Anna Bianchi: È proprio così. Mentre la natura si risveglia con forza, molte donne si ritrovano a corto di energia, come se il corpo non riuscisse a tenere il passo.
Secondo la medicina ippocratica, in primavera aumentano naturalmente il calore e l’umidità nell’ambiente: condizioni essenziali per la rinascita della natura, ma anche capaci di smuovere tutto ciò che nel corpo è rimasto stagnante. È il momento in cui si attiva l’elemento Aria, associato al movimento, alla circolazione, ma anche all’instabilità e alla dispersione.
Dal punto di vista fisiologico, la primavera è anche il momento ideale per sostenere il lavoro degli emuntori, ovvero quegli organi deputati all’eliminazione delle tossine: fegato, reni, intestino, polmoni e pelle. Dopo i mesi più freddi, in cui l’organismo tende a rallentare e accumulare, è naturale che con l’arrivo della primavera sentiamo il bisogno di alleggerirci. È da qui che nasce la tradizionale idea della “depurazione primaverile”, che non è una moda, ma un sostegno concreto al corpo per accompagnare il cambiamento stagionale.
Se questa fase di transizione non viene accompagnata con consapevolezza, il corpo può reagire con spossatezza, nervosismo, pelle spenta, la caduta dei capelli. È come se dentro di noi ci fosse una voglia di rinascita… ma senza ancora il terreno preparato per farlo davvero.









