Uno degli aspetti più sconcertanti della caduta dei capelli è il suo sfasamento temporale. Marion Pezard ricorda che i capelli non reagiscono istantaneamente a ciò che sta attraversando il corpo. Seguono un ciclo di vita ben definito, composto da diverse fasi: crescita, transizione, riposo e infine caduta.
In caso di forte stress, che si tratti di uno shock emotivo, un parto, una malattia o una carenza nutrizionale, molti capelli entrano contemporaneamente nella fase telogen, una fase di riposo. Il capello c'è ancora, ma non cresce più. Solo dopo due o tre mesi, quando si passa alla fase di caduta, la perdita diventa visibile.
In altre situazioni, soprattutto quando la causa è uno squilibrio degli androgeni, non è la fase di riposo a essere in causa, ma la fase di crescita che si accorcia. I capelli diventano quindi più sottili, più fragili e la chioma può perdere progressivamente densità.
Questo spiega perché la caduta dei capelli può iniziare anche se l'evento scatenante sembra ormai lontano. Il corpo, però, non ha dimenticato nulla. Comprendere questa temporalità è il primo passo per evitare i sensi di colpa e reazioni sbagliate.


















