calore e dall’umidità. Richiudere bene il sacchetto dopo ogni utilizzo.

Tisana Canapa Zen BIO
Modalità d’uso: scalda l’acqua fino a farla sobbollire, senza portarla a ebollizione. Versa l’acqua calda sulla miscela di piante e lascia in infusione per 5-10 minuti, in base ai tuoi gusti. Per una tazza, consigliamo di utilizzare circa 1 cucchiaino di Tisana Canapa Zen BIO.
Conservazione: conservare al riparo dal calore e dall’umidità. Richiudere bene il sacchetto dopo ogni utilizzo.
Precauzioni: sconsigliata alle donne in gravidanza o in allattamento. Riservata agli adulti.
Aumentare l’apporto di fibre con i superalimenti
L’aumento dell’apporto di fibre va valutato con prudenza e incrementato gradualmente, al di fuori della fase infiammatoria. A distanza dall’episodio acuto, le fibre possono essere reintrodotte o aumentate in modo progressivo, in base alla tolleranza digestiva e al contesto alimentare complessivo. In quest’ottica, si possono prendere in considerazione ingredienti ricchi di fibre, come lo Ps biondo BIO o i semi di Chia BIO, introducendoli sempre gradualmente per limitare gonfiore o fastidi. Più aumenta l’apporto di fibre, più è importante adeguare anche l’idratazione, poiché questi due elementi vanno di pari passo per favorire l’equilibrio del transito intestinale.

Psillio biondo BIO
Modalità d’uso: assumere 1 cucchiaino (circa 3 g), da disperdere accuratamente in un bicchiere d’acqua o in un’altra bevanda, e bere immediatamente. Bere poi un abbondante bicchiere d’acqua. In base alle esigenze, è possibile aumentare la dose fino a 6 g al giorno (circa 2 cucchiaini), da suddividere in 2-3 assunzioni con una quantità sufficiente di acqua.
Conservazione: conservare in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce. Richiudere accuratamente il sacchetto dopo l’apertura.
Precauzioni: non sostituisce un’alimentazione varia ed equilibrata e uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera raccomandata. Tenere fuori dalla portata dei bambini. Riservato agli adulti. Sconsigliato alle donne in gravidanza o in allattamento. Sconsigliato in caso di sanguinamento rettale non diagnosticato e incapacità di defecare associati all’uso di un lassativo, restringimento anomalo del tratto gastrointestinale, patologie dell’esofago e del cardias, ostruzione intestinale potenziale o già presente, paralisi intestinale, megacolon o disturbi della deglutizione. Rischio di ostruzione gastrointestinale. Non assumere contemporaneamente a medicinali: lasciare trascorrere almeno 1 ora tra le assunzioni. In caso di trattamenti farmacologici, chiedere consiglio a un professionista sanitario. Non consumare insieme a medicinali che inibiscono i movimenti peristaltici.

Superalimento Semi di Chia BIO
Modalità d’uso: aggiungere da 1 a 3 cucchiaini di semi di Chia, interi o macinati, al giorno (massimo 15 g) alle proprie preparazioni culinarie, come pane, biscotti, yogurt o muesli.
Conservazione: conservare in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce. Richiudere bene il sacchetto dopo l’apertura.
Precauzioni: non superare 15 g di semi di Chia al giorno, pari a circa 1,5-2 cucchiai. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
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Assumere un integratore alimentare
Quando è difficile raggiungere un apporto soddisfacente di fibre esclusivamente attraverso l’alimentazione, al di fuori della fase infiammatoria, si può valutare l’assunzione di un integratore alimentare ricco di fibre. L’integratore Probiotici Comfort intestinale si inserisce bene in questo approccio, poiché apporta fibre in una forma facilmente integrabile nella routine quotidiana, a condizione di introdurlo gradualmente e di assumerlo con una quantità sufficiente di acqua. L’obiettivo non è affermare che un integratore prevenga con certezza una recidiva, poiché i dati disponibili su questo aspetto vanno interpretati con cautela, ma piuttosto sostenere l’apporto di fibre quando ciò risulta pertinente nella fase di mantenimento. In pratica, questa strategia è particolarmente indicata per le persone la cui alimentazione è povera di fibre e che desiderano aumentarne l’apporto in modo graduale e controllato, sempre al di fuori della fase infiammatoria.

