Il Sambuco nero, noto scientificamente come Sambucus nigra L., è una pianta nitrofila (cioè che predilige i terreni ricchi di nitrati) che cresce nei boschi chiari e leggermente umidi, in prossimità di muri e siepi. Appartenente alla famiglia delle Adoxaceae, è un arbusto caratterizzato da foglie composte da 5 a 7 foglioline dentate, fiori bianco crema riuniti in corimbi (simili a ombrelle) e frutti neri. In origine, il Sambuco nero si trovava soprattutto tra i cespugli e nelle zone soleggiate dei boschi, come i margini e le radure, dove l’humus si mineralizza rapidamente. Cresceva anche in ambienti piuttosto umidi, su terreni soggetti a brevi inondazioni ma non saturi, come le sponde dei corsi d’acqua.
Con l’aumento della presenza di nutrienti nel suolo dovuto alla fertilizzazione azotata, il Sambuco nero ha progressivamente colonizzato ambienti più secchi. Oggi è molto diffuso in ambito urbano, dove cresce spontaneamente nelle siepi, anche senza essere stato piantato, e si adatta bene anche a spazi semiurbani, come terreni incolti e giardini abbandonati. Si pota facilmente e si propaga rapidamente. Questa specie, originaria delle regioni paleotemperate euro-siberiane, è presente in tutta l’Europa centrale fino a 1000 metri di altitudine, e si estende fino alla zona centrale della penisola scandinava. In particolare, si può trovare in aree come il Giura, le Ardenne, le Alpi Marittime, l’Hérault e lungo le coste. Al di fuori dell’Europa, è presente anche in Armenia, nel Caucaso, nel Nord Africa, in Asia Minore e nella Siberia occidentale.



