Spesso, dopo la puntura di una zecca, nelle ore o nei giorni successivi compare un arrossamento locale accompagnato da prurito. Questa reazione immediata è dovuta all’azione della saliva della zecca, ricca di molecole irritanti e immunomodulanti. Nella maggior parte dei casi, si tratta di una reazione infiammatoria benigna che scompare da sola. Tuttavia, se l’arrossamento si espande gradualmente o non va via, devi stare attento e andare dal medico, perché potrebbe essere un eritema migrante, un segno precoce della borreliosi di Lyme.
Puntura di zecca: cosa fare se compare sulla pelle?
Le passeggiate nei boschi, le gite in campagna o anche il contatto con gli animali domestici ci espongono alle punture di zecca. Ma il suo morso non è sempre facile da riconoscere, soprattutto se la zecca si è già staccata. Uno dei primi segni visibili è spesso la comparsa di uno o più ponfi accompagnati da prurito. Queste reazioni cutanee devono essere tenute d’occhio con attenzione, perché possono evolversi, mentre alcune zecche possono trasmettere varie malattie.

Cos’è una zecca?
Le zecche sono parassiti appartenenti alla classe degli Arachnida. Si nutrono del sangue dei loro ospiti, che siano animali o esseri umani. Tra le circa 850 specie conosciute, solo una minoranza (circa il 10%) è di rilevanza medica per l’uomo.
Le zecche dure (Ixodidae): hanno uno scudo dorsale protettivo. Dopo essersi attaccate alla pelle, si rimpinzano di sangue per diversi giorni prima di staccarsi.
Le zecche molli (Argasidae): prive di scudo, parassitano soprattutto gli uccelli e in genere non sono pericolose per l’uomo.
Per nutrirsi, la zecca si aggancia saldamente alla pelle grazie a un apparato boccale dentellato. Questo a volte rende difficile la rimozione e spiega perché possano rimanere dei frammenti nella pelle dopo averla tolta. Anche le larve delle zecche, sebbene molto piccole, possono provocare reazioni cutanee, poiché anch’esse si nutrono di sangue. Di solito pungono in gruppo, causando la comparsa di diversi piccoli ponfi raggruppati nella stessa zona.
In quali situazioni entriamo in contatto con le zecche?
Le zecche vivono soprattutto in zone umide e ricche di vegetazione, come foreste, prati, parchi o giardini, dove aspettano il passaggio di un ospite. Si attaccano sia agli animali selvatici (roditori, cervidi, uccelli) che agli animali domestici (cani, gatti, cavalli, bovini), oltre che alle persone. L’esposizione avviene di solito durante attività all’aria aperta come le escursioni, il giardinaggio o un picnic, ma anche semplicemente entrando in contatto con un animale infestato. Le zecche si attaccano alla pelle grazie alle loro parti boccali seghettate e iniziano a nutrirsi di sangue, potendo così trasmettere vari agenti patogeni.
Perché una puntura di zecca provoca un ponfo?
Le punture di zecca provocano diverse manifestazioni cutanee nell’uomo. Queste reazioni possono essere dovute al morso della zecca in sé o ai microrganismi che essa può trasmettere. Si parla in questo caso di lesioni primarie o secondarie.
Le lesioni primarie: le reazioni immediate sono causate dalle tossine e dalle molecole irritanti presenti nella saliva della zecca. Si manifestano con ponfi rossi e sodi, oltre che con un forte prurito. Le reazioni tardive sono provocate dai frammenti delle parti boccali della zecca rimasti nella pelle. Questo può causare noduli edematosi cronici (piccole masse cutanee sode e persistenti, formate da un gonfiore infiammatorio prolungato nel punto del morso), simili a un granuloma da corpo estraneo (lesione cutanea cronica derivante da una reazione immunitaria, caratterizzata da un accumulo di cellule infiammatorie che circondano un corpo estraneo).
Le lesioni secondarie: la più nota è l’eritema migrante, un segno precoce della malattia di Lyme.
Quindi, il “ponfo da zecca” può essere sia una semplice reazione infiammatoria benigna, sia il primo segno di un’infezione più grave.
