Il frassino comune (Fraxinus excelsior), detto anche frassino maggiore, è un albero del genere Fraxinus, della famiglia delle Oleacee, come l’olivo. Esistono circa sessanta specie di frassini; il frassino comune cresce soprattutto nelle foreste temperate europee, di cui è originario. Sensibile alla siccità, è quasi assente nel bacino del Mediterraneo, dove cresce invece un’altra specie di frassino, più resistente.
Il nome frassino deriva dal latino fraxinus, che indica l’albero, mentre excelsior significa «più alto, più elevato». Il frassino comune può infatti raggiungere i 40 metri di altezza: è il più alto tra i frassini e, da giovane, cresce di 10 metri in 20 anni. Può vivere fino a 250 anni.
Il frassino ha un tronco dritto e slanciato, che può raggiungere un diametro compreso tra 1,6 e 1,8 metri. La sua corteccia è liscia, di colore grigio cenere, a volte con piccole macchie bianche. Con il tempo, il tronco assume una tonalità più scura e si screpola poco a poco, lasciando spazio a fessure verticali. Il legno è duro, elastico, di colore bianco perlaceo, senza alburno ben distinto. Le foglie sono opposte, composte da 7 a 15 foglioline dentate e glabre, lunghe fino a 30 centimetri. I germogli terminali sono piramidali, glabri e di un nero vellutato. A partire dal trentesimo anno compaiono piccoli fiori di colore bruno-rossastro. Questi sbocciano poi in grappoli rivolti verso l’alto, che in seguito diventano pendenti e danno origine ai frutti: grappoli di samare semplici. Si tratta di frutti secchi contenenti un solo seme e dotati di un’escrescenza a forma di ala che ne favorisce la dispersione tramite il vento. A volte vengono chiamati «lingue d’uccello».
È un albero dotato di una grande tolleranza ecologica che, in Italia, cresce spontaneamente dai piani collinari fino a circa 1500 metri di altitudine lungo tutto l'arco alpino e appenninico. Ama sia il sole sia la penombra ed è molto resistente al freddo, sebbene i suoi germogli temano le gelate tardive. Predilige i terreni freschi e profondi, tipici dei fondovalle e dei corsi d'acqua, ma sa adattarsi con elasticità a un'ampia varietà di suoli.
È una specie sensibile alla siccità e il suo areale di distribuzione è influenzato da perturbazioni naturali e antropiche. Dall’inizio degli anni 2000, il frassino subisce gli attacchi di una malattia fungina, la chalarosi del frassino, e di una larva di insetto, il coleottero del frassino, che devasta i frassini. Il frassino comune è classificato come “quasi minacciato” (NT = Near Threatened) a livello mondiale ed europeo secondo i criteri dell’IUCN e come “a rischio minore” (LC) nella Francia metropolitana. I vari fattori antropici (in particolare il cambiamento climatico) e le malattie o i parassiti che attaccano il frassino comune potrebbero però far pendere l’ago della bilancia verso una situazione critica. Il frassino è molto importante dal punto di vista ecologico perché ospita numerose specie di insetti e uccelli e, a volte, anche mammiferi come lo scoiattolo.
La corteccia dei ramoscelli giovani è stata a lungo usata come febbrifugo, il che le ha valso il soprannome di «chinino d’Europa». Oggi si usano più spesso le sue foglie, che si possono raccogliere da maggio a giugno.





