Desincronizzazione dell’orologio biologico
Il ritmo circadiano è un processo interno che regola alcune funzioni fisiologiche, in particolare il ciclo naturale sonno-veglia. È regolato da una sorta di orologio biologico, chiamato nucleo soprachiasmatico (NSC), che si trova a livello dell’ipotalamo nel cervello. Questo orologio segue cicli di circa 24 ore e si regola principalmente grazie alla luce naturale. Quando la retina percepisce la luce, invia un segnale al NSC affinché interrompa la produzione di melatonina, l’ormone del sonno. Al contrario, quando fa buio, il nostro orologio interno attiva la secrezione di melatonina per preparare il corpo ad addormentarsi.
Quando spostiamo l’orologio avanti o indietro di un’ora, la sincronizzazione tra l’ambiente luminoso e l’orologio interno viene bruscamente alterata. Il corpo deve riadattarsi gradualmente a un nuovo ritmo.
Effetti sul sonno, sulla concentrazione e sull’umore
La melatonina viene prodotta dalla ghiandola pineale quando l’esposizione alla luce diminuisce, con un picco all’inizio della notte e un calo verso mattina. Segnala all’organismo che è ora di dormire. Quando cambia l’ora, la produzione di melatonina può iniziare prima o dopo, causando difficoltà ad addormentarsi la sera o a svegliarsi la mattina. Il sonno diventa quindi meno profondo e la qualità del riposo ne risente. Inoltre, di solito si avverte una sensazione di stanchezza che dura diversi giorni, il tempo necessario al corpo per adattarsi al nuovo orario.
Oltre alla mancanza di sonno, lo squilibrio dell’orologio biologico influisce sulla secrezione del cortisolo, l’ormone dello stress e della vigilanza. Infatti, il cortisolo viene prodotto dalle ghiandole surrenali seguendo il ciclo circadiano: raggiunge il picco al mattino tra le 6 e le 8 per preparare il corpo allo stato di veglia, poi il suo livello diminuisce gradualmente nel corso della giornata fino a raggiungere il minimo all’inizio della notte. Nervosismo, malumore e demotivazione sono quindi comuni quando cambi gli orari. Durante questo periodo di adattamento, la concentrazione e l’attenzione calano.
Persone più sensibili
L’adattamento al nuovo orario può essere più lento per:
I bambini: I bambini sono più sensibili ai cambiamenti di orario, perché il loro orologio interno è fortemente regolato dalla luce. Inoltre, il loro rigido orario scolastico può complicare l’adattamento al nuovo ritmo. Gli anziani, invece, hanno ritmi quotidiani molto regolari, un orologio interno più rigido e una scarsa capacità di adattamento fisiologico.
Gli anziani: Il loro ritmo circadiano tende a diventare più rigido. Il cambio di orario può quindi disturbare il loro sonno, l’appetito o il livello di energia, con un impatto più marcato sul loro benessere generale.
Chi lavora di notte: Chi lavora di notte o con orari sfalsati è particolarmente vulnerabile, perché il cambio di orario aumenta l’instabilità dei loro ritmi cronobiologici, già scombussolati da orari atipici. Infine, chi soffre già di disturbi del sonno è naturalmente più vulnerabile, poiché il suo organismo, meno resiliente, impiega più tempo a risincronizzarsi.
Tutte le persone già soggette a disturbi del sonno.