Quali sono i segni di una zecca rimossa male nell’uomo?
Una rimozione incompleta può lasciare frammenti boccali nella pelle, provocando una reazione infiammatoria persistente. Questo può causare un nodulo doloroso o pruriginoso. E in alcuni casi, la zona diventa sede di una sovrainfezione batterica locale. Ecco perché il metodo di rimozione deve essere accurato.
I sintomi della malattia di Lyme
La malattia di Lyme, o borreliosi di Lyme, è un’infezione causata da batteri del genere Borrelia. Il contagio avviene durante il morso, quando la zecca trasmette questi batteri presenti nella sua saliva.
Eritema migrante: macchia rossa che si espande in modo centrifugo, localizzata soprattutto sugli arti o sul viso, spesso indolore ma a volte accompagnata da prurito o sensazione di calore
Stanchezza grave: stato di spossatezza persistente che non scompare con il riposo
Mal di testa: cefalee da moderate a intense che possono durare diversi giorni
Febbre moderata: leggero aumento della temperatura corporea
Dolori muscolari o articolari diffusi: fastidio generalizzato che interessa diverse zone del corpo
Linfonodi ingrossati: adenopatie che indicano una reazione immunitaria
Disturbi articolari: episodi di artrite, spesso al ginocchio, con gonfiore e dolori ricorrenti
Problemi neurologici: meningite linfocitaria, radicolalgia, paralisi facciale o disturbi sensoriali e cognitivi
Problemi cardiaci: aritmie o infiammazioni cardiache
Problemi cutanei: acrodermatite cronica atrofica in Europa, che inizia con una placca rosso-violacea per poi evolvere in una pelle sottile, pergamenosa, con vasi sanguigni visibili.
Questi sintomi possono manifestarsi da soli o in combinazione tra loro, a volte diversi anni dopo il morso iniziale.
Quali consigli seguire in caso di ponfo da zecca?
Se noti un ponfo sospetto dopo la puntura di una zecca, è importante seguire alcune semplici regole: consulta un medico in caso di dubbi legati alla comparsa di un eritema migrante o di un arrossamento che si espande, di sintomi generali (febbre, stanchezza, dolori muscolari o articolari) o di una reazione locale persistente, dolorosa o che trasuda. Non applicare mai olio, alcol o calore su una zecca attaccata. Questi metodi aumentano il rischio di trasmissione di agenti infettivi. Rimuovi subito la zecca con un estrattore per zecche o una pinzetta sottile, posizionandola a filo della pelle, tirando delicatamente e senza ruotarla. Controlla che la zecca sia stata rimossa completamente per evitare il rischio di noduli e infezioni. Pulisci il punto della puntura con un antisettico e poi tieni d’occhio l’evoluzione per diverse settimane.
Come prevenire le punture di zecca?
La prevenzione rimane il miglior modo per proteggersi dai ponfi da zecca:
Indossa abiti lunghi e chiari quando sei all’aperto: pantaloni, maniche lunghe e calzini riducono le zone di pelle esposte, mentre i colori chiari ti aiutano a individuare più facilmente una zecca che si arrampica
Controlla la pelle e i capelli dopo ogni uscita all’aperto: un controllo accurato, soprattutto dietro le orecchie, sotto le ascelle, nelle pieghe e sul cuoio capelluto, aiuta a rimuovere rapidamente una zecca prima che trasmetta batteri
Usa repellenti adatti (naturali o chimici): alcuni spray o lozioni possono essere applicati sulla pelle o sui vestiti per tenere lontane le zecche in modo efficace
Rimuovi subito ogni zecca: in caso di puntura, devi toglierla con un estrattore per zecche evitando di schiacciare l’insetto, perché più a lungo la zecca rimane attaccata, più aumenta il rischio di trasmissione
Consulta un medico in caso di dubbio: la comparsa di un eritema migrante, sintomi insoliti o incertezza sulla rimozione della zecca giustificano un parere medico.
Una semplice e regolare attenzione è la chiave per limitare i rischi legati alle zecche.
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Prevenzione

