Il carciofo (Cynara scolymus L.) è una pianta mediterranea rinomata nella medicina tradizionale per le sue virtù, attribuite principalmente ai polifenoli, una famiglia di molecole complesse che le piante producono naturalmente per difendersi dalle aggressioni esterne. Le sue proprietà curative, associate agli acidi caffeoilchinici e ai flavonoidi, sono note da secoli ed erano già apprezzate dai Greci e dai Romani sotto forma di cardo selvatico. Il carciofo, nella forma che conosciamo oggi, compare tra il XIV e il XV secolo in Italia. Nel XVI secolo viene adottato da Caterina de’ Medici, che lo porta in Francia in occasione del matrimonio con Enrico II. Per molti secoli è stato considerato un alimento di lusso, riservato alle tavole più prestigiose. Caterina de’ Medici ne era così ghiotta che il carciofo non mancava mai nei menù dei banchetti a cui partecipava. Più tardi, gli esploratori francesi e spagnoli lo introdussero anche in America.
Oggi il carciofo è considerato un alimento benefico per la salute, grazie alla sua composizione fitochimica e nutrizionale. La parte centrale della testa e il cuore sono commestibili e ricchi di composti bioattivi come inulina, minerali, vitamine, fibre e polifenoli, che contribuiscono ai suoi effetti positivi sull’organismo. Anche i gambi, le foglie e le parti esterne della testa del carciofo sono ricchi di nutrienti preziosi e possono essere utilizzati come ingredienti salutari nello sviluppo di alimenti funzionali. Oggi, circa l’80% della produzione mondiale di carciofi proviene da Francia, Italia e Spagna.






