Acido tranexamico: un principio attivo potente contro le macchie, per un incarnato uniforme e radioso

L’acido tranexamico è oggi uno dei principi attivi di punta nei trattamenti uniformanti e anti-macchie. Utilizzato originariamente in medicina, ha conquistato un posto di rilievo nelle formule cosmetiche per illuminare l’incarnato e attenuare le irregolarità pigmentarie. Ma da dove viene e come agisce sulla pelle? Scopri tutti i segreti di questo alleato di bellezza.


Tempo di lettura: +4 min.

Scheda informativa sul principio attivo

  • Nome comune: Acido tranexamico

  • Categoria: Derivato sintetico dell’aminoacido lisina

  • Origine: Sintetico (ottenuto dalla lisina tramite modifica strutturale)

  • Forma: Polvere bianca cristallina

  • Denominazione INCI: Tranexamic Acid

  • Per: Carnagioni spente, macchie pigmentarie, pelli soggette a disturbi della pigmentazione (lentigo, maschera della gravidanza…)

  • Funzioni: Uniformante, schiarente, lenitivo, antinfiammatorio

  • Dosaggio nella cosmesi personalizzata: dall’1 al 3%, da incorporare nella fase acquosa a una temperatura inferiore a 50 °C

  • Solubilità: Solubile in acqua

Definizione: struttura, origine, tipi e funzionamento

L’acido tranexamico è un derivato sintetico della lisina, un funzione essenziale naturalmente presente nel nostro corpo. Sviluppato negli anni ’60 come agente antifibrinolitico (funzione che ostacola la fibrinolisi, ovvero il processo di dissoluzione del coagulo nella fase finale della coagulazione), è oggi particolarmente apprezzato in cosmetica per le sue proprietà inibitorie sulla tirosinasi (l'enzima chiave nella produzione di melanina) e sui fattori infiammatori.

Il suo meccanismo d’azione si basa principalmente su:

  • L’inibizione del plasminogeno attivato, che riduce l’infiammazione e le iperpigmentazioni indotte: infatti, l’acido tranexamico (TXA) agisce inibendo l’attivazione del plasminogeno in plasmina, un enzima coinvolto nei processi infiammatori e nella produzione di melanina. Bloccando questa conversione, il TXA riduce l’infiammazione cutanea e l’iperpigmentazione associata, in particolare interferendo con l’interazione tra i cheratinociti e i melanociti.

  • L’inibizione indiretta della tirosinasi, che limita così la produzione di melanina: il TXA inibisce indirettamente la tirosinasi, un enzima fondamentale nella sintesi della melanina. Questa azione porta a una diminuzione dell’espressione della tirosinasi e delle proteine associate alla melanogenesi, riducendo così la produzione di melanina, responsabile del colore della pelle. Le macchie derivano da un’eccessiva produzione di melanina in alcune zone della pelle; ridurne la produzione aiuta a combattere le macchie.

  • Un’azione antinfiammatoria locale, utile per le pelli soggette ad arrossamenti: il TXA possiede proprietà antinfiammatorie che lo rendono benefico per le pelli soggette ad arrossamenti. Agisce inibendo l’attività della plasmina, un enzima proteolitico (che scinde le proteine) noto soprattutto per il suo ruolo nel sistema fibrinolitico (la capacità del corpo di sciogliere i coaguli di sangue). La plasmina degrada la matrice extracellulare, cioè ad esempio il collagene o la fibrina, favorendo così l’infiammazione locale. Inibire questo enzima riduce quindi il rilascio di mediatori infiammatori come le prostaglandine e le citochine, contribuendo a lenire la pelle e ad attenuare gli arrossamenti.

Da notare

Esistono anche forme modificate dell’acido tranexamico, incapsulate (liposomi, niosomi) o combinate con altri principi attivi (acido cogico, niacinamide) per migliorarne la biodisponibilità.

Quali sono i benefici per la pelle?

