Popendo
POPENDO

Inquinanti persistenti e gravità dell’endometriosi

Valutare il loro legame grazie alla nascita di una collaborazione tra Aroma-Zone e l’Inserm

Il 28 marzo 2026 segna l'avvio di un'iniziativa di mecenatismo a sostegno della ricerca scientifica. Questa giornata dedicata all’endometriosi è l’occasione per Aroma-Zone e la Fondazione Inserm di ufficializzare la loro collaborazione nello studio dell’impatto degli inquinanti organici eterni (POP) sulla gravità di questa malattia diffusa e fonte di grande sofferenza per le donne che ne sono affette. POPENDO è il nome dato a questo progetto scientifico, guidato da Marina Kvaskoff, responsabile del team “Epidemiologia della salute ginecologica” all’interno dell’Inserm. Ecco di cosa si tratta.

In breve

  • L’endometriosi è una malattia invalidante che colpisce il 10% delle donne in età fertile

  • Gli inquinanti organici persistenti (POP), anche chiamati inquinanti eterni o interferenti endocrini, influenzano le funzioni biologiche dell’organismo, in particolare la salute delle donne. Si trovano soprattutto negli alimenti

  • POPENDO, un progetto promosso dalla Fondazione Inserm e guidato da Marina Kvaskoff, valuterà l’effetto dei POP sulla gravità della malattia nelle donne affette da endometriosi. Il progetto coinvolgerà 650 donne volontarie che ne soffrono

  • Aroma-Zone sostiene la Fondazione Inserm in questo progetto. Un’iniziativa che rispecchia l’approccio responsabile del marchio e il suo crescente impegno nella ricerca scientifica.

L’endometriosi, una malattia femminile, diffusa e invalidante

L’endometrio è la parete interna dell’utero. Normalmente, durante le mestruazioni questa mucosa uterina viene espulsa attraverso la vagina. Ma in caso di endometriosi, alcuni frammenti di endometrio si sviluppano al di fuori della parete interna dell’utero. Si possono trovare sulle ovaie, sulle tube di Falloppio, nella vagina, nell’intestino o persino più lontano, nei polmoni o nel cervello. Questi frammenti di mucosa uterina provocano in genere reazioni infiammatorie croniche e possono creare aderenze sugli organi, accentuando il dolore.

Si stima che l’endometriosi colpisca quasi una donna su dieci in età fertile (1), ovvero 2 milioni di donne in Francia e 190 milioni nel mondo (2).

“L'endometriosi viene definita una patologia ginecologica non maligna, ma è tutt’altro che benigna per le pazienti, poiché incide notevolmente sulla loro qualità di vita”, sottolinea Marina Kvaskoff, responsabile del team “Epidemiologia della salute ginecologica” presso l’Inserm.

L’endometriosi si manifesta spesso con sintomi invalidanti e persistenti nelle donne che ne soffrono:

  • Dolori pelvici durante le mestruazioni e nei rapporti sessuali

  • Dolori addominali

  • Disturbi digestivi funzionali

  • Un rischio maggiore di infertilità.

Oggi, grazie al lavoro delle associazioni di pazienti, questa malattia sta uscendo dall’ombra: le donne raccontano la loro sofferenza e la malattia è ormai ben riconosciuta dalla comunità medica. Questo grande cambiamento sociale in Francia è segnato anche da un programma nazionale di ricerca sulla malattia.

Gli inquinanti organici persistenti (POP), un flagello per la salute

Gli inquinanti organici persistenti, noti anche come “inquinanti eterni” o “interferenti endocrini”, hanno la caratteristica di essere:

  • Persistenti: si degradano molto lentamente

  • Bioaccumulabili: hanno la capacità di accumularsi nei tessuti degli esseri viventi

  • Tossici: hanno effetti nocivi sulla fauna e sulla flora

  • Mobili: a volte si ritrovano molto lontani dai luoghi in cui sono stati emessi.

Tra i POP si distinguono diverse famiglie di composti

  • Le diossine (PCDD) e i furani (PCDF), sottoprodotti indesiderati della combustione dei rifiuti e di alcuni processi industriali

  • I policlorobifenili (PCB), che sono stati usati in modo massiccio nel corso del XX secolo per le loro proprietà fisico-chimiche interessanti per l’industria. Oggi il loro uso è completamente vietato

  • Le sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS), note anche come composti perfluorurati (PFC): le loro proprietà antiaderenti, resistenti alle alte temperature e idrorepellenti sono state molto apprezzate da numerose industrie, e lo sono ancora oggi.

Le diossine, i furani e i PCB, essendo lipofili, si concentrano nei tessuti adiposi degli organismi viventi. I PFAS, invece, essendo sia idrofili che lipofili, si accumulano un po’ ovunque nell’organismo.

L’alimentazione rappresenta quasi il 90% dell’esposizione totale ai POP. Gli alimenti di origine animale ricchi di grassi (burro, formaggi, carne, uova e pesce) sono quelli più contaminati. Anche l’acqua potabile è una fonte di esposizione ai PFAS.

Infine, il contatto diretto con prodotti di fabbricazione in cui vengono utilizzati i PFAS può rappresentare una fonte di esposizione attraverso l’assorbimento cutaneo, l’ingestione involontaria (contatto mano-bocca) o l’inalazione. L’industria tessile è particolarmente coinvolta. (3)

Le missioni della Fondazione Inserm per la ricerca scientifica in Francia

La Fondazione Inserm è la fondazione di partenariato dell’Inserm creata per sostenere le attività di ricerca dell’Inserm, l’Istituto Nazionale della Salute e della Ricerca Medica, mobilitando risorse private da donatori privati o mecenati. Fondato nel 1964, l’Inserm è un ente pubblico, sotto la direzione del Ministero della Salute e del Ministero della Ricerca. Dedicato alla ricerca biologica, medica e alla salute umana, l’Inserm opera in tutti i campi, dalla ricerca di base fino al paziente. È un partner riconosciuto da grandi istituzioni internazionali impegnate nelle sfide e nei progressi scientifici nel campo della salute e delle tecnologie.

