Per limitare la presenza dei roditori o evitare che tornino, puoi mettere in pratica ogni giorno alcune semplici precauzioni.
In alcune guide si trovano ancora ricette a base di candeggina, di bicarbonato di sodio o di calce viva, presentate come «veleni per topi» fatti in casa. Non le consigliamo: si basano sull’ingestione di sostanze tossiche e rappresentano un rischio se in casa ci sono bambini o animali. Preferiamo un’azione repellente piuttosto che l’eliminazione.
Elimina le fonti di cibo e acqua
Porta fuori i bidoni della spazzatura non appena sono pieni, conserva il cibo in barattoli ermetici ed evita l’acqua stagnante, che può diventare un punto di ritrovo per i roditori o una fonte di contaminazione.
Usa repellenti naturali
Il peperoncino o il pepe di Cayenna, grazie alla capsaicina che contengono, riducono l’appetito di ratti e topi per il cibo (2). Anche alcuni oli essenziali, come l’eucalipto, hanno dimostrato di avere un effetto repellente su questi roditori (3,4).
Limita i punti di ingresso
Evita di lasciare aperture che potrebbero fungere da punti di ingresso per i roditori: la gattaiola, una cantina mal isolata o delle crepe nel muro. Controlla e sigilla tutte le aperture, anche quelle più piccole.
Favorisci i predatori naturali
I roditori temono la presenza dei cani, ma ancora di più quella dei gatti. È stato dimostrato che persino i ratti che non hanno mai visto un gatto evitano le zone contrassegnate dal loro odore corporeo (5) e preferiscono un’area neutra.
Attenzione: se i tuoi amici a quattro zampe danno la caccia a questi roditori, è importante ricordare che ratti e topi possono essere portatori di numerosi parassiti interni. In caso di ingestione o contatto ravvicinato, è fondamentale proteggere il tuo gatto dai vermi e sottoporlo a un trattamento regolare con un vermifugo per il tuo cane, per prevenire qualsiasi rischio di contaminazione.
Perché le soluzioni da ingerire sono poco efficaci?
Ogni ratto è di per sé diffidente nei confronti dei nuovi alimenti che non conosce. E ogni volta ne ingerisce piccole quantità, non sufficienti per avvelenarlo (6). È proprio questa diffidenza naturale che spiega perché un trattamento a base di esche avvelenate spesso colpisce solo un individuo alla volta, anziché l’intera colonia.
Se hai a che fare con una colonia, è quindi più prudente rivolgersi a un professionista del settore.