Le principali azioni del TXA si traducono in diversi benefici per la pelle:


Unifica l’incarnato

L’acido tranexamico agisce su due livelli complementari per uniformare l’incarnato:

  • A monte, inibisce la conversione del plasminogeno in plasmina. Limitando questi segnali pro-infiammatori, frena l’attivazione dei melanociti da parte dei cheratinociti, il che permette di prevenire la sovrapproduzione di melanina legata all’infiammazione (soprattutto nel caso dell’iperpigmentazione post-infiammatoria).

  • A valle, agisce indirettamente sulla tirosinasi, l’enzima chiave della melanogenesi. Alcuni studi hanno dimostrato che il TXA attiva la via ERK e il processo di autofagia, il che porta a una riduzione dell’espressione della tirosinasi e delle proteine associate alla pigmentazione nei melanociti.



Da notare

Questi due meccanismi combinati permettono all’acido tranexamico di agire sia nella prevenzione che nella correzione delle macchie pigmentarie, rendendo l’incarnato visibilmente più omogeneo, senza aggredire la barriera cutanea.

Attenua le macchie pigmentarie

L’acido tranexamico è noto per la sua efficacia sulle macchie di iperpigmentazione consolidate, in particolare le lentiggini solari, le macchie post-acneiche e quelle ormonali (come il melasma). Bloccando i segnali cellulari che attivano i melanociti, aiuta a schiarire gradualmente le macchie già presenti. La sua azione è potenziata se abbinato ad altri principi attivi uniformanti (acido cogico, niacinamide).


Previene l’iperpigmentazione post-infiammatoria (PIH)

Dopo un’aggressione cutanea (brufoli, depilazione, esposizione al sole, peeling chimico, laser), la pelle può sviluppare macchie residue. L’acido tranexamico, grazie al suo effetto antinfiammatorio e anti-melanogenesi, è particolarmente utile nella prevenzione delle macchie secondarie all’infiammazione. Viene usato a questo scopo nella dermatologia estetica nelle settimane successive a procedure invasive.


Illumina l’incarnato spento

Oltre al suo effetto sulle macchie, l’acido tranexamico ravviva l’incarnato stanco o spento. Agisce indirettamente migliorando la regolazione della pigmentazione e la microinfiammazione di fondo, il che può rendere la pelle visibilmente più luminosa. In sinergia con principi attivi come la niacinamide o l’acido azelaico, dona un effetto “glow” naturale senza irritare le pelli sensibili.


Lenisce la pelle sensibile

L’effetto antinfiammatorio dell’acido tranexamico non ha solo un’azione sulla pigmentazione. Limitando la produzione di citochine e mediatori infiammatori, aiuta a lenire le pelli reattive o soggette ad arrossamenti. Questo lo rende interessante nei trattamenti per pelli sensibili o con tendenza alla couperose, in abbinamento ad altri principi attivi lenitivi come la centella asiatica o la liquirizia.

Quali sono i diversi usi dell’acido tranexamico?

In cosmetica

  1. Sieri uniformanti o anti-macchie: l’acido tranexamico regola la produzione di melanina e limita le recidive pigmentarie, contrastando efficacemente le macchie cutanee (macchie solari, segni post-acneici e melasma lieve).

  2. Trattamenti post-acne o post-laser: aiuta a prevenire e attenuare l’iperpigmentazione post-infiammatoria, lenendo la pelle e bloccando i segnali infiammatori che stimolano i melanociti.

  3. Creme da giorno per colorito spento: ridona luminosità al viso migliorando l’uniformità dell’incarnato e riducendo le irregolarità cromatiche.

  4. Maschere illuminanti: aggiunto a maschere idratanti o leviganti, agisce in superficie per attenuare zone d'ombra e discromie, regalando un effetto illuminante già dalle prime applicazioni.

  5. Trattamenti contorno occhi: è particolarmente efficace sulle occhiaie pigmentarie di origine melanica (le tipiche occhiaie scure o marroni), poiché riduce l'accumulo localizzato di melanina. Nota: non è indicato per le occhiaie bluastre o violacee legate alla microcircolazione, sulle quali non avrebbe alcun effetto.