Probiotici Comfort intestinale – 30 capsule
Modalità d’uso: assumere 1 capsula al giorno con un bicchiere d’acqua.
Conservazione: conservare al riparo dalla luce, dal calore e dall’umidità. Richiudere bene il barattolo dopo ogni utilizzo.
Precauzioni: non sostituisce un’alimentazione varia ed equilibrata e uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera raccomandata. Riservato agli adulti. Sconsigliato alle donne in gravidanza o in allattamento. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
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In caso di diverticolosi senza diverticolite, quali alimenti è meglio evitare?
In caso di diverticolosi semplice, senza episodi infiammatori, non esistono alimenti “vietati”. Non è necessario escludere sistematicamente alcun alimento. Anche nelle persone con precedenti episodi di diverticolite, non è raccomandato eliminare semi, frutta a guscio e popcorn. Le convinzioni secondo cui semi, arachidi, noci o mandorle sarebbero dannosi non si basano su solide evidenze scientifiche. In altre parole, in caso di diverticolosi, i dati disponibili orientano semplicemente verso un’alimentazione più povera di prodotti molto raffinati e carne rossa e più ricca di alimenti vegetali e fibre.
Come gestire meglio questa situazione nella vita quotidiana?
Ecco alcuni consigli utili per la vita quotidiana:
Aumentare gradualmente l’apporto di fibre: diverse fonti suggeriscono che un’alimentazione più ricca di fibre sia associata a un rischio minore di diverticolite, anche se il livello delle evidenze varia a seconda delle raccomandazioni.
Bere a sufficienza: una buona idratazione aiuta le fibre a svolgere il proprio ruolo sulla consistenza delle feci e sulla regolarità del transito intestinale.
Limitare il consumo eccessivo di carne rossa: diversi studi osservazionali riportano un’associazione tra un consumo elevato di carne rossa e un maggiore rischio di diverticolite, senza tuttavia consentire di affermare che una singola modifica alimentare abbia di per sé un effetto preventivo diretto.
Mantenere un’attività fisica regolare: l’attività fisica rientra tra le misure utili per la prevenzione.
Non escludere senza motivo frutta a guscio, semi o popcorn: le raccomandazioni più recenti non sostengono questa esclusione sistematica.
Evitare l’automedicazione con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): si tratta di una precauzione necessaria per le persone che hanno già avuto un episodio di diverticolite.
Quanto dura un episodio di diverticolite?
Non esiste una durata unica valida per tutti. Un episodio non complicato può migliorare nel giro di pochi giorni, ma l’evoluzione dipende da numerosi fattori: intensità dell’infiammazione, presenza o meno di complicazioni, tolleranza alimentare, condizioni generali e necessità o meno di ricovero.
Questo miglioramento iniziale non significa necessariamente che il problema sia completamente risolto. Il ritorno all’alimentazione abituale avviene spesso per gradi. Se il dolore aumenta, la febbre persiste, la persona non riesce a bere o le condizioni generali peggiorano, non è più sufficiente limitarsi ai semplici consigli alimentari e occorre rivolgersi nuovamente a un medico.
Precauzioni
La diverticolite non è un semplice disturbo digestivo. Alcune forme rimangono non complicate, mentre altre possono evolvere in un ascesso, una perforazione, una fistola o un’ostruzione intestinale. Per questo motivo, l’alimentazione non deve mai far dimenticare i segnali d’allarme. Un dolore addominale intenso, febbre, vomito, impossibilità di bere, un rapido peggioramento, una condizione di immunodepressione o il sospetto di una complicanza richiedono un intervento medico tempestivo.
Inoltre, una restrizione alimentare protratta troppo a lungo può comportare un apporto insufficiente di energia, proteine e micronutrienti. Le diete liquide o molto povere di fibre devono rimanere temporanee e seguire un’indicazione professionale. Non costituiscono un regime alimentare da adottare a lungo termine.
Consiglio dell'esperto
Al di fuori di un episodio acuto, le raccomandazioni si orientano generalmente verso un’alimentazione varia, con un aumento graduale delle fibre se ben tollerate, senza escludere automaticamente semi, frutta a guscio o popcorn. Durante un episodio acuto, il principale criterio di riferimento diventa invece la tolleranza digestiva, con un adattamento temporaneo dell’alimentazione, se necessario, talvolta più povera di fibre o più liquida, senza però prolungare inutilmente questa restrizione.
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Qual è la differenza tra l’alimentazione in caso di diverticolosi e quella in caso di diverticolite?