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Dopo la comparsa del ponfo

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Precauzioni
Quando si tratta di prodotti da applicare sulla pelle, soprattutto se contengono oli essenziali, bisogna seguire alcune precauzioni: fai sempre un test cutaneo preliminare nell’incavo del gomito prima di applicarli. Non applicarli sugli occhi, sulle mucose o sulle parti intime. Rispetta scrupolosamente i dosaggi. Interrompi subito l’uso in caso di reazioni insolite. Conserva i prodotti al riparo dalla luce, dal calore e dall’umidità per preservarne l’efficacia e limitare il rischio di deterioramento.
Il consiglio dell’esperto
L’unico metodo consigliato per rimuovere una zecca è la rimozione meccanica: usa un estrattore per zecche o una pinzetta sottile. Afferra la zecca il più vicino possibile alla pelle, intorno alla testa. Tira con un movimento deciso e regolare, senza ruotarla. Controlla che la zecca sia stata rimossa completamente. Poi pulisci la zona con un prodotto antisettico. In sintesi: agisci in fretta, non applicare nulla, rimuovi correttamente, poi tieni d’occhio la zona.
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Puntura di zecca: arrossamento e prurito?

Puntura di zecca: arrossamento e prurito?
Puntura di zecca: arrossamento e prurito?

Una puntura di zecca può essere gonfia e dolorosa?

Una puntura di zecca può essere gonfia e dolorosa?
Una puntura di zecca può essere gonfia e dolorosa?
Sì. Oltre ai semplici ponfi rossi, una puntura di zecca a volte può provocare una reazione infiammatoria più marcata, con gonfiore, calore locale e dolore. Questo succede soprattutto quando frammenti della zecca (apparato boccale) rimangono incastrati nella pelle. In questo caso, la lesione può trasformarsi in un nodulo persistente o in un granuloma, che richiede più tempo per guarire. Un ponfo insolitamente doloroso, caldo o con presenza di pus può anche indicare un’infezione secondaria batterica e richiede un consulto medico.

Come riconoscere una puntura di zecca senza vedere la zecca?

Come riconoscere una puntura di zecca senza vedere la zecca?
Come riconoscere una puntura di zecca senza vedere la zecca?
Una zecca può staccarsi da sola dopo essersi rimpinzata di sangue, lasciando dietro di sé una piccola lesione cutanea. In questo caso, a volte è difficile capire che sia stata una zecca. I segni più comuni sono un piccolo brufolo rosso o una crosticina nel punto in cui la zecca ha morso, prurito localizzato o la comparsa successiva di un arrossamento che si espande in modo centrifugo (eritema migrante), che conferma l’esposizione. L’assenza di una zecca visibile non deve quindi rassicurarti di per sé: il monitoraggio clinico per diverse settimane rimane fondamentale.
Zoom sulla nostra redattrice specializzata, Auriane Oline

Con un master in fitochimica e formulazione cosmetica, Auriane mette la sua esperienza scientifica al servizio della pelle. Appassionata del potere delle piante, collabora con marchi impegnati per proporre contenuti affidabili, educativi e attenti. Specializzata nelle problematiche della pelle sensibile e atopica, spiega in modo chiaro gli attivi cosmetici e i meccanismi cutanei per rendere le informazioni accessibili a tutti. Condivide i suoi consigli anche sul suo account Instagram @phytophileae.
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Castelli E, Caputo V, Morello V, Tomasino RM. Reazioni locali alle punture di zecca.
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