La bardana è una pianta erbacea biennale della famiglia delle Asteracee, che può superare il metro di altezza. Allo stato selvatico, spesso infastidisce gli escursionisti a causa della sua tendenza ad aggrapparsi a tutti i vestiti. Questa particolarità è dovuta ai piccoli uncini presenti sui frutti, che tra l’altro hanno ispirato l’invenzione del Velcro negli anni ’40 da parte dell’ingegnere svizzero Georges de Mestral.
La bardana è originaria delle zone temperate dell’Asia (cinesi e giapponesi la mangiano da millenni!) e dell’Europa. In Europa è famosa per la leggenda secondo cui il re Enrico III avrebbe curato la sua sifilide proprio grazie alle proprietà di questa pianta. Fin dal Medioevo, viene usata per curare i problemi della pelle o i disturbi alla vescica e ai reni. La bardana era prescritta anche per curare la gotta e le malattie sessualmente trasmissibili. Dall’altra parte dell’Atlantico, le donne native americane la consumavano per facilitare le contrazioni uterine quando il parto era lungo e difficile. La medicina tradizionale cinese (MTC) le attribuiva la capacità di depurare il sangue e di favorire la circolazione superficiale, con un effetto sulla qualità della pelle e su disturbi cutanei come l'eczema. Da allora, continua a essere oggetto di studi.