Qual è la differenza tra l’alimentazione in caso di diverticolosi e quella in caso di diverticolite?
Qual è la differenza tra l’alimentazione in caso di diverticolosi e quella in caso di diverticolite?

Le patate sono indicate in caso di diverticolite?

Le patate sono indicate in caso di diverticolite?
Le patate sono indicate in caso di diverticolite?
La patata può essere spesso ben tollerata durante un episodio acuto, soprattutto se cotta, senza buccia e preparata in modo semplice. Non è un alimento “curativo”, ma può rientrare in un’alimentazione temporaneamente povera di fibre quando è necessario adottare un regime più leggero. Tuttavia, non esiste una regola assoluta valida per tutti: se un’alimentazione più varia è ben tollerata, la Haute Autorité de Santé non impone restrizioni sistematiche. Il criterio più utile resta quindi la tolleranza digestiva, più che il singolo alimento considerato isolatamente.

Cosa mangiare durante un episodio acuto di diverticolite?

Cosa mangiare durante un episodio acuto di diverticolite?
Cosa mangiare durante un episodio acuto di diverticolite?
Durante un episodio acuto, l’alimentazione dipende soprattutto dall’intensità dei sintomi e dal contesto medico. Se il dolore, la nausea o il disagio digestivo sono marcati, alcune fonti suggeriscono di iniziare con liquidi chiari o con un’alimentazione povera di fibre per alcuni giorni, per poi ampliare gradualmente la dieta. La Haute Autorité de Santé precisa tuttavia che, in caso di diverticolite non perforata, è possibile seguire un’alimentazione non restrittiva, purché sia ben tollerata. In pratica, si può seguire una regola semplice: mangiare ciò che si riesce a tollerare, senza prolungare inutilmente le restrizioni.

Quali alimenti evitare in caso di diverticoli? Quali sono gli alimenti vietati?

Quali alimenti evitare in caso di diverticoli? Quali sono gli alimenti vietati?
Quali alimenti evitare in caso di diverticoli? Quali sono gli alimenti vietati?
Non esiste un elenco universale di alimenti da eliminare in tutti i casi. Durante un episodio acuto con sintomi marcati, gli alimenti molto ricchi di fibre o più difficili da digerire possono essere meno tollerati, soprattutto all’inizio, come le verdure crude, i legumi, i cereali integrali o alcuni tipi di frutta e verdura a buccia spessa. Al di fuori di un episodio acuto, le raccomandazioni più recenti non sostengono l’esclusione sistematica di frutta a guscio, semi o popcorn. Anche in questo caso, l’approccio più corretto consiste nell’adattare l’alimentazione alla fase acuta e alla reale tolleranza digestiva, anziché imporre divieti rigidi.
Focus sulla nostra redattrice: Gipsy Dauge

Gipsy si è laureata all’ESJ di Parigi. Dopo 10 anni di esperienza nella stampa generalista e femminile, ha deciso di dedicarsi alla scrittura di articoli su salute e benessere. Con una certificazione di yin yoga in tasca, ora coniuga abilmente la penna con il suo tappetino da yoga. Il suo obiettivo va ben oltre le semplici parole. Il suo impegno è profondo: aiutare i lettori a integrare nella vita di tutti i giorni piccoli consigli che li aiutino a prendersi cura di sé stessi e dell’ambiente che li circonda. Ogni parola è un invito ad adottare uno stile di vita equilibrato e appagante.
Bibliografia
1
Trattamento della diverticolite sigmoidea acuta: revisione della letteratura
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0755498215003760
2
Diverticolite sigmoidea
https://www.sciencedirect.com/sdfe/pdf/download/eid/1-s2.0-S0399832005863523/first-page-pdf
3
Trattamento della diverticolite sigmoidea
https://www.revmed.ch/view/562256/4485546/RMS_idPAS_D_ISBN_pu2009-25s_sa04_art04.pdf
4
Diverticolosi e diverticolite
https://www.drpaulwiesel.ch/cms/images/fiches-maladies/colon-diverticulose-diverticulite-nouvelles-perspectives-2013.pdf
5
Quale alimentazione seguire in caso di diverticoli del colon?
https://books.google.fr/books?id=XFArDwAAQBAJ&pg=PT10&dq=diverticulite+alimentation&hl=fr&newbks=1&newbks_redir=0&sa=X&ved=2ahUKEwiN7aCeiNCDAxW3U6QEHQG-CcIQ6AF6BAgHEAI#v=onepage&q=diverticolite%20alimentazione&f=false