Nella medicina estetica

  1. Iniezioni in mesoterapia o microneedling: impiegato per via intradermica o veicolato tramite microneedling, l’acido tranexamico penetra più in profondità per trattare il melasma da moderato a severo e le macchie pigmentarie resistenti ai trattamenti topici. La sua azione mirata garantisce risultati più rapidi, ma richiede un rigoroso controllo medico per prevenire eventuali effetti collaterali.

Le nostre soluzioni naturali alternative

Al momento non abbiamo ancora l’acido tranexamico puro nel nostro catalogo. Tuttavia, però trovare diverse alternative con gli stessi benefici nei seguenti prodotti:


Abbinamenti e compatibilità

Secondo studi scientifici, il TXA è compatibile con:

  • Niacinamide (vitamina B3)

  • Acido kojico

  • Vitamina C stabilizzata (ascorbil glucoside)

Da evitare con (rischio di irritazioni):

  • Acidi esfolianti troppo potenti a pH basso (tipo AHA forti)

  • Retinoidi ad alta concentrazione senza controllo medico

Modalità di conservazione

Al riparo dalla luce, dall’umidità e dal calore: si consiglia di conservare l’acido tranexamico in un luogo asciutto, al riparo dall’umidità, dal calore e dalla luce.

Temperatura ambiente < 25 °C: anche se le raccomandazioni specifiche per l’acido tranexamico sono limitate, in genere si consiglia di conservare gli ingredienti cosmetici sensibili a una temperatura ambiente inferiore a 25 °C per preservarne la stabilità.

Flacone ben chiuso: per evitare qualsiasi contaminazione o deterioramento, è importante conservare l’acido tranexamico in un flacone ben chiuso.

Controindicazioni e precauzioni

  • Non usare puro sulla pelle

  • Si sconsiglia l’applicazione diretta su pelle sensibile, irritata o con lesioni aperte.

  • Non superare il 3% nelle tue preparazioni cosmetiche personalizzate

  • Solo per uso esterno.

  • Eseguire sempre un test cutaneo nell’incavo del gomito 24 ore prima dell’uso

  • Introdurlo gradualmente nella routine, soprattutto in caso di pelle sensibile (iniziare con l’1% o il 2%).

  • In caso di reazioni (arrossamento, prurito, fastidio), distanziare le applicazioni o interrompere l’uso.

  • È indispensabile usare una protezione solare quotidiana per tutta la durata dell’uso dei prodotti a base di acido tranexamico, poiché potrebbe aumentare la sensibilità della pelle ai raggi UV.

Per approfondire

Acido tranexamico: iniezione o applicazione topica?

L’acido tranexamico può essere usato per via topica, sotto forma di siero o crema, oppure per via iniettabile nella medicina estetica (mesoterapia). L’uso cosmetico è sempre esterno e senza iniezioni.

Quanto costa l’acido tranexamico?

In forma pura o in un siero, il suo prezzo varia tra gli 8 e i 30 €, a seconda della concentrazione e della formulazione. È più costoso quando è incapsulato o combinato con altri principi attivi premium.

Come si usa l’acido tranexamico sulla pelle?

Si usa sotto forma di siero o lozione leggera, da 1 a 2 volte al giorno a seconda della tolleranza della pelle. Si consiglia di abbinarlo a principi attivi lenitivi e di applicare una protezione solare durante il giorno.

Focus sulla nostra redattrice specializzata Delphine Duc

Delphine DUC, ingegnera biologa specializzata in cosmetologia. Appassionata di cosmesi da molti anni, ha iniziato a realizzare cosmetici fatti in casa con i prodotti Aroma-Zone per rispondere alle esigenze della propria pelle. In seguito, ha scelto di formarsi come cosmetologa e ha infine creato un marchio di cosmetici su misura, pensati per rispondere alle esigenze specifiche della pelle di ciascuno.

Bibliografia

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