L’Inserm è molto impegnato nella salute delle donne, dall’età della prima mestruazione fino alla menopausa. Convinti che le caratteristiche mestruali possano essere indicatori di patologie sottostanti o, al contrario, essere associate a una buona salute a lungo termine, i ricercatori dell’Inserm sono molto coinvolti su questi temi.

POPENDO: un progetto scientifico che collega gli inquinanti organici alla salute delle donne

La comunità scientifica ha ormai riconosciuto e dimostrato che gli inquinanti organici persistenti (POP) possono avere un impatto reale sul rischio di sviluppare l’endometriosi. La novità di POPENDO sta nello studio degli effetti di questi composti sul grado di gravità della malattia nelle donne. Finora l’impatto degli inquinanti persistenti sulla gravità delle lesioni era stato studiato solo sugli animali.

Come si valuta la gravità dei sintomi? Ci sono 3 modi per studiare la gravità dei sintomi dell’endometriosi:

  1. Lo stadio della malattia o il suo sottotipo : si tratta di un punteggio stabilito a livello chirurgico in base alle zone colpite dalle lesioni.

  2. La gravità dei sintomi avvertiti dalle pazienti : dismenorrea (mestruazioni dolorose), dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali), disuria (dolore o bruciore durante la minzione), dischezia (dolore durante l'evacuazione), dolori addominali... Anche la storia familiare della malattia, lo stile di vita delle donne, i tempi di diagnosi o eventuali violenze subite saranno presi in considerazione nella valutazione.

  3. L’analisi dell’invasione anatomica delle lesioni: è questa la novità di POPENDO. I ricercatori la caratterizzeranno tramite una doppia lettura della risonanza magnetica.

Alla ricerca di donne volontarie affette da endometriosi: 650 donne volontarie affette da endometriosi e che partecipano alla coorte ComPaRe-Endometriosi saranno incluse nello studio POPENDO.

  • Le donne incluse nello studio dovranno sottoporsi a un prelievo di sangue per individuare e quantificare gli inquinanti organici presenti nel loro organismo. I prelievi avverranno all’ospedale Saint-Joseph di Parigi, un ospedale di riferimento dotato di un centro specializzato in endometriosi.

  • Dovranno inoltre consegnare la loro risonanza magnetica diagnostica. La Fondazione Inserm collaborerà con i radiologi dell’ospedale Saint-Joseph per la lettura di queste risonanze magnetiche. Poiché una sola lettura non è sufficiente a garantire la solidità dello studio, verrà effettuata una seconda lettura per ottenere risultati scientificamente significativi.

Marina Kvaskoff, una donna con grande esperienza nella gestione del progetto.

Laureata in biochimica (DEUG), Marina Kvaskoff ha conseguito una laurea magistrale in scienze e tecniche della sanità pubblica e poi un master in sanità pubblica ed epidemiologia. Dopo una tesi in epidemiologia e diversi anni di post-dottorato tra l’Australia e gli Stati Uniti, ha creato il suo gruppo di ricerca, che oggi è diventato un team certificato Inserm all’interno del CESP (Centro di Ricerca in Epidemiologia e Salute delle Popolazioni) a Villejuif: il team di Epidemiologia della salute ginecologica (EpiGyn). È anche responsabile scientifica della coorte ComPaRe-Endometriosi, che coinvolge diverse migliaia di donne affette da endometriosi e all’interno della quale verrà realizzato il progetto POPENDO.

Il contributo di Aroma-Zone

  1. Il supporto fondamentale di Aroma-Zone per il corretto svolgimento dello studio

    Il sostegno finanziario di Aroma-Zone contribuisce al finanziamento del progetto POPENDO, in particolare per l’assunzione del personale di ricerca che effettuerà le analisi e di quello che si occuperà degli aspetti logistici del progetto. Permetterà inoltre di finanziare una seconda lettura delle immagini della risonanza magnetica, indispensabile per una metodologia scientifica rigorosa.

    Il sostegno di Aroma-Zone servirà anche a promuovere la diffusione delle informazioni su questo studio, perché, ricordiamolo, per portarlo a termine e far progredire la ricerca scientifica sull’argomento, dovrà coinvolgere 650 donne volontarie affette da endometriosi.

  2. L’impegno di Aroma-Zone

    Sempre attenta alle questioni di salute e sicurezza legate alle formulazioni cosmetiche e agli imballaggi, Aroma-Zone collabora con la Fondazione Inserm sostenendo questo progetto di ricerca dedicato allo studio degli effetti degli interferenti endocrini sulla salute delle donne in particolare.

    Dotata ora di un Comitato Scientifico, questa collaborazione rafforza il contributo del marchio al progresso delle conoscenze scientifiche sulle questioni relative alla salute ambientale e alla salute delle donne.

Bibliografia

  1. Ameli; Endometriosi: definizione e fattori di rischio - 18 giugno 2025 https://www.ameli.fr/assure/sante/themes/endometriose/definition-facteurs-favorisant.

  2. OMS; Endometriosi - 15 ottobre 2025 https://www.who.int/fr/news-room/fact-sheets/detail/endometriosis.

  3. ARS (Agenzia regionale per la salute); Inquinanti organici persistenti (POP): cosa c’è da sapere - 7 gennaio 2026 https://www.iledefrance.ars.sante.fr/polluants-organiques-persistants-pop-ce-quil-faut-savoir.